Oggi riscopriamo una celebre ginnasta del passato, recentemente tornata sulle scene internazionali, questa volta nei panni di allenatrice per un’altra nazionale!

Dietro ogni grande ginnasta si nasconde spesso il lavoro minuzioso e attento di una grande allenatrice. È il caso di Amina Zaripova, che in passato ha contribuito alla gloria di numerose atlete, Margarita Mamun in primis, oro olimpico di Rio 2016. 

Madame Viner, vertice della ritmica russa, alla fine degli anni ’90 è stata una delle prima ad aver creduto nelle sue capacità tanto da sceglierla come suo braccio destro e da allora forgia giovani e talentuose stelle del futuro in tutto il mondo. 

Prima di diventare allenatrice, Amina ha avuto un passato da ginnasta. Conoscete la sua storia, quali traguardi ha raggiunto in carriera e come è arrivata nell’olimpo della ritmica?

Una promessa arrivata dall’Uzbekistan

Amina Zaripova è nata il 10 agosto 1976 a Tchirtchik, nell’attuale Uzbekistan. La sua è una famiglia numerosa e i genitori sono costantemente impegnati al lavoro: per questo Amina inizia a praticare ritmica seriamente e costantemente solo all’età di 10 anni.

Subito notata per il suo fisico longilineo e per la sua notevole flessibilità, definita da molti al limite del “circense”, i suoi allenatori consigliano immediatamente di portare Amina a Tashkent e di presentarla a Irina Viner, allenatrice capo della nazionale uzbeka. Come ammette Amina stessa, è la casa di Viner a spingerla ad impegnarsi: grande e ben arredata, è molto lontana dagli standard modesti della sua famiglia. La giovane ginnasta decide di raggiungere a tutti i costi lo stesso tenore di vita tramite lo sport.

All’inizio degli anni ’90, Amina si trasferisce con la sua allenatrice ed altre ginnaste al Centro Tecnico di Mosca, il tempio della ritmica. Dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica e il tragico incidente costato la vita ad Oksana Kostina, Amina diventa una delle atlete di punta della Russia. Il 1991 le regala le sue prime medaglie europee junior: oro di squadra, bronzo nel concorso generale e alle clavette.

Dagli Europei alle Olimpiadi

Nel 1992, Amina partecipa per la prima volta da senior ad un Campionato Europeo, iniziando a farsi notare per le sue doti fisiche e per le particolari composizioni ricche di eleganti passi di danza, disciplina che aveva praticato da piccola prima di dedicarsi alla ritmica. Alla sua prima esperienza mondiale, l’anno seguente ad Alicante, è medaglia di bronzo. L’apice del successo lo raggiunge però tra il 1994 e 1995: agli Europei di Salonicco vince il bronzo individuale e l’oro in due finali di specialità, ai Mondiali di Parigi ottiene l’argento, a quelli di Vienna l’oro in tre attrezzi.

L’anno successivo prende quindi parte ai Giochi Olimpici di Atlanta 1996 come una delle favorite ma, dopo il 3° posto provvisorio ottenuto in qualificazione, in finale si classifica in quarta posizione, fuori dal podio per un soffio.

Nel giugno 1997, Zaripova compete alle Universiadi in Sicilia classificandosi terza nell’All-Around con uno strepitoso 10,00 nell’esercizio al cerchio, dietro Vitrichenko e Ogryzko. Partecipa poi ai Campionati del Mondo a Berlino del 1997 senza poter prendere parte però alle finali individuali, riservate a solo due ginnaste per nazione, in questo caso Batyrchina e Lipkovskaya.

La rottura del tendine di Achille compromette decisamente la carriera dell’atleta di origine uzbeka. Dopo l’infortunio, che la vede costretta a sospendere gli allenamenti per tre mesi, Amina sembra decisa ad abbandonare le pedane: è Irina Viner ad incoraggiarla a continuare. Dopo un duro lavoro di recupero partecipa quindi ad alcune competizioni internazionali, ottenendo tra gli altri il quarto posto agli LA Lights 1999 e la vittoria nella gara internazionale di Schmiden.

L’infortunio e il ritiro

Nonostante questi successi Amina in quell’anno decide di abbandonare definitivamente le pedane, sfinita dagli estenuanti allenamenti e dai sacrifici necessari per poter mantenere una perfetta condizione atletica. Probabilmente è anche consapevole di non essere più in grado di competere con le giovani leve russe che si stavano affacciando nel mondo della ritmica, prima fra tutte Alina Kabaeva.

