Come è ormai da tradizione, siamo giunti al momento delle analisi numeriche di fine anno.
Dato che siamo all’inizio di un nuovo quadriennio e quindi di un nuovo codice, non ci soffermeremo sui punteggi. Quest’anno, parliamo di età!
La ritmica è spesso considerata uno sport per giovanissime, eppure non sempre i risultati sono così netti. Abbiamo quindi provato a osservare quanti anni abbiano le ginnaste che hanno vinto delle medaglie nel corso dell’anno: davvero le ginnaste sotto i 20 anni sono più vincenti? C’è differenza tra individualiste e squadra? Scopriamolo insieme!
Circuiti internazionali
Iniziamo la nostra analisi con i tre maggiori circuiti internazionali. Abbiamo preso in considerazione le ginnaste che hanno vinto delle medaglie nelle tappe di World Cup e World Challenge Cup; per le individualiste, abbiamo aggiunto anche i Grand Prix.
La stragrande maggioranza delle individualiste che hanno vinto delle medaglie sono comprese tra i 17 e i 21 anni. Più rara la presenza sul podio di ginnaste neo Senior e sopra i 21 anni. Il picco delle diciassettenni è dovuto in larga parte all’incredibile stagione di Taiisia Onofriichuk 🇺🇦.

Andando a osservare la suddivisione delle medaglie per età, notiamo invece come la situazione sia più bilanciata. Eccetto i 17 anni, che mantengono un primato nettissimo, le medaglie d’oro sono distribuite più o meno equamente tra i 19 e i 24 anni.

A sorpresa, le età più medagliate per la squadra sono invece leggermente più basse. Aumenta la presenza di neo Senior e di diciannovenni, mentre dai 21 anni in poi la quantità di medaglie diminuisce visibilmente.

Per quanto riguarda le specifiche medaglie, abbiamo considerato l’età media delle squadre che le hanno vinte. In questo caso la maggior parte dei titoli è andata a squadre tra i 18,5 e i 19 anni di media, merito in gran parte della Spagna 🇪🇸. Oltre a un interessante picco appena sotto i 18 anni, notiamo come le squadre sopra i 20 anni si siano comunque fatte ben notare.

Totale stagionale
Ampliamo ora lo sguardo: cosa cambia e cosa rimane invariato se alle gare già prese in considerazione aggiungiamo i campionati continentali e mondiali?
Anche in questo caso, a farla da padrona tra le individualiste è Onofriichuk, che guida le sue coetanee nel miglior risultato stagionale. Gran parte delle altre medaglie si concentrano tra i 19 e i 21 anni, con queste ultime che recuperano sulle avversarie più giovani.

Il colore delle medaglie rispecchia discretamente la quantità totale delle stesse. Il picco di medaglie d’oro dei 19 anni è da attribuirsi a Darja Varfolomeev 🇩🇪, mentre quello dei 24 anni ad Alina Harnasko 🏳️.

Anche nelle squadre spiccano le diciassettenni, confermando così le 2008 come l’annata più medagliata del 2025. In questo caso, però, lo scarto è meno netto, con le ginnaste dai 18 ai 20 anni che condividono gran parte dei successi. Le neo Senior sono state molto più vincenti in squadra che in individuale.

Osservando le età medie delle squadre, le più vincenti si affermano sui 18,5 e 19,5 anni di età, grazie a Spagna 🇪🇸 e Brasile 🇧🇷, che hanno creato un connubio ideale tra ginnaste più giovani e più esperte. A salire sul podio sono state anche squadre più adulte, con una media superiore ai 21 anni; in contrapposizione, troviamo squadre davvero giovanissime, composte quasi interamente da neo Senior.

All Around
La gara per eccellenza della ritmica è il concorso generale: più che nelle finali di specialità, per arrivare sul podio dell’All Around serve una buona tenuta mentale. Si pensa alle ginnaste più esperte come a quelle più costanti, in grado di superare le difficoltà dei singoli attrezzi. Proviamo a vedere se è stato così, considerando anche in questo caso tutte le competizioni elencate sopra.
Tra le individualiste, le medaglie All Around sono racchiuse in molte meno età, perché vinte da molte meno ginnaste. A guidare le diciassettenni, ancora al comando, c’è Onofriichuk accompagnata da Rin Keys 🇺🇸. I 19 anni sono tutti di Varfolomeev, per i 20 troviamo Stiliana Nikolova 🇧🇬 e Polina Karika 🇺🇦, mentre le medaglie delle ventunenni sono divise tra Sofia Raffaeli 🇮🇹 e Takhmina Ikromova 🇺🇿.

