Ciao, amici di BlaBlaGym! Questo 2026 si preannuncia per me particolarmente intenso: mi perdonerete se la quantità di articoli sarà leggermente inferiore rispetto agli anni scorsi, ma vi prometto che la loro qualità rimarrà invariata!
Oggi torniamo quindi a parlare di storia, visto che avevo chiuso la prima puntata promettendovi di continuare il nostro viaggio tra le stelle tricolori del passato… eccoci, promessa mantenuta!
Oggi riscopriamo le protagoniste che, negli anni ’90 e 2000, hanno portato l’Italia sulla pedana olimpica: nomi molto conosciuti da chi ha vissuto quell’epoca, ma probabilmente quasi sconosciuti da chi segue la ritmica da meno tempo.

Irene Germini
Nata nel 1974 a Legnano, Irene Germini (in copertina) si è allenata con la Muggiò 75 e ha iniziato la sua carriera con Lorena Monguzzi. Ha partecipato ai Campionati Europei Juniores di Tenerife nel 1989, mentre il debutto iridato è arrivato due anni più tardi ai Mondiali di Atene 1991, che ha chiuso al 20° posto.
Ha preso parte alla sua prima Olimpiade a Barcellona 1992 insieme a Samantha Ferrari, in un’edizione caratterizzata da un regolamento particolare, con l’accesso alla finale riservato alle prime sei dell’All Around più le migliori 12 per attrezzo. Queste ultime non concorrevano alla classifica generale, ma disputavano la finale esclusivamente con gli esercizi che avevano permesso loro di qualificarsi. Irene ha ottenuto l’accesso alla finale grazie ai punteggi di fune e clavette, concludendo al 13° posto con 36.937 punti complessivi (preliminare 18.600; fune 9.300; clavette 9.300). La vittoria è andata all’ucraina Alexandra Timoshenko.


Negli anni successivi ha conquistato tre titoli italiani assoluti (1993, 1994 e 1996) e ha partecipato ai Campionati Mondiali di Alicante 1993 (11^), Vienna 1995 (14^) e Budapest 1996, edizione senza All Around, dove ha ottenuto il 7° posto nella finale alle clavette. A partire dal 1995, si è allenata nel centro tecnico federale dove, insieme alle altre individualiste, è stata seguita dalla tecnica bielorussa Tatiana Shpilevaya (oggi allenatrice della Rhythmic School).
La seconda partecipazione olimpica è stata quella di Atlanta 1996, disputata con il nuovo sistema in tre fasi: qualificazione, semifinale a 20 e finale a 10. Irene ha raggiunto la semifinale, risalendo dalla 17^ alla 13^ posizione con 37.548 punti (fune 9.266; palla 9.500; clavette 9.250; nastro 9.500), e mancando l’accesso alla finale per pochi decimi. La gara in quell’edizione è stata vinta da Ekaterina Serebrianskaya.
Dopo il ritiro, avvenuto al termine della stagione 1996, ha intrapreso un percorso professionale articolato tra sport e spettacolo. Dal 1997 al 2006 è stata ballerina della compagnia Kataklò, diretta da Giulia Staccioli, collaborando nel 2006 anche come assistente coreografa per la Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Torino.
Parallelamente, tra il 1996 e il 2002, ha lavorato come consulente per numerose società sportive nelle discipline della ginnastica ritmica, artistica e del twirling. In seguito ha conseguito il diploma di Pilates Teacher, si è diplomata in Discipline Motorie presso il CSEN e ha fondato lo Studio Pilates Legnano, di cui è tuttora titolare.
Katia Pietrosanti
Nata il 22 giugno 1979 a Como, Katia Pietrosanti è stata campionessa italiana assoluta nel 1995 con la Comense, seguita dalla tecnica Silvia Sala e poi nel centro nazionale da Tatiana Shpilevaia. La sua carriera internazionale è iniziata presto, con l’argento alle clavette ottenuto agli Europei Juniores 1993 di Bucarest.
Da senior ha partecipato ai Mondiali di Vienna 1995 (13^) e Budapest 1996, edizione in cui ha centrato due finali di specialità, classificandosi 7^ alla fune e 5^ al nastro.
Nel 1996 ha rappresentato l’Italia ai Giochi Olimpici di Atlanta, dove si è classificata 20^ in qualifica e poi 14^ nella semifinale con 37.315 punti (fune 9.366; palla 9.366; clavette 9.250; nastro 9.333), anche lei a pochi decimi dalla finale a 10.
Ha lasciato la ritmica nel 1997, principalmente per problemi fisici e personali. Purtroppo non abbiamo trovato informazioni sulla vita di Katia dopo la carriera da ginnasta.


