Due allenatrici, due percorsi e una missione: portare la ritmica anche alle atlete con disabilità. Giada e Benedetta in questa intervista ci raccontano le loro sfide quotidiane e la bellezza dei progressi dentro e fuori la pedana!

Lo spunto per questa intervista mi è arrivato vedendo alcune fotografie di Giada Zucchini, alias oski, una delle primissime utenti del mio sito che, da piccola ed entusiasta ginnasta, è diventata oggi una giovane donna con un progetto ambizioso: far praticare ginnastica alle ragazze con Sindrome di Down. 

È stata poi lei a organizzare l’intervista anche con Benedetta Caloni, allenatrice esperta che già da anni segue un gruppo di ragazze (e un ragazzo!) con Sindrome di Down e che ha portato grandi novità al settore.

Ci sentiamo una sera di ottobre: Benedetta è appena tornata da un’esperienza particolare con la sua ginnasta, Alice Pasini, che ha partecipato – e stravinto – ai Campionati Panamericani di Cancun, partecipando con la sua società Rhythmic’s Team. Alice è una ginnasta esperta: al suo attivo ha due titoli italiani Fisdir e quest’anno a Istanbul si è laureata campionessa europea All Around DSIGO (Down Syndrome Intern Gymnastics Organizations), imponendosi con oltre due punti di vantaggio sulla seconda classificata. Benedetta parte subito raccontando la gara con entusiasmo e analisi critica: la sua passione e forza mi trascinano immediatamente nel suo mondo ed è facile intuire quello che anche le sue allieve riescono ad assorbire da lei.

La nascita di un progetto

Partiamo dall’attualità: come è andata la gara a Cancun?

Benedetta: È stata una bella esperienza, Alice ha vinto l’oro All Around, fune, palla, nastro, clavette e l’argento al cerchio. Alle clavette è andata benissimo, ha preso 17 su 20 punti massimi! Al cerchio ha fatto una perdita da tre passi, quindi ha perso un punto lì… Poi ha fatto la planche ma ha perso anche mezzo punto sul lancio… In tutto ha lasciato per strada due punti e sessanta, e nella finale di specialità è arrivata seconda per appena 0.60! Ci sono state scene carine: una bimba, che la seguiva già sui social, quando l’ha vista le è praticamente saltata addosso per l’emozione. Oppure un’altra, che è uscita dalla pedana dicendo: “Sei divina!”.

Adesso è arrivato l’invito al Grand Prix della Ginnastica di sabato: rispetto agli anni scorsi non sarà solo un’esibizione, ma verrà inserita in una delle due squadre ufficiali, quindi il suo punteggio alle clavette contribuirà a quello della squadra. L’anno prossimo, poi, ci saranno i Mondiali di Sofia, ai quali potrà partecipare grazie alla prestazione degli Europei!

Come vi siete avvicinate al lavoro con atlete con disabilità?

Giada: Io sono “rimasta” nella mia società storica, la Pavese, che ha attivato un progetto per persone con disabilità, inizialmente con alcuni centri diurni locali che portavano i ragazzi il sabato mattina a fare un po’ di ginnastica artistica. Io ero ancora minorenne e ho iniziato un po’ ad aiutare, facevo il liceo delle scienze umane, quindi ero già interessata all’argomento. Poi è arrivata Arianna, che oggi ha 25 anni: quest’anno sarà il nostro 10° anno insieme! Lei è più portata per la ritmica e aveva alcune difficoltà con certi attrezzi dell’artistica, così è stata inserita nei corsi di ritmica base con le bimbe senza disabilità, e poi faceva qualche ora con me. Arianna da quando gareggia ha sempre vinto almeno un titolo italiano: è veramente bravissima, non è al livello di Alice, ma si impegna tanto e si è allenata anche in videochiamata durante il covid!

