In questa intervista esclusiva Angela, fotografa e blogger cinese, ci svela il mondo in rapida evoluzione della ritmica in Cina, tra sfide, successi olimpici e prospettive future.

Ciao, amici di BlaBlaGym! Qualche giorno fa ho avuto il grande piacere di intervistare Angela, aka Beetlejuice, una fotografa e blogger cinese appassionata di ginnastica ritmica, che seguiva il mio vecchio sito fin dal 2018!

Grazie al suo sguardo attento, abbiamo scoperto un po’ di più della ginnastica ritmica in Cina, un mondo spesso inaccessibile per noi occidentali. Angela ci racconta di questo sport in continua crescita!

L’intervista ad Angela

Ciao Angela! Come è iniziato il tuo percorso con la ginnastica ritmica?

Sono una fotografa e blogger cinese, la prima competizione che ho seguito sono stati i Giochi Olimpici Giovanili di Nanchino e i Campionati del Mondo di Izmir nel 2014. Io ho un buon rapporto con le ginnaste e gli allenatori della squadra nazionale. Mi mandano auguri durante le festività, chiacchieriamo spesso e condividiamo informazioni sulla ginnastica ritmica, a volte anche sulla vita personale. Le ragazze sono tutte gentili e educate.

Come viene percepita la ginnastica ritmica in Cina?

In passato, molte persone in Cina non distinguevano la ginnastica ritmica da quella artistica. Pensavano che la ginnastica ritmica fosse solo danza, circo, qualcosa di facile, non uno sport vero e proprio. Tuttavia, negli ultimi anni queste opinioni si sentono sempre meno.

Qual è l’approccio per una ginnasta che vuole iniziare la ginnastica ritmica in Cina? Esistono corsi per principianti, magari anche nelle scuole?

Non ci sono corsi di iniziazione nelle scuole, ma attualmente ci sono molti club di ginnastica ritmica, oltre alle scuole sportive professionali.

Quale ruolo giocano le famiglie nella carriera di una ginnasta? Il supporto familiare è importante?

Penso che sia molto importante. In Cina, molte ginnaste professioniste provengono da famiglie con una buona situazione economica. I loro genitori sono disposti a investire molto denaro nella loro carriera. Alcuni genitori seguono ogni loro competizione e le supportano in ogni modo possibile.

Quali tipi di competizioni nazionali esistono?

Ci sono almeno due campionati nazionali ogni anno, sia per le senior che per le junior. In estate si aggiunge un campionato specifico per le junior, a cui possono partecipare sia ginnaste professioniste che dilettanti.

Come funziona il processo di selezione delle ginnaste che possono gareggiare poi a livello internazionale?

Le ginnaste vengono selezionate principalmente attraverso le competizioni nazionali e i campionati giovanili. Le migliori vengono poi inserite nei programmi della squadra nazionale.

Ci sono differenze nel modo in cui la ginnastica ritmica viene praticata nelle diverse regioni della Cina?

È quasi lo stesso ovunque, ma alcune province hanno condizioni di allenamento migliori.

Come vengono supportate le ginnaste in Cina, sia fisicamente che mentalmente?

Nella squadra nazionale cinese, ci sono preparatori atletici, medici, supporto logistico, insegnanti di balletto, ecc. A volte hanno anche supporto psicologico per assicurarsi che non abbiano problemi.

C’è un’atleta o un allenatore cinese che ritieni particolarmente influente?

Penso a Wang Zilu e Sun Dan. Wang Zilu ha portato lo stile tradizionale cinese a Parigi 2024, esprimendosi in modo unico, e ha ottenuto il 7° posto, il miglior risultato della Cina.

Sun Dan è l’allenatrice della squadra cinese: ha vinto l’argento olimpico da ginnasta e, diventata allenatrice, non è solo la tecnica ma anche la coreografa della squadra! In altri Paesi, gli allenatori e i coreografi svolgono ruoli diversi, ma nella nostra squadra è tutto nelle sue mani. È molto talentuosa e ha portato la cultura cinese nel mondo, facendoci ricordare da tutti.

Quali sono le maggiori difficoltà nella ginnastica ritmica in Cina, sia per le atlete che per gli allenatori?

Penso che il problema principale siano i fondi. In Europa è più facile partecipare a tutte le tappe di Coppa del Mondo e ai Grand Prix, perché le competizioni principali si svolgono lì. Per noi è necessario investire molto più denaro per partecipare alle competizioni, quindi abbiamo meno opportunità per fare esperienza.