In carriera Zaripova ha vinto in totale 5 titoli mondiali e 3 europei, anche se tutti in finali di specialità e mai nell’All Around. Molte delle sue routine hanno fatto scuola nel mondo della ritmica; tra queste sicuramente rientrano la palla composta sulla colonna sonora di Spartacus, musica ereditata anche da Soldatova al nastro nel 2017, e le clavette realizzate sulle note del Don Chisciotte.

Caparbia e determinata, Amina affrontava la pedana con grande grinta e difficilmente incappava in errori evidenti.

Non ho mai temuto nessuno, perché io dovevo per prima cosa superare me stessa. Prima delle gare questa era la mia unica preoccupazione e l’unico obiettivo. Non pensavo mai alle avversarie.

Nonostante la sua popolarità alcune volte fosse stata messa in ombra dalle celebri connazionali Yana Batyrchina e Natalia Lipkovskaya, Amina si ritiene molto soddisfatta per i risultati raggiunti. L’unico vero rimpianto della sua carriera rimane forse quella mancata medaglia olimpica.

La nuova vita dopo la pedana

Dopo il ritiro, Amina Zaripova in un primo momento cerca di allontanarsi il più possibile dalla ginnastica ritmica. Lavora come giornalista e tenta persino di avviare un’attività in proprio, aprendo un ristorante. Ma solo poco tempo dopo viene reclutata dalla TV russa come conduttrice e commentatrice delle gare di ginnastica ritmica e nel 1999 diventa allenatrice della squadra nazionale greca.

Tornata a Mosca, intraprende la carriera di modella per poi iniziare a collaborare prima al fianco di Natalia Kukushkina e poi con Irina Viner in qualità di allenatrice. Preparata, attenta e lungimirante, è proprio Zaripova a notare all’interno di un gruppo di giovani ginnaste l’esordiente Kanaeva, oro a Pechino e Londra, intravedendone il gran potenziale.

Stimata in tutto il mondo, negli anni ha seguito varie promesse russe, tra le quali Alexandra Ermakova e Yana Lukonina. Ogggi è ricordata soprattutto per essere l’artefice del successo di Margarita Mamun, consacrata campionessa olimpica a Rio 2016.

Come emerge anche nel documentario “Over the limit”, la loro è stata, e lo è ancora oggi, una relazione speciale, che va al di là della vita professionale: “Ho passato più tempo con lei che con i miei figli“, ha dichiarato Amina in un’intervista.

Ho vissuto la sua infanzia, la sua pubertà, il suo primo amore e le sue prime sofferenze. Eravamo e siamo una squadra, perché tutto ciò che abbiamo vissuto insieme, solo noi, nessuno, assolutamente nessun altro, lo sa. Margarita è diventata campionessa olimpica mentre suo padre, gravemente malato, la osservava dal Bangladesh. Uno stimolo in più a dare il massimo.

Dopo il ritiro di Mamun, ha seguito personalmente diverse ginnaste, tra cui Maria Sergeeva, Ekaterina Chaplina, Diana Simoshina e Daria Trubnikova, che ha portato alla vittoria dei Giochi Olimpici Giovanili nel 2018.

Negli ultimi anni ha seguito per un periodo la giovane promessa Nicole Rimarachin Diaz ma, soprattutto dopo la nascita della sua ultima figlia, ha iniziato a ridurre i carichi di lavori, concentrandosi maggiormente sulla sua famiglia e dedicandosi a corsi di perfezionamento e aggiornamento presso la sua accademia, la Amina Zaripova School.

Una nuova esperienza sulla grande muraglia

Dopo la prima esperienza greca da giovane allenatrice, Zaripova a fine 2023 si trova di fronte ad una nuova e stimolante sfida: entrare a far parte dello staff tecnico della nazionale cinese. Una decisione nata in modo banale e del tutto inaspettata, durante un viaggio in Cina per motivi personali. È stata lei stessa a presentare una sorta di autocandidatura, dettata dalla voglia di tornare a partecipare alle competizioni di alto livello, dando vita al suo nuovo percorso professionale.

Ho un contratto molto buono, che stabilisce che posso lasciare il Paese se ho una necessità personale. In generale, quando abbiamo iniziato a discutere del contratto e hanno scoperto che ho quattro figli, sono rimasti scioccati. Soprattutto alla luce del fatto che in Cina per molto tempo è stato possibile avere un solo figlio.

Lavorando in sinergia con Anastasia Bliznyuk, allenatrice della Nazionale maggiore, ad Amina è stato assegnato il compito di procedere alla preparazione delle nuove leve di atlete cinesi, le squadre giovanili e le individualiste junior. Il suo obiettivo è quello di dare continuità all’ottimo lavoro che Olena Dyachenko sta svolgendo con l’atleta di punta Zilu Wang al fine di garantirne il ricambio generazionale. 