Benedetta: Io invece nel 2014 ho aperto la mia società, la Rhythmic’s Team di Arese, con ragazze molto giovani. Avevo già lavorato come allenatrice, ma poi con la maternità mi ero fermata. Tramite un’amica è arrivata Valeria, una ragazza con la Sindrome di Down che sognava di fare ginnastica ritmica: le sue nipoti praticavano, ma nessuna società l’aveva accolta. Questo purtroppo succede spesso, perché c’è poca formazione dei tecnici. Non tanto tecnica, quella si impara, ma pedagogica: serve la capacità di capire e gestire comportamenti imprevedibili, emozioni, reazioni improvvise.

Questa formazione aiuterebbe a prevenire dei momenti di disagio e a cercare di capire che cosa sta succedendo, perché potrebbe banalmente essere stata la musica troppo alta piuttosto che un tuono, davvero qualsiasi cosa, e non sempre riescono a spiegarsi. Con Valeria è iniziato tutto: aveva già 27 anni, è stato difficile ma bellissimo!

Giada: All’inizio c’erano solo 6-7 ginnaste con Sindrome di Down che gareggiavano in tutta Italia, ma poi pian piano il settore ritmica si è allargato, grazie anche a Benedetta, che ha portato avanti il progetto del “programma integrato”. Dal post covid nella nostra società sono arrivate altre bimbe, perché comunque nei corsi base arrivano per fortuna anche bambine con disabilità, e sono arrivata l’anno scorso ad avere un gruppo di 5 ragazze, anche se non tutte gareggiano perché non tutte riescono magari a sostenere la gara. Confrontarmi con le colleghe delle altre società mi ha spronato, ad esempio, ad attivare il progetto delle coppie integrate.

Le coppie integrate e il ruolo delle guide

Come funziona questo progetto delle coppie integrate che avete citato?

Benedetta: Il programma prevede l’affiancamento in coppie o squadre di ginnaste senza disabilità con ragazze con Sindrome di Down. Esisteva già un programma di coppia integrata, che però non faceva nessuno, e io mi sono detta: vabbè, ma ci voglio provare, perché comunque penso che stare in pedana con un’altra sia meno pauroso che starci da sola… Io ero una squadrista, quindi tendenzialmente mi piaceva di più stare con un’altra gente! Stare in pedana con una ginnasta senza disabilità dà l’idea che lei non sbaglierà – anche se non è vero, perché sbagliano anche loro, giustamente non sono delle macchine! 

Giada: Dalla mia esperienza ho visto che il lavoro delle coppie è arricchente sia per la guida che per l’altra bimba: a Rimini i genitori erano tutti contentissimi. Purtroppo le bimbe con disabilità non trovano sempre ambienti inclusivi, quindi ho visto mamme commuoversi perché a cena le bimbe chiacchieravano semplicemente tra loro tutte insieme… momenti di socialità che non sempre hanno neanche a scuola, quindi apprezzano da entrambe le parti! Il lavoro delle guide è comunque un lavorone: ad esempio, una ragazza alla sua prima gara non aveva capito il lato della giuria e ha fatto tutti i lanci verso il pubblico, quindi la guida era più tempo fuori pedana che in pedana… sono entrambe uscite ridendo e si sono abbracciate!

Benedetta: La guida deve avere tanta pazienza, può persino arrivarle qualche ceffone ogni tanto! Però è sicuramente molto arricchente anche per lei, perché impara a relazionarsi con qualcosa che potrebbe far spavento. Una volta che si instaura una relazione è molto bello, si crea un gruppo con un lavoro di cura, attenzione, pazienza… Non esistono piano A e piano B, ma dalla A alla Z, perché ogni giorno è diverso, però è anche questo il bello! 

Come fate a proporre alle ginnaste di fare le guide? Come viene accolta la novità?

Benedetta: Da me arrivano a chiederlo loro! Noi ci alleniamo contemporaneamente con un gruppo di ragazze senza disabilità e ormai vengono a chiedermelo. Un’altra volta ad esempio avevo fatto un annuncio su Facebook ed era arrivata una ex ginnasta di serie A, Martina Magistrelli, che ha fatto la guida per un po’ di anni e adesso è diventata allenatrice.

