Ciao, amici di BlaBlaGym! Non molto tempo fa, qualcuno tra i commenti ha chiesto: “Ma chi è Laura Zacchilli?”, vedendo il suo nome tra le allenatrici assegnate al CAT di Fabriano. Mi sono sorpresa: com’è possibile che un’ex olimpionica sia così poco conosciuta? Effettivamente, cercando in rete, si trovano pochissime informazioni sulle campionesse del passato; persino sui canali ufficiali!
Così ho deciso di fare una piccola lezione di storia, ma non preoccupatevi, non sarà di quelle noiose. Riscopriremo insieme le protagoniste che hanno avuto l’onore di rappresentare l’Italia alle prime edizioni delle Olimpiadi! Non è stato semplice reperire tutte le informazioni: se qualcuno di voi ha aneddoti o curiosità da condividere, sarò felice di arricchire questa ricerca con i vostri contributi!

Cristina Cimino
Le prime ginnaste italiane a partecipare ai Giochi Olimpici sono state Cristina Cimino e Giulia Staccioli nel 1984, in occasione dei Giochi di Los Angeles, i primi a includere la ginnastica ritmica nel programma ufficiale, con la gara individuale.
In quella prima edizione olimpica, 33 ginnaste si sono esibite in quattro attrezzi: cerchio, palla, clavette e nastro. Le migliori 20 hanno avuto accesso alla finale, nella quale hanno ripetuto l’intero programma. La classifica seguiva una regola particolare: ai punteggi dei quattro esercizi di finale si sommava un “preliminare”, ovvero metà del punteggio ottenuto nella qualificazione (insomma, nella ritmica i regolamenti complessi sono sempre stati una tradizione 😅).
Nata a Roma nel 1964, Cristina Cimino ha partecipato ai Mondiali di Strasburgo 1983 (30^) e si è laureata Campionessa Assoluta con i colori della C.G. Flaminio Roma nel 1984. Nello stesso anno ha partecipato ai Giochi Olimpici di Los Angeles, dove si è qualificata per la finale con il 15° punteggio, posizione che ha poi confermato con 55,575 punti (preliminare 18,175; cerchio 9,650; palla 9,150; clavette 8,750; nastro 8,800). L’oro è andato alla canadese Lori Fung, prima campionessa olimpica della storia della ritmica. L’anno successivo Cristina ha partecipato al suo secondo e ultimo Mondiale, quello di Valladolid 1985 (38^).
Dopo il ritiro, Cristina è rimasta profondamente legata alla disciplina. Oggi è allenatrice presso il Circolo Sportivo Italia di Roma, dove ha formato atlete come Vittoria Quoiani, vice campionessa del mondo con la squadra junior nel 2019. È inoltre responsabile nazionale del settore ritmica per l’ente di promozione sportiva OPES e consigliere per la ginnastica ritmica nel Comitato Regionale Lazio della FGI. Nel 2019 ha ricevuto dal CONI un riconoscimento per il suo prezioso contributo alla crescita della ginnastica ritmica in Italia.


Giulia Staccioli
Nata il 6 giugno 1964, Giulia Staccioli si è avvicinata alla ginnastica ritmica dopo un primo amore per la danza. Tesserata per la Forza e Coraggio Milano, ha partecipato ai Mondiali di Monaco 1981 (35^) e poi a quelli di Strasburgo 1983 (17^), anno in cui ha conquistato anche il suo primo titolo di Campionessa Italiana Assoluta.
Ai Giochi Olimpici di Los Angeles 1984, Giulia ha brillato fin dalle qualificazioni: entrata in finale con il 6° punteggio, ha poi chiuso al 7° posto con un totale di 56,775 punti (preliminare 18,875; cerchio 9,650; palla 9,600; clavette 9,400; nastro 9,250). Negli anni successivi ha continuato a dominare la scena nazionale, vincendo altri due titoli assoluti (1985 e 1986) e partecipando ai Mondiali di Valladolid (29^). Un infortunio l’ha invece costretta a rinunciare ai Mondiali di Varna del 1987.
Nel 1988 è tornata sul palcoscenico olimpico, questa volta ai Giochi Olimpici di Seul, affiancata da Michaela Imperatori. Il sistema di qualificazione e finale era lo stesso di quattro anni prima, ma la palla era stata sostituita dalla fune. Giulia si è qualificata nuovamente per la finale con il 6° punteggio, ma alcuni errori al cerchio l’hanno fatta scivolare al 18° posto, totalizzando 57,900 punti (preliminare 19,500; fune 9,800; cerchio 9,000; clavette 9,800; nastro 9,800). La vittoria è andata a Marina Lobatch, che ha ottenuto il massimo punteggio di 10 in tutti gli esercizi, sia in qualificazione sia in finale.
Conclusa la carriera agonistica, Giulia si è trasferita a New York, dove ha studiato agli Alvin Ailey Studios ed è entrata nella compagnia americana Momix, diretta da Moses Pendleton, con la quale ha danzato per tre anni. Tornata in Italia, nel 1995 ha fondato la compagnia Kataklò Athletic Dance Theatre, una fusione originale di ginnastica, atletica e danza che ha riscosso grande successo internazionale. Nel 1989 ha ricevuto il Premio UNESCO per il suo contributo allo sport e alla cooperazione internazionale.
Quest’anno è stata la direttrice artistica del Grand Prix della Ginnastica. Se vi incuriosisce la sua storia, qui potete trovare una sua intervista approfondita!
Michaela Imperatori
Michaela Imperatori, nata nel 1972 a Roma e tesserata per la C.G. Flaminio, ha rappresentato l’Italia negli anni ’80, collezionando numerose convocazioni tra Mondiali, Europei e World Cup. Dopo aver preso parte agli Europei Juniores di Atene 1985, ha gareggiato ai Mondiali di Varna 1987, dove ha chiuso al 20° posto, e nel 1988 si è laureata Campionessa Italiana Assoluta.
Nello stesso anno ha preso parte ai Giochi Olimpici di Seul, classificandosi 12^ sia in qualifica che in finale, con un totale di 58,250 punti (preliminare 19,350; fune 9,700; cerchio 9,800; clavette 9,800; nastro 9,600). Curiosità: in quell’edizione, i sei giudici assegnavano ciascuno un voto, ma venivano scartati il più alto e il più basso; la media dei quattro rimanenti costituiva il punteggio finale di ogni esercizio.
Anni dopo, in un post pubblicato sui social, Michaela ha dedicato a Giulia Staccioli una frase bellissima:
Un’epoca della nostra vita e il suo significato. Tutto in una foto. Giuly, sei stata un riferimento importante, un esempio e una compagna leale. È stato un privilegio condividere con te esperienze uniche di vita.