Dopo poco più di un anno di lavoro i primi risultati non si sono fatti attendere: lo scorso giugno, alla terza edizione dei Mondiali Junior di Sofia, la sua ginnasta Wang Qi, classe 2010 e già vincitrice delle Gymnasiadi 2024, ha ottenuto uno splendido argento alla palla.

Una delle richieste espresse da Zaripova prima di accettare l’incarico è stata quella di poter far gareggiare le atlete cinesi ad un numero sempre maggiore di competizioni internazionali. Negli anni passati difficilmente la start list di Coppe del mondo e Gran Prix annoveravano infatti in elenco atlete cinesi, impegnate quasi tutto l’anno nella preparazione alla Coppa cinese ed ai Campionati nazionali. Sembra che ora questa cosa stia, almeno parzialmente, cambiando.

Altro aspetto su cui si sta impegnando particolarmente è la preparazione atletica delle ginnaste che in Cina, anche nel caso della ginnastica ritmica, è incentrata sulla forza e grandi carichi di lavoro in palestra. Zaripova non sempre è d’accordo con queste metodologie e preferirebbe che si dedicasse tempo anche all’approfondimento espressivo ed allo studio artistico degli esercizi, di cui la Cina rappresenta comunque una scuola di alto livello (se volete approfondire, ne abbiamo parlato in questo articolo).

Amina Zaripova: una vita per la ritmica 

Sposata dal 2002 con il cantante russo Aleksey Kortnev, dal quale ha avuto quattro figli, Amina coltiva molti interessi, tra cui la lettura, la musica classica e il pattinaggio, passione che condivide con la sua storica compagna di squadra Natalia Lipovskaya. La ritmica rimane comunque tutta la sua vita, una vera passione prima che un lavoro. Nonostante i successi raggiunti, sia come atleta che come allenatrice, Zaripova è rimasta quella ragazza umile e semplice che decise di lasciare tutto per inseguire il sogno di diventare una grande ginnasta.

Ho sempre cercato di dare il meglio di me stessa per il pubblico e non per i giudici. Per me è sempre stato importante rimanere la stessa persona. La mia allenatrice Irina Viner mi ha sempre insegnato che più sali in alto, più ottieni risultati in carriera, più umile devi essere con la gente che ti circonda.

Generosa e molto socievole, è sempre disponibile a collaborare e a condividere la sua esperienza con tutti coloro che amano questo sport. Nelle fotografie e nei video in rete emerge l’attenzione e la cura che Amina riserva alle sue ginnaste, dai momenti di incoraggiamento a quelli più spensierati e divertenti, fino agli iconici momenti a bordo pedana, completamente immersa nelle routine delle sue allieve. Severa quando necessario ma anche dolce e spiritosa, Amina sembra aver trovato la giusta ricetta per essere una coach di successo.

Spinta dall’amore per questo sport, si è rimessa in gioco lavorando in un contesto così diverso da quello che in cui ha sempre vissuto. Allenare e confrontarsi con atleti e tecnici di un’altra cultura non farà che accrescere il suo valore tecnico e umano.

E non ci stupiremo se tra qualche anno assisteremo alla premiazione di qualche atleta cinese sul podio delle massime competizioni internazionali!


Aggiornamento 12 dicembre 2025: Amina Zaripova è la nuova allenatrice di Sofia Raffaeli e della Ginnastica Fabriano – maggiori info qui

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Ex-ginnasta e allenatrice, dal 2009 lavora nel settore sportivo e scrive per alcune testate web.

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Giuly
6 mesi fa

Zaripova e Mamun riunite a Rio per i Mondiali 9 anni dopo la vittoria olimpica!
https://www.instagram.com/p/DNob–vyUEZ/

Mariana
7 mesi fa

What a great article, I learned a lot about her!

Giada
7 mesi fa

Commento off topic e anche un po’ frivolo.

A me quella crocchietta bassa di Simakova, con la divisa da una parte proprio non piace per nulla🫣

Sara B
7 mesi fa

Grazie Chiara,
Sinceramente non sapevo molte cose su Zaripova. Inoltre è così giovane ma ha vinto di tutto!
Mi permetto un po’ (scusa non voglio essere scortese) di dissentire sul tono a volte sdolcinato del racconto. Non credo sia stato tutto rose e fiori con Mamum e soprattutto Irina Viber è sempre stata “dipinta” come una strega mentre Zaripova sarebbe una santa?
Mah.
Parere mio (e solo mio): vanno tutte in Cina perché non possono competere al momento con le atlete russe. Se invece quando il ban sara’ tolto resteranno all’estero, allora chiedero’ venia per i miei pensieri cattivi.