Giada: Da me invece non arrivano da sole, perché i corsi non si allenano insieme… quindi l’anno scorso ho semplicemente proposto questa cosa ad alcune ginnaste facendo vedere i video per capire di cosa si trattasse, poi abbiamo fatto il saggio di Natale insieme in modo tale che si conoscessero.

Gare, programmi tecnici e allenamento adattato

A quali gare possono partecipare le ginnaste con disabilità in Italia?

Benedetta: Fisdir, la federazione della disabilità intellettiva-relazionale, organizza una gara ufficiale all’anno, a Rimini, solitamente in concomitanza con la Summer Edition, durante la quale oltre ai programmi individuali per 4 differenti livelli, c’è anche quello integrato.

La differenza principale che ho proposto nel programma integrato, rispetto ad altri programmi, è che tutte le difficoltà valgono uguale, 0,50. Perché? Perché io parto dal presupposto che per una ginnasta con disabilità può essere facilissimo fare una planche, ma difficilissimo fare un passé. Non esiste un grado di difficoltà omologabile: ogni ragazza è un mondo a sé, ci sono davvero tante variabili. Quindi nel mio programma tutte le D sono a 0,50 e si lavora su composizione, scambi, passi ritmici, cercando di costruire un esercizio più simile possibile a uno del Silver.

Benedetta: I programmi di Special Olympics seguono una mission differente. Ci sono tantissimi livelli, tanti dei quali propongono esercizi obbligatori. Il 3^ e 4^ livello sono esercizi liberi anche se viene comunque richiesto, oltre a quelli liberi, un corpo libero obbligatorio. Io personalmente preferisco lavorare su esercizi liberi perché, secondo il mio piccolo pensiero, l’esercizio obbligatorio non mi permette di costruire un esercizio sulle potenzialità della singola ginnasta.

Giada: A proposito: noi non abbiamo giudici specializzati, quindi ogni anno per fortuna ci sono dei giudici della Federazione che decidono di collaborare. Ad esempio, quando gareggiamo in Fisdir con il Silver qualche giudice rimane, legge il programma e poi giudica. 

Benedetta: Poi ci sono anche gli enti di promozione, come CSI e UISP. Con Alice gareggiamo anche nei circuiti normali, visto che è tesserata come atleta agonista. L’anno scorso ha fatto Serie D LB e la squadra con lei è arrivata undicesima su 22. Lei gareggia anche a livello internazionale dove deve preparare 5 esercizi da un minuto e mezzo con 6 difficoltà, 5 maestrie e 3 serte di passi ritmici. In Italia ci sono pochissime società che partecipano: una ventina, forse meno. Si potrebbe probabilmente fare di più: collegiali, corsi per tecnici, momenti di scambio…

Come si differenzia l’allenamento rispetto a un gruppo tradizionale?

Giada: Le mie ragazze fanno sia allenamenti dedicati, sia momenti insieme alle altre. Alcune, come Arianna e Gaia, si allenano anche con il gruppo avanzato. Altre fanno solo l’attività specifica con me. Cerco di adattare tutto: se Arianna non può fare elementi di schiena, modifichiamo. Il principio è che ognuna deve poter lavorare al meglio delle proprie possibilità. A volte, con alcuni atleti, il lavoro da fare è più anche una parte più ludica e quindi si usano strumenti diversi: ad esempio io uso l’agenda visiva per mostrare cosa faremo in allenamento e aiutarli ad orientarsi meglio.

Benedetta: Con me l’allenamento cambia da ginnasta a ginnasta. Alice, per esempio, è un talento naturale, è come se fosse una Raffaeli con la Sindrome di Down: è sciolta, sveglia, coordinata, costruita nei minimi dettagli. Si allena come una Silver, a volte anche come una Gold… fa 10-12 ore a settimana! Ha imparato un riscaldamento autonomo di 20 minuti da fare mentre mi dedico con gli altri, e poi lavora con me anche individualmente.