Samantha Ferrari
Samantha Ferrari, classe 1973, è stata una delle protagoniste assolute della ginnastica ritmica italiana negli anni ’90. Ha gareggiato come individualista per la Muggiò 75, conquistando sei scudetti e tre titoli italiani assoluti (1990, 1991 e 1992).
Nel suo palmarès figurano quattro partecipazioni agli Europei e due ai Campionati Mondiali, nel 1989 a Sarajevo (7^), dove si è qualificata anche per le finali di palla e nastro, e nel 1991 ad Atene (11^), dove ha ottenuto un risultato prestigioso: il bronzo mondiale alle clavette. Una medaglia storica per la ritmica italiana, rimasta l’unica della categoria individuale fino al 2018, quando Milena Baldassarri e Alexandra Agiurgiuculese hanno riportato l’Italia sul podio.
L’anno successivo, Samantha ha rappresentato l’Italia ai Giochi Olimpici di Barcellona 1992, insieme a Irene Germini. In quell’edizione hanno gareggiato 42 ginnaste con fune, cerchio, palla e clavette, in un format completamente rinnovato rispetto al passato: si qualificavano alla finale solo le prime 6 dell’All Around, a cui si aggiungevano le prime 12 per ciascun attrezzo. Il risultato fu una finale da 17 partecipanti, di cui nove impegnate in uno, due o tre attrezzi soltanto, quindi senza reali possibilità di competere per il podio (ah, i regolamenti sensati! 😅).
Samantha ha chiuso 11^ in qualifica, accedendo alla finale solo con i punteggi di cerchio e palla. Con un totale di 36,987 (preliminare 18,525; cerchio 9,200; palla 9,325), si è classificata poi 12^ nella graduatoria finale. La vittoria è andata all’ucraina Alexandra Timoshenko.
Terminata la carriera agonistica, Samantha si è dedicata al fitness, formandosi come istruttrice di Pilates e portando nel suo lavoro l’esperienza e la disciplina maturate in anni di allenamento. Anche sua figlia, Virginia Valente, ha seguito le sue orme e oggi gareggia con la San Giorgio Desio: non trovate che le somigli moltissimo?


Concludo qui questa prima puntata dedicata alle nostre star tricolori del passato.
Prossimamente parleremo delle altre olimpioniche italiane… compresa la misteriosa Laura Zacchilli! (ciao Laura 😄)