I risultati delle recenti Olimpiadi hanno avuto un’influenza sullo sport?

Sì, certamente! Grazie all’oro olimpico, molte persone in Cina hanno scoperto questo bellissimo sport e abbiamo guadagnato tantissimi nuovi fan. Abbiamo nuovi sponsor, persino marchi di automobili. Le nostre ginnaste sono state invitate a servizi fotografici per riviste di moda e persino a sfilate con molte celebrità. Sono state anche ospiti in programmi televisivi.

Cosa pensi dell’influenza delle tecniche russe sulla ginnastica ritmica in Cina?

Penso che la tecnica russa sia utile, ma il nostro ruolo è comunque il più importante.

Ora che Zhao Yating si è ritirata, chi gareggerà come seconda ginnasta cinese accanto a Wang Zilu secondo te?

Penso forse Li Huilin o Wang Zihan. Li Huilin si allenava in Ucraina con Wang Zilu e ha già partecipato ai Campionati Mondiali 2022, ai Giochi Asiatici e ai Giochi Universitari Mondiali. Ha esperienza sulla scena internazionale e, dopo il ritiro di Zhao Yating, ha conquistato l’argento nell’All-Around ai Campionati Nazionali, subito dietro Wang Zilu.

Wang Zihan è nata nel 2006, quindi è ancora giovane. L’anno scorso ha vinto il bronzo nell’All-Around ai Campionati Nazionali. Successivamente è stata selezionata nella squadra nazionale e ora si allena nel centro di allenamento della nazionale. Inoltre, è una ragazza bellissima con gambe lunghe, e prevedo che i giudici internazionali possano apprezzarla, quindi forse la vedremo nelle tappe di Coppa del Mondo.

Secondo te, quali sono invece le junior cinesi che vedremo competere nei prossimi anni?

Senza dubbio Wang Qi. Proviene da una famiglia di sportivi e ha mostrato talento fin da giovanissima. Commette pochissimi errori in gara: nei Campionati Nazionali Juniores cinesi, ogni volta che compete, vince. La sua ex allenatrice è Xia Yanfei, una delle prime ginnaste cinesi a competere a livello mondiale, nonché insegnante di Sun Dan. Ora si allena con Amina Zaripova, ex allenatrice della campionessa olimpica Margarita Mamun. Altre ginnaste juniores in Cina hanno ancora un divario rispetto a Wang Qi, quindi al momento non so chi parteciperà ai Campionati Mondiali Juniores insieme a lei. Vedremo.

Mi piace anche He Xinyi, allieva di Olena Diachenko. Però è ancora troppo giovane per prendere parte ai Campionati Mondiali Juniores di quest’anno. Ha del potenziale, quindi forse la vedremo in futuro.

Chi è la tua ginnasta preferita, sia cinese che internazionale, e perché?

La mia ginnasta preferita è Sofia Raffaeli. Ho iniziato a seguirla nel 2019 e il suo esercizio con la palla su “Amara terra mia” mi ha colpito profondamente, facendomi innamorare del suo stile. Per me è la più artistica e speciale di tutte. Anche se le sue difficoltà fisiche sono diminuite negli ultimi anni, rimane la migliore per me.

La mia ginnasta cinese preferita è Deng Senyue: ha ottenuto il 4° e il 5° posto ai Campionati del Mondo in un periodo molto difficile per la Cina. Non avevamo soldi per mandarla ad allenarsi in Russia, ma ha comunque raggiunto il massimo possibile. Era eccellente sia nelle difficoltà fisiche che in quelle con l’attrezzo, oltre che nell’interpretazione artistica. Ha portato lo stile tradizionale cinese nel mondo, impressionando molti fan. Se avesse avuto le condizioni di allenamento e i fondi che hanno le ginnaste cinesi di oggi, avrebbe potuto ottenere risultati ancora migliori. Grazie per tutto quello che ha fatto.

Quali sono secondo te i punti di forza della scuola cinese?

Forse il fatto di dimostrare al mondo che non solo gli europei possono eccellere nella ginnastica ritmica, ma anche gli asiatici possono competere ai massimi livelli. Inoltre, la scuola cinese vuole davvero promuovere la cultura cinese e far innamorare i fan di tutto il mondo di essa.

Come vedi il futuro della ginnastica ritmica in Cina? Ci sono cambiamenti in atto?