Gli altri allievi che ho, 10 in totale tra cui anche un maschio, sono tutti diversi tra loro e vanno studiati. Con loro l’approccio è più soft: due giri di corsa, esercizi di piedi e di base… Non è vero che i ragazzi con Sindrome di Down sono tutti sciolti, quindi non ha senso forzare. Si lavora un po’ un po’ più approfonditamente sui piedi perché quelli sono più facili da fare, e poi possono farli, tutti anche quelli non sciolti. In base a quello che loro devono fare, si lascia correre per alcune cose e ci si concentra su altro: i maneggi, per esempio, li possono imparare, se ti metti lì con un po’ di pazienza.

Quando arriva un ginnasta nuovo io tengo un quaderno e appunto ogni cosa che succede in allenamento per capire come funziona, cosa li fa stare bene o male, come reagiscono… Quest’anno abbiamo portato in gara una bimba che è arrivata l’anno scorso, ce la siamo portata a Lecce, era la prima volta che prendeva l’aereo e ha dormito persino con noi!

Famiglie, difficoltà e prospettive

Che ruolo hanno le famiglie in questo percorso?

Benedetta: Le famiglie sono un punto di riferimento e il loro sostegno è fondamentale nel percorso delle ragazze. È comprensibile che a volte facciano fatica a lasciare un po’ di spazio, soprattutto sapendo che hanno ostacoli maggiori rispetto ad altri. Allo stesso tempo, quando crescono, penso che sia importante offrire loro qualche occasione di autonomia in più.

Giada: Perché poi sai il discorso è sempre evitare il “poverina!” Se dobbiamo includere, dobbiamo farlo, se una ginnasta mentre le parli si gira di schiena, viene sgridata come qualsiasi altra atleta. 

Benedetta: Cioè per me loro sono delle ginnaste, non una Sindrome di Down, e vanno trattate come persone.

Quali sono le difficoltà più grandi che incontrate?

Benedetta: C’è ancora tanta reticenza e pregiudizio. Io faccio sempre questo mio esempio: volevo fare la hostess ma sono alta solo 1,53; quindi sono “disabile”? Per fare la hostess sì: non ho potuto farla perché sono troppo bassa, quindi una mia caratteristica mi ha impedito di farlo. Alice, per esempio, non è stata accettata da una grande società lombarda nonostante il talento: è una ginnasta bellissima, coordinata, sciolta, con tutte e tre le spaccate da fredda, ma non l’hanno nemmeno voluta vedere.

Giada: Sicuramente c’è anche mancanza di formazione dei tecnici. E poi la scarsità di strutture accoglienti: a volte le famiglie fanno fatica a trovare palestre che accetti le loro figlie. Guardando invece una cosa positiva, c’è da dire che questo è un mondo in cui ci si aiuta tra allenatrici molto di più del solito!

Cosa servirebbe per diffondere questo tipo di ginnastica?

Benedetta: Formazione, prima di tutto. Io ho fatto corsi per il CSI sull’attività adattata, portando ginnaste con Sindrome di Down e chiedendo ai tecnici di provare a lavorare con loro. Tutti hanno detto: “Pensavamo fosse più difficile”. Basta poco: un po’ di attenzione, di ascolto, di pazienza. E la consapevolezza che ogni bambina, disabile o no, ha i propri tempi.

Cosa vi augurate per il futuro?

Benedetta: Spero che Alice possa essere un punto di riferimento e di ispirazione: se ce l’ha fatta lei, ce la possono fare anche gli altri. 

Giada: Vorremmo che ogni bambina, con o senza disabilità, possa trovare un posto in pedana. 

Insomma: allenare l’inclusione richiede tempo, ascolto e coraggio, ma il risultato è un ambiente in cui ogni bambina può trovare davvero il suo posto in pedana. 