Guardando ai colori delle medaglie, le più vincenti sono state le ginnaste di 17 e 19 anni. Le medaglie d’argento, invece, sono state le più variegate in termini di età.

I 17 anni si confermano età ideale anche per le squadre. Le medaglie sono quasi equamente distribuite tra i 16 e i 20 anni, con poche outsider più grandi.

Arriva, infine, il primo dato in controtendenza, osservando la distribuzione delle medaglie per media d’età. Le squadre più vincenti hanno infatti un’età media di quasi 20 anni, seguite dai 18,5 circa. Le più giovani, sotto i 17 anni, devono invece accontentarsi dei soli bronzi.

Osservazioni
Prendendo in considerazione così tante gare è normale si vada incontro ad alcune discontinuità. Sappiamo, ad esempio, che le federazioni scelgono strategie diverse: alcune squadre e ginnaste competono a tantissime gare, mentre altre si vedono a mala pena ma quando ci sono salgono quasi sempre sul podio. In alcuni casi, le formazioni delle squadre sono cambiate da una gara all’altra o addirittura sono state mandate delle squadre di riserva.
Insomma, è chiaro che ci sono molte variabili che influiscono sulla lettura dei dati.
Nonostante questo, ritengo che ci siano alcune osservazioni degne di nota. La prima è la conferma dell’ “età d’oro” nella ritmica, ossia i primi 4/5 anni da Senior. I numeri comprovano la sensazione che questo sia solitamente il picco della carriera delle ginnaste.
Va però considerato che questo è soltanto il primo anno del ciclo olimpico: se continuassero su questa strada, molte delle ginnaste che oggi guidano le classifiche potrebbero arrivare a Los Angeles 2028 ben sopra i 20 anni.
Al contrario, il nuovo ciclo è molto evidente nelle squadre, in cui troviamo davvero molte giovani ginnaste. Anche in questo caso, i grafici riflettono la tradizione di far crescere la squadra insieme, così da arrivare all’anno olimpico all’apice della forma.
Nella Parte 2, restringeremo il campo alle competizioni più prestigiose, continentali e mondiali, per capire se l’età conta allo stesso modo quando la posta in gioco è più alta!