Penso che la ginnastica ritmica cinese continuerà a migliorare e che il divario tra la Cina e l’Europa si ridurrà sempre di più. Ora non ci mancano più i fondi, abbiamo molti più fan e riceviamo molta più attenzione.

Grazie all’appassionato sguardo di Angela, abbiamo potuto esplorare un mondo in evoluzione che unisce tradizione e innovazione. Angela ci lascia con un regalo speciale: il saluto di Zilu Wang a tutti i lettori di BlaBlaGym!

Le parole di Amina Zaripova

Stavo per pubblicare questa intervista quando, qualche giorno fa, è emersa la testimonianza di Amina Zaripova, l’allenatrice russa che, a partire dalla fine del 2023, è entrata a far parte dello staff tecnico della squadra cinese. La sua testimonianza offre nuovi spunti sulla situazione della ginnastica ritmica in Cina: chi fosse interessato a leggere l’intervista completa, può trovarla a questo link.

Zaripova spiega così il suo lavoro in Cina: “In base alle mie responsabilità lavorative, sono l’allenatore dell’intera squadra nazionale, comprese le squadre giovanili e juniores. Seguo solo il programma individuale. Le gare di squadra sono il regno di Nastya Bliznyuk.”

Una parte fondamentale della sua esperienza riguarda l’importanza di creare un buon ricambio generazionale tra le individualiste: “C’è una bravissima ragazza, Zilu Wang, con cui l’allenatrice ucraina Alena Dyachenko lavora da diversi anni.(…) Naturalmente non pretendo in alcun modo di allenare questa ragazza: lei e Dyachenko lavorano bene insieme e mi chiedono solo di suggerire qualcosa. Di conseguenza, il mio compito attuale è quello di reclutare ginnaste di secondo e terzo livello, in modo che ci sia una degna sostituta per il leader. Oppure una squadra degna guidata da Zilu.”

Zaripova sottolinea come “Ogni anno si svolgono due competizioni ufficiali: il Campionato cinese e la Coppa cinese. Lì si fa così. Per me è incredibile. Sembra che le persone si allenino per competere solo due volte all’anno nel proprio Paese. Nastya Bliznyuk ha lavorato moltissimo per far sì che le sue ragazze iniziassero a partecipare alle fasi finali della Coppa del Mondo e ad altre competizioni internazionali.” Questo riflette una realtà molto più limitata rispetto a quella russa, dove le ginnaste sono abituate a competere spesso su scala internazionale.

Proprio su questo punto Zaripova ha voluto insistere: “Ho posto la condizione che ci fosse la garanzia di poter competere con atleti cinesi nelle competizioni internazionali. Nel nostro sport, la Cina è famosa per il fatto che i suoi ginnasti raramente si spostano e si esibiscono molto raramente, e anche in quel caso solo all’interno del Paese. Quindi per me questo è stato un punto fondamentale.”. Non a caso, per la prima volta quest’anno vedremo Zilu Wang (e magari anche qualche altra atleta cinese) già al Grand Prix di Marbella!

Zaripova racconta la sua esperienza con il metodo di allenamento locale, che inizialmente l’ha sorpresa. “Dopo l’allenamento fisico generale, le ragazze rimangono in palestra e ripetono gli esercizi. All’inizio pensavo addirittura che il carico di lavoro che davo loro non fosse sufficiente. Ma ho scoperto che gli atleti di punta, compresi quelli che fanno parte delle squadre nazionali in tutti gli sport, devono regolarmente superare una serie di test: flessioni, salti, una corsa di 3.000 metri.”

Questi metodi estremamente rigorosi, che prevedono anche prove di forza come sollevamenti con bilancieri da 30 chili, hanno lasciato Zaripova piuttosto contrariata. “Continuo a lottare, a spiegare che non si può mettere una ginnasta sullo stesso piano di un pallavolista o di un atleta di atletica. Quest’anno il bilanciere è stato eliminato e gli standard sono stati resi un po’ più facili. Ma per principio non vado in palestra durante questi allenamenti, perché il mio cuore si spezza e non riesco a fare nulla.”