Se sei una ginnasta, o un’ex ginnasta, e ti piacerebbe fare da guida, affiancare una ragazza con disabilità e costruire con lei qualcosa di speciale, le società di Giada e Benedetta stanno cercando nuove volontarie. Basta un po’ di pazienza, empatia e voglia di mettersi in gioco! E se vuoi sostenere concretamente questo percorso, puoi aiutare la Rhythmic’s Team votando il progetto “Unico come te” a questo link, per aiutare la società ad ampliare le opportunità per atlete con Sindrome di Down attraverso corsi dedicati, formazione dei tecnici e attività integrate. 

Facciamo un grande in bocca al lupo ad Alice Pasini, in gara sabato per il Grand Prix della Ginnastica: seguitela nella diretta a partire dalle 16:30 su Sportface! Alice si esibirà accanto a Sofia Raffaeli, Tara Dragas, Viola Sella, Sofia Maffeis, le squadre italiane senior e i campioni delle altre discipline della ginnastica.

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Ex-ginnasta, UX/UI designer, fondatrice del blog. Orgogliosamente redhead con un sacco di lentiggini.

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jimbo
1 mese fa
Risposta a  Beatrice Vivaldi

Che bella notizia!!!!!!! Non vedo l’ora di vederla in pedana, è mancata tanto 💕❤️

Sara B
1 mese fa
Risposta a  jimbo

Questa sì che è una notizia! Che bello!
Pensavo fosse passato in sordina il suo ritiro, e che facesse stage e qualche esibizione (è ancora in aeronautica?). Invece eccola qua.
Non mi illudo dopo due anni di ritrovare Alex in firma olimpica, ma per lei come per Alice io sento un brivido diverso quando entra in pedana. Mi diverte.
Sono di parte: è sempre stata LA mia ginnasta italiana preferita; non dico la più brava la più vincente etc… Ma sono ritornata in pianta stabile in Italia quando è stato il suo exploit da junior, e da lì ho cominciato di nuovo a seguire la ritmica. Quindi si, per me Alex è stata a livello individuale la ginnasta che ha destato nuovamente curiosità. E poi diciamolo: anche lei come Sofia adesso, mi faceva venire degli infarti pazzeschi con quei lanci e riprese da urlo 💞❣️

Sara B
2 mesi fa

Grazie Beatrice per questo articolo. A me ha dato gioia! Due modi diversi di allenare, forse due visioni leggermente diverse (una più agonista, una meno) ma pur sempre caratterizzate dalla voglia di “andare oltre”.
Spero che serva da stimolo per altre allenatrici. E mi piace anche l’aver sottolineato che serve anche formazione pedagogica, perché di improvvisato non c’è nulla.

Beatrice Vivaldi
2 mesi fa

Ricordo la diretta di oggi dalle 16.30
https://tv.sportface.it/collections/8873b21f-a44e-4d31-b604-c263723b04ec

In bocca al lupo Alice! 💪🧡

Marco
2 mesi fa
Risposta a  Beatrice Vivaldi

Coinvolgente lavoro di Giada e Benedetta.
Gran Prix, mi ha sorpreso con piacere la comparsa di Alice Taglietti e ammaliato dalla fiaba gotica di Maffeis 🖤
Conosco le regole del codice sull’abbigliamento e l’acconciatura delle ginnaste, però chissà, un giorno in una galassia lontana lontana ammirare ginnaste vestire più intensamente i brani del proprio racconto.

Beatrice Vivaldi
2 mesi fa
Risposta a  Marco

Quanto mi piacciono le nuove clavette di Tara, sta benissimo con questo stile! Ovviamente l’esercizio era stato semplificato per il Grand Prix, ma hanno un grandissimo potenziale già così 🤩

https://youtu.be/GnFGifXvbD0?si=i2cvGkulGbPdCEvJ

Chiara D
2 mesi fa
Risposta a  Beatrice Vivaldi

Qualcuno che ha visto la diretta ha notato se Sofia è stata accompagnata da qualcuno?