(OT) Following the huge response to the previous series, the DTB is launching a new one focusing on selected athletes from the Olympic training center in Schmiden (with promotional support from one of its sponsors). Lada Pusch kicks things off with a new ribbon routine for the 2026 season (the reason for months of speculation about her absence from competition was explained retrospectively, almost as an afterthought, as a cruciate ligament rupture). Pusch and her coaching team provide insights into the beginning of each routine and the lengthy process of finding the right music selection. https://www.youtube.com/watch?v=AY5TfXYxKQM Unfortunately, Raskina Sr. no longer seems to be responsible for Pusch’s senior career, which I personally would miss very much (I think we fans still remember the enchanting scenes before and after competitions).
Esiste davvero un’età ideale per vincere?
Mirjam, la tua apertura di articolo e le tue analisi ci aiutano spesso a riflettere e di questo ti ringraziamo, ma siamo sicuri che questo quesito si possa formulare anche da noi in Italia o sarebbe stato più corretto chiedersi se esiste davvero una società sportiva ideale in cui avere le chance per vincere?
Con tutto il rispetto per la maggior parte delle atlete che senza dubbio sono ad un livello molto alto, e tolte le 3 o 4 individualiste che sono obbiettivamente superiori, anche alla luce delle recenti sostituzioni in squadra, sembra che le opportunità di visibilità vengano date a ginnaste provenienti dalle solite note società, a volte si potrebbe dire la solita nota, che approfittando del vuoto gestionale fa il bello e cattivo tempo.
Nella ritmica italiana oramai regna il caos più totale, abbiamo un presidente ormai delegittimato nei fatti causa forza maggiore, manca un Direttrice Tecnica da mesi, c’è la recente sentenza che ha sdoganato il neologismo prestito in appoggio, avallandolo solo se non è simulato, quasi a voler dire io non prendo posizioni nel vostro casino, mi limito a giudicare il singolo caso e a suggerire la strada da seguire, poi sono cavoli vostri!
Possibile che non ci rendiamo caso della gravità della situazione in cui sta versando la ritmica italiana? Oltre ad affidare le nostre preoccupazioni sulla valvola di sfogo “bla bla gym” cosa possiamo fare?
Veramente dobbiamo stare fermi ad aspettare che la marea ci travolga o nel nostro piccolo grazie a Beatrice, Mr Magoo, Mirjam, Tizio, Caio, ecc… riusciamo a far sentire veramente il nostro malessere nella speranza che qualcosa cambi?
Grazie mille Mirjam per questa tua preziosa analisi! C’è anche da dire che dopo le Olimpiadi molte veterane si sono ritirate. Sarà interessante ripetere questa tipo di analisi magari a fine quadriennio, per capire se l’età varia in modo significativo!
È un buon resoconto. ma dal punto di vista biologico il corpo umano ha il suo picco di resa maggiore tra i 20 e i 30 anni.Questo sport come pure la ginnastica artistica vive di retaggi del passato dove gli studi non erano cosi avanzati.E’ ovvio che se inizi a 5 anni con un crescendo delle ore a 17 sei sul picco e poi smetti.Ma se si ascoltasse la scienza e si iniziasse a fare piu ore in età più adulta avremmo delle grandi sorprese.Troppe atlete sono danneggiate nel momento della crescita.quando invece la Ginnastica,se fatta con CRITERIO ,PUÒ ESSERE PROPEDEUTICA PER TUTTI E MEGLIO DEL NUOTO.
Guarda, mi trovi completamente d’accordo, come ho più volte riportato anche nei vari articoli qui sul blog! Questa è una fotografia dello stato attuale delle cose, bisogna capire se chi è al potere ha intenzione di cambiarle.
Parole sante Arina! Lo dico e ridico anch’io da anni…
E non solo perché condivido il fatto che i benefici a livello fisico e mentale sarebbero migliori e più duraturi se ottenuti con certi criteri.
E non solo perché condivido il fatto che servirebbe una maggior tutela per le ragazze che appunto si danneggiano spesso troppo precocemente (nel corpo e nell’anima), quando invece la loro tutela e il loro benessere dovrebbero essere l’obiettivo numero 1.
Ma lo dico anche perché in uno sport dove la componente artistica e interpretativa è così presente ed importante si dovrebbe valorizzare il lavoro di maturazione della ginnasta anche in questo senso, non solo tecnico. Prima di una certa età, per quanto tu possa essere talentuosa e meravigliosa, avrai sempre lo stile “da ragazzina”, perché per maturare artisticamente non serve solo l’allenamento in palestra, serve LA VITA.
Mirjam grazie per le tue analisi puntuali! E grazie per rendere a tutti leggibili in modo semplice i numeri.
Detto questo, potrebbe sembrare “a prima vista” – ma da brava scienziata sto alla larga da ogni generalizzazione con un solo dato – che entrare in categoria Senior a 16 anni sia una formula vincente, perché alla fine a 17 anni si è già pronte a vincere tantissimo titoli.
Tuttavia, sono quasi esclusivamente due ginnaste a portare a casa i titoli iridati così giovani.
A me piacerebbe vedere un lato spesso nascosto: i ritiri e gli infortuni. Ovvero: “paga” davvero avete ginnaste ad altissimo livello così giovani? La loro carriera a che età finisce? Chiedo. Non so, magari nemmeno abbiamo i dati.
Mi viene in mente ad esempio della scuola derougina nikolchenko “rimpiazzata” da Via, a sua volta “rimpiazzata” da Taiisia (perdonatemi, mi piacerebbe dire che sono subentrate giovani atlete ma la scuola ucraina ha dei modi un po’ brutali ).
Sono solo domande, magari si scopre che davvero i 17 anni sono la Golden Age.
Infine anche io trovo che lo stile “proprio”, l’espressività e la pienezza (e bellezza) di un esercizio la di veda soprattutto in atlete più grandi e mature. L’idea dei 4 esercizi complementari fra loro di Buba la scorsa olimpiade per me ne sono un brillante esempio. E Darja io la apprezzo davvero tanto di più adesso che due anni fa 🙂
Io non farei accedere neanche un allieva alla serie A…a volte ho pensato che si tenga un età cosi bassa perché è piu facile fare e dire quello che si vuole con atlete piccole…
@Arina mi accodo a quanto dici, io non so se le escluderei del tutto, ma di sicuro non le farei gareggiare con il programma Senior. Il fatto che nella gara più visibile della stagione italiana Junior e addirittura Prejunior gareggino con un programma non loro per me rimane una scelta profondamente errata. Se le società vogliono delle ginnaste forti, dovrebbero puntare sulle Senior.