Susanna Marchesi
Nata il 13 marzo 1980, Susanna Marchesi è stata una delle principali individualiste italiane nel periodo di transizione tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila. Ha iniziato la propria carriera sotto la guida di Manola Rosi presso la Società Ginnastica F. Petrarca 1877 di Arezzo.
Dopo aver ricoperto il ruolo di riserva ai Giochi Olimpici di Atlanta 1996, si è trasferita al Centro Tecnico Permanente di Follonica insieme ad altre cinque individualiste, tra cui Zacchilli, in preparazione al quadriennio olimpico di Sydney 2000. In questa fase è stata seguita anche da Olga Buyanova, allenatrice di ginnaste come Kostina, Lipkovskaya e, successivamente, Dmitrieva.
Nel corso di quegli anni, Susanna ha conquistato quattro titoli italiani assoluti (1997, 1998, 2000 e 2003). Il risultato più significativo è arrivato tuttavia ai Campionati Mondiali del 1999, dove ha ottenuto il 6° posto nell’All Around, miglior piazzamento mai raggiunto da un’italiana fino a quel momento. Quel risultato è rimasto imbattuto per vent’anni, eguagliato da Agiurgiuculese solo nel 2019 e superato da Raffaeli con la vittoria del 2022.
Susanna è stata presente stabilmente tra le prime dieci ginnaste al mondo per gran parte del ciclo olimpico 1996-2000, quando ha centrato anche numerose finali di specialità ai Campionati Mondiali ed Europei.
L’apice della carriera è coinciso con i Giochi di Sydney 2000, dove si è qualificata alla finale con il 7° punteggio e poi ha concluso al 10° posto (totale 38.850; fune 9.750; cerchio 9.600; palla 9.775; nastro 9.725). Il titolo olimpico è stato conquistato da Youlia Barsukova, che ha preceduto a sorpresa Youlia Raskina e Alina Kabaeva.
Conclusa l’attività agonistica, Susanna ha scelto di rimanere nel mondo della ginnastica ritmica e oggi è vicepresidente e tecnica dell’ASD Olimpêa di Castiglion Fiorentin. Parallelamente, coltivando una passione di lunga data per la grafica e il disegno, ha avviato la produzione di body da competizione.

Laura Zacchilli
Ed eccoci a lei… la “misteriosa Laura Zacchilli” di cui parlavamo nella prima puntata! Nata nel 1980, ha esordito a livello internazionale ai Campionati Europei Juniores di Bucarest 1993. Ha poi intrapreso un percorso di crescita costante, che l’ha portata a essere una delle colonne portanti della nazionale italiana per oltre un decennio. Nel corso della carriera ha conquistato quattro titoli italiani assoluti (1999, 2001, 2002 e 2004) e ha vinto dieci scudetti consecutivi con l’Aurora Fano tra il 1996 e il 2007.
Riserva ai Giochi Olimpici di Sydney 2000, l’anno successivo è stata finalista in tutte le specialità ai Campionati Europei di Ginevra e ha chiuso al 10° posto l’All Around ai Campionati Mondiali di Madrid. Ha poi preso parte ai Mondiali di Budapest 2003, dove si è classificata 17ª nell’All Around e 8ª nella finale al nastro.
L’apice della carriera è coinciso con la partecipazione ai Giochi Olimpici di Atene 2004, che ha concluso al 13° posto nel concorso generale con 94.100 punti (cerchio 23.925; palla 24.225; clavette 23.250; nastro 22.700). La gara è stata vinta da Alina Kabaeva.
Dopo la carriera, Laura ha studiato Scienze Motorie a Urbino e oggi è responsabile tecnica dell’Aurora Fano. Spesso convocata come tecnica degli allenamenti nazionali della FGI, nel 2021 ha collaborato con Julieta Cantaluppi per la preparazione della squadra nazionale junior.


Questa nuova “lezione di storia italiana” finisce qui! Se avete ricordi, aneddoti o foto d’epoca, come sempre: scrivetemi! Questa rubrica vive anche grazie ai vostri contributi.

Buonasera a tutte e a tutti !
Che bell’articolo (in effetti sono sempre molto interessanti e utili gli articoli di Beatrice / BlaBlaGym !) e quanti bei commenti su queste stupende ex ginnaste.
Scrivo ora, giusto per precisare un paio di “informazioni” su Katia Pietrosanti, che conosco da anni e che saluta e ringrazia tutte e tutti per l’affetto che ancora gli addetti ai lavori, ma non solo, le dimostrano a distanza di ormai 30 anni da quella che fu l’olimpiade di Atlanta…
Katia ha lasciato la ritmica nel 1998 non per pb personali ma infortuni e forma fisica non + ottimale per proseguire.