Sara B
2 mesi fa
Risposta a  Chiara D

Buondi! non ho seguito la diretta ma ho recuperato qualche spezzone da Youtube.
allora concordo con Marco che è stato un piacere vedere Alice durante l’apertura (così leggiadra ma anche “forte” quando fa la ruota stile GAF) e stupenda nonchè coinvolgete Maffeis on “dark”.
Tara clavette: wowwwwwwwwwwww. Questa ragazza (e la mamma) riescono sempre a stupirmi, eppure mi piacevano già tanto quelle dello scorso anno.

Note “meh”: gran finale un po’ piatto, sembravano tante persone buttate li a caso. Non so, tutti belli ma ognuno per conto proprio. Inoltre anche la canzone trita e ritrita stufa.
Squadra senior. ho recuperato solo uno spezzone della squadra di Desio. Bah, io oramai di vedere un esercizio, una novità, una anticipazione…non lo spero più. Non che volessi il nome della nuova DTN sabato…per carotà….ma almeno qualcosina in più si.
Aspetto commenti da chi era presente o ha visto la diretta.

Brie
2 mesi fa
Risposta a  Sara B
Brie
2 mesi fa
Risposta a  Brie

01:24:55 -> Alice Pasini – Clavette 👍😍

Sara B
2 mesi fa
Risposta a  Brie

Grazie!

Brie
2 mesi fa
Risposta a  Sara B

Riposta a Chiara D:
Non ho visto nessuno. Ma nell’intervista, Sofia accenna a un buon progetto che inizierà l’anno prossimo, se ho capito bene.
https://www.youtube.com/watch?v=SWk7G16WXFk

Chiara D
2 mesi fa
Risposta a  Brie

Ciao Brie grazie per la risposta.Si l intervista l’ho sentita anch’io ma speravo che magari qualcuno l avesse accompagnata al Gran Prix …. aspettiamo prima o poi magari sapremo qualcosa…

MayaApe
2 mesi fa
Risposta a  Chiara D

Al contrario del cerchio che per me è un grandissimo NO!!, le clavette di Tara sono davvero montate bene, adatte al suo stile, mi piacciono tantissimo! Ho visto Sofia molto serena, spero davvero che ci sia un buon progetto per lei. Maffeis meravigliosa, sto aspettando il giorno che si dedichi completamente alla danza e appenda le mezze punte alla parete. Alice sempre meravigliosa, una farfalla che vola leggera e bentornata Viola, ho un debole per lei. Bellissime le ragazze della squadra junior, una squadretta molto affiatata…. Non potevamo aspettarci di certo uno spoiler per le squadre senior ma almeno 30 secondi di esibizione tutte insieme si poteva riuscire a fare? Bah, va beh! In ultimo, complimenti ad Alice Pasini, tutta la mia stima per lei e per il progetto che Giada e Benedetta stanno portando avanti.

Mirjam
2 mesi fa
Risposta a  MayaApe

Io per Maffeis sogno anche un futuro da coreografa: se è qualcosa che le piace fare (ricordo qualche anno fa aveva collaborato ai gala di altre ginnaste) potrebbe davvero essere un valore aggiunto!

Per quanto riguarda la squadra Senior, c’è una questione ulteriore, purtroppo.
Se n’era già avvertita un’anticipazione con i commenti online, che, pur senza sapere esattamente il funzionamento di queste due squadre (premessa purtroppo valida tuttora), già parlavano di Desio contro Chieti, di una squadra preferita rispetto all’altra. Personalmente, penso che se ci fosse davvero una squadra preferita, semplicemente non avrebbero fatto l’altra, ma a questo punto conta poco.
Quel che conta è che questo clima di ostilità, di questo vs quello, all’inizio o alla fine è arrivato anche alle ginnaste: car* MayaApe, non solo non ci sono stati 30 secondi di coreografia insieme, non c’è neanche una foto, di tutto l’evento, in cui le ragazze delle squadre (ormai il plurale è d’obbligo) compaiano insieme.

