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Protagoniste: Yulia Raskina

Foto di Tom Theobald // Grafica di Beatrice Vivaldi
Per "Vivaldi Riserva" oggi vi proponiamo la storia di una donna che nell'ultimo anno abbiamo visto esultare sulle principali pedane internazionali, anche se non più in veste da ginnasta!

Pubblicato originariamente su BeatriceVivaldi.it il 9 agosto 2017

La protagonista di oggi è la bielorussa Yulia Raskina, argento olimpico a Sydney 2000 che, dopo i grandi risultati ottenuti da ginnasta, si è creata una carriera da star fuori dalla pedana. O non troppo fuori dalla pedana. Come potremo vedere, Yulia non ha mai abbandonato del tutto la ritmica, neppure dopo avere lasciato le luci dei palazzetti per i riflettori delle tv. Ma procediamo con ordine, ripercorrendo passo per passo la vita sportiva di questa grande atleta.

Yulia nasce a Minsk il 9 aprile del 1982 in una famiglia ebraica particolarmente dedita allo sport. Suo padre, Sergey Vladimirovich, è insegnante di atletica oltre che professore di educazione fisica, mentre la madre Natalia è una figura molto nota nel mondo della ginnastica: già campionessa URSS nel 1977 e nel 1979, ha poi lavorato come allenatrice in diversi Paesi, tra cui Bielorussia, Grecia, Slovenia, Finlandia, Repubblica Ceca e Cipro. Sarà proprio lei a seguire la preparazione olimpica di Dominika Cervenkova in vista dei Giochi di Atene e di Chrystalleni Trikomiti fino a Londra 2012, per poi trasferirsi prima in Messico, ad allenare la squadra nazionale, e infine in Germania, dove attualmente vive e lavora.

All’età di 7 anni Yulia muove i primi passi in palestra, allenata proprio dalla madre, e capisce subito che quello sarà il luogo in cui trascorrerà gran parte della propria adolescenza. Il suo esordio internazionale avviene nel 1995 ai Campionati Europei junior di Praga, dove conquista la medaglia d’argento, un metallo a cui ben presto farà l’abitudine. Alla sua prima esperienza da senior, ai Mondiali di Berlino del 1997, è argento di squadra con le compagne Valeria Vatkina e Evgenia Pavlina, mentre l’anno successivo vince l’oro di squadra e un bronzo individuale al nastro agli Europei di Porto 1998. Nel 1998 è anche protagonista della Serie A italiana, dove gareggia per la Petrarca di Arezzo al fianco di Susanna Marchesi.

Da sinistra Yulia nel 1997 a Berlino, nel 1998 a Porto, sempre lo stesso anno in Serie A e nel 1999 a Osaka

Ai Mondiali di Osaka del 1999 Yulia si presenta in grande forma, sperando che quella possa rappresentare la “sua” vera grande occasione. A imporsi invece è Alina Kabaeva, che conquista ben quattro medaglie d’oro. Quattro sono anche gli argenti di cui Raskina si deve accontentare: nel concorso individuale, in quello a squadre e nelle finali di palla e nastro. Agli Europei di Budapest dello stesso anno Raskina conquista, neanche a dirlo, un altro argento. Stesso verdetto ai Campionati Europei di Saragozza nel 2000, anche se in quella occasione riesce finalmente a scalare il gradino più alto del podio vincendo la finale alla palla. Sempre nel 2000 fa di nuovo tappa in Italia, dove vince il Torneo Internazionale “Trofeo CariPrato”.

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Yulia arriva ai Giochi Olimpici di Sydney senza essere troppo ossessionata dal risultato. Il suo principale obiettivo è quello di portare a termine una gara pulita e farsi apprezzare dal pubblico australiano, al di là di ciò che dirà poi la classifica. Nonostante abbia piena fiducia nelle proprie grandi capacità, che in pochissimo tempo le hanno permesso di scalare le classifiche delle competizioni più importanti, Yulia è consapevole che molte delle ginnaste presenti a Sidney possono aspirare al podio. La fase di qualificazione, che la vede provvisoriamente al secondo posto, quasi anticipa il verdetto della finale. A cambiare, infatti, è solo l’oro olimpico, che anziché andare al collo della super favorita Alina Kabaeva, terza nonostante una grave perdita nella routine al cerchio, è vinto dall’altra atleta russa, Yulia Barsukova, autrice di una gara priva di imperfezioni. Raskina vincerà ancora una volta un argento.

Yulia alle Olimpiadi di Sydney

Dopo un periodo lontano dalle competizioni, dovuto anche a un complicato infortunio al piede che la costringe a sottoporsi a tre operazioni e numerose sedute di riabilitazione, Yulia torna a gareggiare. Il 2002 la vede ancora protagonista della Serie A, in prestito alla Società Ardor di Padova accanto all’allora debuttante Beatrice Zancanaro. L’anno successivo, tuttavia, a causa dei risultati poco brillanti dovuti anche a un cambio di codice a lei poco consono, decide di abbandonare definitivamente la carriera agonistica, rinunciando all’idea di partecipare ai successivi Giochi di Atene.