La coach ha commentato anche la vittoria inedita della squadra cinese ai Giochi Olimpici: “Non mi sembra che sia stato un vero e proprio fenomeno: dopotutto, la Cina era già al top negli esercizi di squadra due anni prima dei Giochi, ai Campionati del mondo di Sofia. (…) A mio avviso, i Giochi sono competizioni più vicine non alla ragione, ma a una qualche manifestazione di poteri superiori. Soprattutto quando si tratta di esibizioni di squadra. Se nel campionato individuale alla vigilia delle Olimpiadi tutto è più o meno chiaro, nel campionato di squadra tutto può succedere. Chi commette meno errori vince. Il che, naturalmente, non toglie nulla al carattere inaspettato della vittoria cinese.”

Zaripova conferma che accompagnerà le atlete cinesi ai Mondiali di Rio De Janeiro e, ancora prima, ai Mondiali Junior di Sofia, a cui la Cina parteciperà per la prima volta.

Insomma: la ginnastica ritmica cinese, ormai sotto i riflettori internazionali, promette di continuare a sorprenderci.

Quali scoperte della ginnastica ritmica cinese vi hanno colpito di più? Vi aspettavate un tale progresso negli ultimi anni? Condividete la vostra opinione nei commenti!

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Fondatrice del blog, ex-ginnasta e allenatrice, UX/UI designer. Orgogliosamente redhead con un sacco di lentiggini.

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Pastorelli
12 Commenti
Beatrice Vivaldi
1 anno fa

Spoiler della squadra cinese! Gli esercizi saranno entrambi in stile tradizionale 😍

https://www.instagram.com/p/DHNck0LKEn9/
https://www.instagram.com/reel/DHOSbmsqjiH/

Sara B
1 anno fa

L’ho riletto due volte, poiché davvero interessante e soprattutto ci dà il punto di vista di una “cine se in Cina” 🙂
Ho sentito anche molto orgoglio in questa intervista, e mi fa piacere.
Ad oggi però toglietemi un dubbio: ma chi è l’allenatrice della squadra?
Perché si parla di Sun Dan, ma poi si fa riferimento alle allenatrici di provenienza russa (per non parlare della Viner che ovviamente elogiò la sua Anastasia al termine delle Olimpiadi, come se la Cina prima non avesse mai vinto nulla..).

Ranya
1 anno fa

Bellissimo articolo. Gli esercizi della scuola cinese degli ultimi anni sono molto coreografici e suggestivi. È anche molto bello vedere il legame tra le allenatrici della squadra!

Theleanansidhe
1 anno fa

Interessantissimo.
Adoro lo stile della ginnastica cinese e devo dire che sia con Dyachenko che con Blyzniuk credo si sia creato un connubio interessantissimo tra le maggiori scuole europee e la tradizione cinese.
Zilu per me una delle più interessanti degli ultimi anni. E concordo: Deng è stata una ginnasta magnifica, di rara bellezza!
Sono molto curiosa di vedere che cosa porterà l’apporto di Zaripova, di cui ho enorme stima!

Mr Magoo
1 anno fa

Bello e interessante, soprattutto perchè ci consente di comprendere la realtà della ginnastica cinese.
Immaginavo un colosso perfetto, sostenuto dallo Stato anche per motivi di propaganda e scopro un movimento ancora “fragile”, con risorse limitate, allo stato dilettantistico e sostenuto, anche lì, dalle tasche dei genitori.
Insomma, mai come in questo caso, tutto il mondo è paese!
Certo è che se, anche in forza degli ultimi risultati prestigiosi, il movimento in Cina si “accende”, per il numero di potenziali praticanti rispetto ad una popolazione di un miliardo e mezzo di abitanti, la ginnastica cinese si candida a dominare la scena.

Costanza
1 anno fa

Grazie per questi interessantissimi articoli sulla ritmica nel mondo! ❤️

Angela
1 anno fa

Thank you Beatrice and Blablagym!Greeting from China

marco
1 anno fa

bello avere anche la Cina sulla scena, ho tra i miei esercizi preferiti l’hoop di Zilu a Parigi 2024, suggestionato da come lei abbia ritmato il brano presentato…brano che ancora non riesco a recuperare tra le raccolte musicali.
Della squadra cinese, ma anche di altre squadre e individualiste internazionali, invece non mi piace quando affollano di maestrie e difficoltà tipiche dei giocolieri/contorsionisti circensi.

Sabà
1 anno fa

Bellissimo articolo, grazie!
La ginnastica ritmica cinese ha proprio qualcosa di speciale e di unico, con le sue coreografie così espressive e rappresentative della cultura orientale. Curiosissima di vedere i nuovi esercizi della squadra e di Zilu!

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