Negli ultimi anni della ritmica italiana si è spesso parlato della gestione della competizione interna, per lo più riguardo le individualiste. Da parte mia, ho sempre auspicato che le ginnaste ricevessero risposte più chiare sulle modalità di selezione rispetto a noi tifosi, che come sempre navighiamo nel buio e spesso ci siamo ritrovati davanti a convocazioni più o meno inspiegabili. Non so dire se fosse o sia così, ma, almeno dall’esterno, la situazione non sembrava pregiudicare un rapporto quanto meno cordiale tra le ginnaste. Sicuramente non tutte con lo stesso grado di amicizia, come è normalissimo che sia, ma non è capitato di vedere scene di aperta
ostilità, almeno in pubblico.

Ora che la competizione interna sembra includere anche la squadra (sebbene non ne conosciamo ancora le modalità), speravo che questo clima si estendesse anche a loro, dati anche i pregressi rapporti di amicizia.
Invece prima è diminuita la presenza sui social (non necessariamente un aspetto negativo, ma certo si è notato) ed ora eccoci qua, alla prima uscita ufficiale delle squadre, divise sia in pedana che fuori.
Ho sempre criticato l’immagine di sorellanza a tutti i costi che spesso la squadra proiettava, ma un livello di separazione tale da portare all’allontanamento è ugualmente problematico e segnale che no, questa situazione non sta venendo gestita bene.
E non posso che chiedermi se l’ambiente non farà che peggiorare una volta iniziate le competizioni e se, una volta spezzati i legami, sarà possibile recuperarli, se mai qualcuno un giorno rinsavisse e si ricordasse che il concetto di SQUADRA prevede l’unione degli atleti, non la loro divisione.
Tutto questo senza contare il dubbio su Naclerio, presente al palazzetto in “abiti civili”, sostituita da Mukhina (a conferma della pagliacciata delle prove di questo autunno) non si sa con quali tempistiche.

Per il resto, di segnali ce ne sono stati, anche molto chiari.
Da una parte, un Gran Prix finalmente meno ritmico-centrico che include quasi tutta la ginnastica (con il responsabile del Parkour che addirittura si sente in dovere di ringraziare perché finalmente non sono stati esclusi, come se non fossero parte della FGI).
Dall’altra, un forte omaggio a un passato della ritmica ultimamente lasciato da parte. Il saluto alla professoressa Rosato, che ammette pensava “si fossero dimenticati di noi” e le farfalle di Atene della vicepresidente D’Ottavio, che per loro ammissione non partecipavano a eventi nei palazzetti da oltre 10 anni.
Nel mezzo, i DTN delle discipline non olimpiche chiamati a commentare i loro ginnasti e risultati, Andrea Massaro che come sempre fa un ottimo commento tecnico per l’artistica, e per la ritmica… Ah, no, niente, per la ritmica un commento per spiegare quanto meno che le esibizioni erano gala e non esercizi di gara non ce l’avevamo. Si presentano le ginnaste, si presentano le squadre “di Desio” e “di Chieti”, come se fosse normale, come se non ci fosse nulla da spiegare.

E intanto le tappe della serie A di ritmica e artistica vengono assegnate alle stesse città, non società, perché l’organizzazione è federale, qualsiasi cosa voglia dire.