Yulia ama da sempre il lato maggiormente espressivo e artistico della ginnastica ritmica. Più che la competizione in sé o il confronto con le avversarie, con le sue performances desidera entusiasmare ed emozionare gli spettatori. Più numeroso è il pubblico, più la grinta e la voglia di stupire aumentano. Grazie alle sue grandi abilità nell’utilizzo degli attrezzi e alla sorprendente capacità nell’esecuzione di difficoltà corporee estremamente ardue, quasi da contorsionista, nel 2005 segue l’esempio di altre ex ginnaste come la statunitense Mary Sanders ed entra nel cast di Corteo, spettacolo del Cirque du Soleil. Il numero è costruito ad hoc sulle sue capacità: con la “ex collega” ucraina Tamara Yerofeeva dà vita a una esibizione di coppia a palla, nastro e cerchio. Una ulteriore dimostrazione di come in fondo non abbia mai dimenticato la ginnastica ritmica.

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I 60 artisti che compongono lo staff la fanno però sentire un poco in ombra; per questo motivo, dopo tre anni, decide di abbandonare l’avventura incominciando a pianificare un numero tutto suo. Qualche mese dopo il rientro dagli Stati Uniti Yulia, su proposta della direttrice Tatiana Bondarchuk, decide di iniziare a lavorare per il Circo di Stato Bielorusso con uno show tipicamente circense in cui gioca con due o più cerchi alla volta. A suo dire, è un modo per sentirsi maggiormente popolare e amata.

Nel 2013 Yulia partecipa alla trasmissione tv Dancing with the star (la popolarissima versione bielorussa di “Ballando con le stelle”) in coppia col ballerino professionista Denis Moryasin. Particolarmente apprezzati dai telespettatori, la coppia conquista il primo posto e ottiene il diritto di rappresentare la Bielorussia alla manifestazione internazionale “Eurovision Dance Contest”. Sempre in questo periodo, Yulia vanta nel proprio curriculum anche un’apparizione al programma della tv svedese “Carousel”, al musical canadese “Due stelle” in coppia con Alexey Khlestov, al talent francese “The best/Le meilleur” e a quello spagnolo “Tu si que vales” (puntata in cui, per l’occasione, è invitata anche la ex ginnasta, nonché fidanzata del presentatore, Almudena Cid Tostado, che esprime particolare apprezzamento per l’esibizione della sua ex avversaria di tante competizioni). Il numero ricorrente che propone in tutti questi show è di acrobatica aerea: in aria, legata a un tessuto, Yulia volteggia, ruota, si arrotola e si srotola eseguendo con un cerchio prilli, rotolamenti e hula-hoop con tutte le parti del corpo.

A sinistra Yulia al Circo di Stato, al centro al Roncallis Apollo Variety, a destra allo show svedese Carousel

Nel 2014 la Federazione tedesca chiama sua madre Natalia a sostituire Galina Krylenko per la preparazione delle individualiste in vista dei mondiali in casa, che qualificano per i Giochi di Rio. Per questo motivo anche Yulia decide di trasferirsi a Stoccarda accettando il ruolo di tecnico delle ginnaste junior, un posto rimasto a lungo vacante e che le permette di lavorare accanto alla madre, da sempre suo punto di riferimento non solo come genitore ma anche come insegnante e amica. Difficile però restare lontano dai riflettori. Società sportive, compagnie di danza e teatro di tutta la Germania la invitano a partecipare, in qualità di special guest, ai loro galà e spettacoli; intanto Yulia continua ad apparire anche a show televisivi, come il “Roncalli’s Apollo Variety” in cui, oltre al solito numero di acrobatica aerea, ripropone il numero di giocoleria da circo russo tradizionale con i cerchi. Nel 2016 è protagonista di “Feuerwerk der Turnkunst – Imagine” (letteralmente “Fuochi d’artificio di ginnastica”) una tournée di 32 spettacoli diretti da Heidi Aguilar: un viaggio nella magica arte del movimento tra folle realtà e illusione. Ancora, tra dicembre e gennaio 2017, è protagonista di “One world – winter circus”.

Yulia in vari momenti della sua carriera

Poco fissata con il raggiungimento della perfezione fisica e tecnica, è sempre stata più propensa a cercare performance originali per emozionare i suoi fans, e lungo questa strada ha proseguito anche dopo avere chiuso la carriera agonistica. Con le sue esibizioni votate allo spettacolo, e arricchite da una certa dose di arte circense, Yulia ha infatti avviato un tentativo di portare la magia della ginnastica ritmica anche all’esterno del suo piccolo mondo, aprendola anche ai non addetti ai lavori, facendone quasi uno show da ammirare e da cui lasciarsi trasportare. 