Cosa fa oggi ? Non è sparita e lavora nel MKG / Comunicazione ormai da tempo, informazione tra le altre facilmente consultabile via LinkedIn o un qualsiasi altro social network professionale.
Continua comunque a seguire, anche di nascosto !, il mondo della Ritmica italiana e internazionale obbligando, spesso e volentieri, amici e parenti a lunghissime dirette davanti alla TV, sul web o dal vivo per vedere il maggior numero di gare possibili !
Alla prox e grazie ancora
Grazie Mirko di queste preziose informazioni e un saluto a Katia, w le lunghissime dirette! 😍 (avevo trovato qualche informazione riguardo ad una Katia nel marketing, ma non ero sicura si trattasse della stessa persona 😅 grazie della conferma!)
Grazie Mirko, ci hai dato modo di ricordarla ancora un po’.
In effetti non sono molte le atlete di alto livello che hanno scelto di non continuare affatto con la ritmica per lavoro (ed ecco perché nell’immaginario comune si cercano notizie solo in questo mondo), ma per fortuna fuori dalla palestra c’è tutto un altro mondo che ci aspetta 🙂
Grazie Katia per le emozioni che ci hai trasmesso.
Che cos’era il centro tecnico federale con a capo Tatiana Shpilevaia?
Le individualista stavano in ritiro permanente come la squadra?
Da quello che ho capito sì, ma non si trovano molte informazioni a riguardo purtroppo!
Quelle dell’articolo le ho trovate principalmente in questi due siti:
https://www.rhythmicschool.com/tatiana-shpilevaya/
“Grazie ai risultati conseguiti, nell’anno 1994 l’indimenticato presidente della Federazione Ginnastica d’Italia Bruno Grandi la invita in Italia per assumere l’incarico di allenatrice responsabile del centro tecnico delle individualiste della nazionale italiana di Ginnastica Ritmica, per elevare il tasso tecnico federale e per tentare di ottenere la qualificazione olimpica con qualche ginnasta.
Dal 1 Gennaio 1995 Tatiana Shpilevaya è in Italia ed assume il ruolo propostole operando dapprima a Castellanza e successivamente ad Arezzo presso il centro tecnico nazionale di Ginnastica Ritmica.”
– Nel 1995 guida le ginnaste agli Europei di Praga ed ai mondiali di Vienna ottenendo il pass per le olimpiadi di Atlanta 1996 con ben due atlete.
– Nel 1996 partecipa agli Europei di Asker, ai mondiali di Budapest ed alle Olimpiadi di Atlanta conquistando con le atlete Irene Germini e Katia Pietrosanti rispettivamente il 13° ed il 14° posto nella classifica finale.
– Nel 1997 guida le atlete agli europei di Patrasso ed al mondiale di Berlino dove ottiene con le atlete Arianna Rusca, Susanna Marchesi e Laura Zacchilli il 6° posto finale.
– Nel 1998 guida le ginnaste italiane agli europei di Porto concludendo il contratto che la vedeva impegnata con la FGI.”
https://www.ginnasticapavese.it/oldsite/schede/ritmica/tatsiana_shpylevaya.htm
“Dal 1995 al ’98 è responsabile del Centro Tecnico delle individualiste della nazionale italiana di ritmica partecipando alle Olimpiadi di Atlanta ’96 con le individualiste.
L’anno successivo guida la squadra al sesto posto nel campionato del Mondo di Berlino.”
Se qualcuno che ci legge ne sa di più, ci illumini (magari anche Tatiana stessa, che saluto!)
Wow, un bellissimo progetto! Grazie per queste informazioni!
Ricordo Tatiana con molta stima e affetto!
Grazie grazie grazie!
Beatrice miliardi di grazie per quelli degli anni 80 cresciuti a “pane e Pietrosanti”
Non c’è miglior ricordo di una olimpiade che di Atalanta 1996: la prima in cui si riusciva a vedere la ritmica in TV. Credetemi, senza internet, you tube, social…ma che dico….senza nemmeno una foto sparsa di una atleta russa… Questa diretta è stata ORO COLATO.
ho ancora la videocassette registrata…peccato che ad un certo punto su fune di Pietrosanti la diretta si sia bloccata (si, me lo ricordo benissimo perché piangevo) e soprattutto abbiano cambiato canale e la registrazione è continuata sui programmi di rai2 a caso 🫠
Sia mai che leggeranno questo commento:
Irene Germini: grazie a te ho scoperto i Metallica, e quel tuo esercizio alla palla è pura poesia.
Katia Pietrosanti: veder apparire il tuo “codino” nella pedana di prova era già una emozione. Riconoscibilissima in mezzo alle altre! E quante volte ho provato il “rotolino” iniziale del tuo nastro.