Buona domenica a tutte e tutti!
Dal passato glorioso al presente nebuloso…
Segnalo che il Comitato Regionale Lombardia, in coerenza con quanto già successo per la recente qualificazione regionale di Categoria, demolisce le ultime scorie di un’abitudine vintage – quella della visione dal vivo delle ginnaste – per una più efficiente e moderna modalità: INSTAGRAM.
La gara di qualificazione d’Insieme (allieve, giovanile e open) sarà visibile infatti solo sul profilo IG @ginnasticapavese1879.
L’acuta intelligenza regionale – come già successo per la Categoria – sceglie l’Accademia di Desio per la gara, chiusa alla partecipazione al pubblico (tradotto circa 150 genitori).
Trattandosi di passione – l’amore per la ritmica – pare si stia pensando anche ad un futuro abbinamento alla nota piattaforma TINDER.
Grazie di cuore da parte di tutti i genitori delle ginnaste in gara!
Non ho capito: non avranno pubblico? Perché? (E poi già che ci siamo meglio YouTube, accessibile a tutti, non solo chi ha profilo Ig).
Se non sbaglio l’accademia di Desio, quella in cui si allena la (mezza) squadra, ha pochissimi posti per il pubblico.
Per cui quando ci vengono organizzati gare in cui è previsto un pubblico più numeroso (come le gare regionali, a cui assistono i genitori delle ginnaste) si preferisce fare la gara a porte chiuse piuttosto che scatenare una guerra per i pochissimi posti disponibili.
Concordo con te che la diretta Instagram non risolve il problema di accessibilità, e capisco a monte lo scontento dei familiari nel vedersi tagliati fuori dal palazzetto di gara.
Mirjam, carissima amica mia, ti posso assicurare che i genitori in questione – molti dei quali costretti alla surreale situazione di attendere fuori al freddo brianzolo – sono tutt’altro che persone incivili che, stile saldi di fine stagione, si sarebbero presi a cazzotti e sberle per accaparrarsi il “privilegio” di poter vedere la propria figlia.
Sarebbero bastate due persone garbate all’ingresso a consentire l’ingresso per il turno della gara (allieve, giovanile ed open) di pertinenza con l’invito ad uscire dopo ciascuna premiazione di categoria: roba di 30-40 persone a turno, nel rispetto della limitata capienza della struttura.
Questo sentivo dire stamattina fra le mamme infreddolite, a dargli torto…
Il comitato lombardo è recidivo.
Così avvenne anche per il categoria, si alzarono le proteste, inutilmente possiamo dire oggi.
Questione di mancanza di rispetto, alla faccia del NESSUN GRADO DI SEPARAZIONE, motto autoconfortante della comunicazione FGI in occasione del recente Grand Prix di Reggio Emilia.
Continuate a tirare la corda, vassalli, valvassini e valvassori della Federazione e vedrete che a breve, oltre agli spalti, rimarrano vuote anche le pedane.
Sono già abbastanza vuote a quanto pare e sembra davvero che non interessi a nessuno di loro menti eccelse!
mi sono soffermata su “il privilegio di poter vedere la propria figlia”: quanta cecità in questa federazione.
bellissimo articolo, grazie!
Brava Beatrice che hai presentato in modo bello e piacevole le Ginnaste individualiste che hanno fatto la storia della Ginnastica Ritmica italiana e personalmente mi sono appassionata al tuo racconto
Le abbiamo conosciute bene dagli anni 70 in poi e ti ringraziamo per questo tuo documento
Complimenti ❤️
E grandissima anche tu, Laura!
Questo si che è un bel revival!
Io sono cresciuta con il mito di Irene Germini (vogliamo parlare del suo esercizio su “nothing else matters” dei Metallica?) e Katia Pietrosanti – col suo delizioso codino un po’ spettinato.
Aspetto con ansia l’articolo su Laura Zacchilli e in video col suo pollo di piede.
E poi diciamolo: ma che ne sanno i 2000 di fare esercizi con gli attrezzi che pesavano 1 kg l’uno? Altro che clavette ad incastro ahahah 🤣
Facevi un rilancio con la gamba e portavi il livido per una settimana.
“trillo” non “pollo”…scusate sono in pausa pranzo
Sì, parliamo di Irene Germini e della sua routine sulle note di “Nothing Else Matters”!
Trent’anni fa 😜 ero volontaria ai Mondiali di Vienna.
Ricordo ancora molto. Questa routine è stata la più bella di tutte per me! 🫠
https://www.youtube.com/watch?v=vEBOdZPbwjk
Il pollo di piede mi ha UCCISA
Che bello questo articolo per chi, come me, guarda e vive la ritmica dagli anni 80…traslocando ho ritrovato una VHS dei campionati europei junior 97-98 dove gareggia ano una giovane Letizia Rossi ed una giovane Raskina😁😍 ….ma che ne sanno i 2000😂
Grazie mille per questo bellissimo articolo, e’ sempre un piacere vedersi ricordata dopo tanti anni! Anche se sono passati così tante generazioni, la Ritmica e’ rimasta sempre nel cuore e se posso dirlo, sono stati gli anni più belli della mia vita! Grazie ancora di cuore! Cristina Cimino
Che onore Cristina leggere il tuo commento qui! 🤩 Sono felicissima che ti sia piaciuto!
Se avrai voglia in futuro di raccontarci la tua esperienza, le pagine virtuali di BlaBlaGym saranno sempre aperte per parlare di ginnastica ✨
Siamo noi a ringraziarti, Cristina, di ciò che hai rappresentato e rappresenti per la Ritmica italiana e per quello che continui a fare.
Fa un pò impressione leggere che la prima olimpionica individualista azzurra si sorprenda di essere ricordata ancora dalla gente.
Da appassionato calciofilo quale sono un pò è come se Gianni Rivera, solo perchè è passato del tempo da quel mitico Italia-Germania 4 a 3, si stupisca che qualcuno ancora si ricordi di lui😉!
Ma mille grazie Cristina!! Che bello ‘sentirti’ qui!
Grazie a te per il passato e per il presente… buon lavoro! ❤❤❤