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Aggiornamento di febbraio 2023

Yulia oggi: un’allenatrice di successo

Yulia è da 8 anni un’allenatrice della nazionale tedesca nel centro di Fellbach-Schmiden e svolge il suo lavoro con enorme successo: ai Mondiali del 2022 la squadra tedesca ha vinto cinque medaglie, di cui una d’oro. Non molto tempo fa questi risultati sembravano del tutto impossibili per la Germania: Yulia ha anche vinto il premio “allenatore tedesco dell’anno” per aver ottenuto risultati che mancavano da oltre 30 anni. Yulia commenta così questo storico risultato:

“Il mio atteggiamento è sempre quello di non pensare a punti e medaglie quando si tratta di campionati, ma di portare le migliori prestazioni. Quando le mie ragazze mostrano cosa abbiamo allenato e cosa sanno fare, sono soddisfatta.

Una carriera all’insegna dello spettacolo, per Yulia Raskina, ma non solo. La ginnastica ritmica è stato il filo conduttore della sua vita e Yulia l’ha saputa plasmare in molteplici forme, in pedana e oltre. Nonostante la natura sia stata con lei generosa, regalandole doti fisiche perfette per questo sport, non avrebbe mai potuto raggiungere i vertici mondiali senza la passione, il lavoro, la costanza e lo spirito di sacrifico, e tutto ciò non le è mai mancato. Non solo: il lavoro in pedana ha formato la sua vita anche fuori. Yulia stessa ha più volte affermato che tutte le esperienze acquisite con la ginnastica, positive e negative, le sono servite per affrontare senza paura il mondo esterno, insieme agli insegnamenti delle sue allenatrici: la madre Natalia in primis, ma anche le sue storiche coach Irina Leparskaya e Natalia Stepanova, che l’hanno sempre stimata e incoraggiata nonostante non avesse un carattere semplice.

Yulia con il premio “Allenatore dell’anno” e in due momenti dei Mondiali di Sofia 2022

Tra le sue allieve ci sono Margarita Kolosov e Darja Varfolomeev, che segue fin da quando erano junior. Quest’ultima è stata la grande outsider del 2022, grazie a una stagione stellare coronata dall’oro mondiale alle clavette e dalla qualifica con due anni di anticipo alle Olimpiadi di Parigi. Oltre a loro Yulia segue altri talenti interessanti come Melanie Dargel, Malvina Chakyr e soprattutto Anastasia Simakova, che recentemente si è trasferita in Germania e si dice abbia cambiato definitivamente nazionalità, anche se non ci sono ancora comunicazioni ufficiali sul sito della FIG (la vedremo comunque presto in azione al campionato di Serie A, in forza all’Associazione Sportiva Udinese).

Il segreto di tanti successi? Forse si può captare nella risposta alla domanda “Cosa ti distingue come allenatore?

Ero una brava ginnasta, ma come allenatore ho dovuto imparare tutto da capo. Le ragazze erano ancora juniores e gradualmente abbiamo costruito qualcosa a Schmiden, in otto anni di duro lavoro in cui abbiamo dato tutto, ogni giorno, per fare un piccolo passo avanti. Alla fine, questa è probabilmente la mia forza: essere un lavoratore instancabile. Non importa cosa hai ottenuto: il giorno dopo si ricomincia tutto da capo.

Accademico “stellato” per allenatrice e allieva: sarà un caso?

E voi conoscevate la carriera di Yulia? Cosa ne pensate del suo stile da ginnasta? Secondo voi si riflette anche nel suo modo di allenare? Cosa ci aspettiamo quest’anno dalle sue ginnaste? Fatecelo sapere nei commenti!

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Yulia è stata una ginnasta sorprendente ed è ora una delle migliori allenatrici al mondo, umile e riservata durante i campionati (se avete modo in vederla/incontrarla in campo gara) ha davvero portato in pochi anni la Germania ai vertici mondiali. La ammiro molto e spero il mondo ritmico possa vantare un’allenatrice di tale spessore per tanti tanti tanti anni 🤩

Grazie per questo articolo. Youlia è nel mio cuore da sempre.

Il lavoro che sta facendo con la Germania è di gran pregio, e mi pare riesco a valorizzare bene le peculiarità delle sue ginnaste. Una nuova generazione veramente di valore

Io conoscevo Yuliia da ginnasta, poi me la sono persa per un po’ (non conoscevo la sua esperienza circense ad esempio). Da allenatrice mi sembra molto severa ma dolce. Darja Varfolomeev è una grande ginnasta, molto stabile e pulita, e secondo me dara’ filo da torcere anche alla Raffaeli quest’anno, che rischia di piu’ ma a volte sbaglia!