Susanna Marchesi e Laura Zacchilli ho avuto la fortuna di poterle seguire di più anche grazie alle maggiori opportunità di dirette o comunque di spostarmi in auto. Col ricordo di Susanna associo un pensiero personale per una grande allenatrice (Manola Rosi) mancata troppo presto.
A chi invece chiedeva “laura Zacchilli chi è?” Consiglio di fare una sessione di allenamento di due ore solo per provare a ripetere il prillo coi piedi (ci siete riuscite ?) e poi se ne riparla 🤣
Insegnato dalla nostra mitica Lali Dolidze, che ci lasciava tutte a bocca aperta ogni volta che lo faceva. Avevamo 7/8 anni..che ricordi. Solo Laura riuscì a farlo e presentarlo in gara 😊
Oh wow, non sapevo di questo collegamento! Ma è la stessa Lali Dolidze allenatrice di Pazhava?
No, purtroppo la nostra Lali è morta nel 2005. Puoi vederla in questa pagina su FB: https://www.facebook.com/share/1DXE4bis3Z/?mibextid=wwXIfr
Forse il link non funziona. Il nome della pagina è “in memory of Lali Dolidze”
Beatrice, che bella foto con Susanna Marchesi! Posso confermare che la qualità dei tuoi post non è affatto calata 🙂
In bocca al lupo per le tue prossime sfide.
E un felice anno nuovo in ritardo a tutti voi!
Irene Germini e la sua meravigliosa routine con la palla sui Metallica. Mi piace! 😍
Katia Pietrosanti: A volte si esibiva a piedi nudi, senza scarpette? Anche nella foto con le clavette e qui. Qualcuno sa perché? Per sentire meglio la palla?
https://www.youtube.com/watch?v=PgtBiSZG5bI
Susanna Marchesi: incredibilmente precisa e completa! 😮
Laura Zacchilli: così spettacolare e dinamica. Sportiva ed elegante, wow! 🤩
Grazie Brie ♥️ Sono contenta che questi contenuti più ‘storici’ vi piacciano! Se avete suggerimenti su qualche altro pezzo di storia da approfondire, fatemelo sapere ☺️
Vi stavo piacevolmente leggendo durante una pausa… e faccio una piccola incursione scrivendo tre cose:
– Felice Compleanno Sofia! 1000 di questi giorni!
– sempre grazie a Beatrice! Come ringraziarti di questi bellissimi ricordi??!! La tua idea di dedicare queste puntate alle ginnaste del passato è davvero preziosa. Dolce e stimolante al tempo stesso!
– mi fa piacere condividere un articolo che stavo leggendo per caso mentre pranzavo. È un articolo che Avvenire ha dedicato ad Andrea “Zorro” Zorzi, immenso campione di pallavolo che da ragazzina ho tifato tantissimo, ma soprattutto che ho imparato ad apprezzare per le riflessioni sul mondo dello sport che esprime nelle interviste.
Andrea è anche il marito di Giulia Staccioli…
L’articolo si intitola “Troppo business, lo sport ritrovi i suoi valori” e vi riporto alcuni dei passaggi secondo me più significativi:
“Viviamo in una società che ha trasformato la logica sportiva in una metafora assoluta della vita: o vinci o sei un fallito. Ma la vita non è una partita, non è divisa in vincitori e perdenti. Amo profondamente lo sport ma mi rendo conto che ha imboccato una continua esasperazione: salire, salire senza mai fermarsi. Ma non è vero che puoi ottenere tutto quello che vuoi. Per me è importante relativizzare l’importanza dello sport: è un’occasione di confronto con le persone, con il corpo, con i propri limiti, non è una misura del valore umano. Mi ha aiutato il confronto con mia moglie Giulia Staccioli, ginnasta di ritmica. La sua è una disciplina sottoposta a giudizio e mi ha fatto capire molte cose.”
Forse queste considerazioni sembrano scontate e già sentite ma è sempre bello e importante che si continui a ripeterle… più e più volte… visto come va il mondo… e visto che qualcuno finge di non capire e qualcuno non capisce davvero.
Scusate ma questa la devo proprio aggiungere perché è una bella coincidenza. Appena inviato il mio commento mi cade l’occhio su un articolo che Cosmopolitan ha dedicato ad Aryna Sabalenka, numero uno del tennis femminile e il titolo è “Aryna si racconta: Non c’è tempo per essere gentili”.
Ecco appunto, stavamo dicendo su dove sta andando il mondo…???
Silvy mi vado a recuperare l’articolo, grazie!
… non avevo idea che ci si potesse esibire senza mezzepunte!! Sono sbalordita!