Aspettiamo e vediamo, che altro ci resta da fare?

cary67
2 mesi fa
Risposta a  Mirjam

si anche io ho lo stesso pensiero riguardo le 2 squadre: una contro l’altra e chissà che succederà, chi giudicherà la “migliore”, e come si sentiranno le altre, e che sport è questo se non si riesce a fare squadra. non si tratta di stimoli allenanti come può essere per le individualiste, si tratta di o l’una o l’altra. per ultimo, scusate il pensiero molto terra terra: spero solo che il costo dei biglietti della serie A rimanga “contenuto” perchè il primo sentore che ho avuto leggendo le nuove location è stato che non basteranno i 20 euro dello scorso anno. eppure non dimentico il palazzetto di chieti, stracarico, colmo forse troppo, e il viso felice di tutte quelle ragazzine che vedevano dal vivo la grande ritmica.

Lulu91
2 mesi fa
Risposta a  cary67

Tappe di serie A, tra l’altro, irraggiungibili per chiunque venga dal Sud. Poi si lamentano dei palazzetti semivuoti…

Mr Magoo
1 mese fa
Risposta a  Lulu91

Insomma, Lulu91, non mi sembra sia così ricordando almeno gli ultimi 5 anni, insomma in epoca post covid.

2021 2022 2023 2024 2025

NAPOLI CUNEO CUNEO CHIETI CHIETI
DESIO BARI ANCONA FORLI’ FORLI’
FABRIANO NAPOLI DESIO ANCONA OSIMO

Lulu91
1 mese fa
Risposta a  Mr Magoo

Caro Mr. Magoo, Bari per me è stato un sogno (ero, ovviamente, presente), ma da Lecce persino Ancona o Napoli sono lontani miraggi… non parliamo poi del resto!

Mirjam
1 mese fa
Risposta a  Lulu91

@Lulu91 non so se può esserti di consolazione, ma in primavera tutti i nazionali Gold sono tra Abruzzo e Molise: Chieti ospiterà i nazionali Gold sia Allieve che Junior/Senior, mentre il nazionale di Specialità è affidato alla Sporting Bovianum.

MayaApe
1 mese fa
Risposta a  Mirjam

Mirjam, io non ho mai scritto nulla sulla squadra perché le ho sempre prese per delle voci di corridoio anche se insistenti, ma inizio a crederci, riguardano alcune delle componenti della squadra. Non si riusciva a lavorare con tutte le ragazze a Desio, c’erano troppi litigi fra di loro, per cui hanno deciso di dividerle e preparare due squadre separatamente. Quello che non capisco è su come le hanno divise. Per me le più forti dovevano stare in un unico gruppo.

Violetta
1 mese fa
Risposta a  MayaApe

A quanto ne so io,sono solo voci,non è affatto vero che non andavano d’accordo.Il motivo è quindi un’altra.Credo faccia comodo fare circolare queste voci….e chi ci dice quali sono le ginnaste più forti?alcune non hanno mai gareggiato…

Mirjam
1 mese fa
Risposta a  Violetta

A proposito di squadra, continuano le selezioni omnicomprensive per la squadra Junior.
Terminate le 2012, anche quelle volontarie, si riparte con le 2013 che hanno partecipato alla fase nazionale Gold: https://www.federginnastica.it/documenti/circolari.html?download=7205:gr-cat-settimo-periodo-attivita%CC%80-dicembre-2025-modulo

Mi sembra chiaro che se si andrà avanti con 20/25 ginnaste al mese, nei prossimi mesi verranno convocate anche tutte le 2013.
Sarà quindi interessante capire quando inizieranno a fare delle selezioni vere, basate su scelte tecniche e non sulla necessità di mantenere i costi del CAT.
Per ora, spero che almeno siano delle belle esperienze per le ginnaste.

Minimille
1 mese fa
Risposta a  Mirjam

Voglio trovarci il positivo, avendo un anno a disposizione fanno bene a visionare il maggior numero possibile di ginnaste. Che le tengano sotto controllo il maggior numero possibile e tra loro venga fatta una scelta

Violetta
1 mese fa
Risposta a  Minimille

In teoria,fino ad un anno fa erano i comitati regionali a fare preselezione:non esistono più?

Mirjam
1 mese fa
Risposta a  Violetta

@Minimille, di base sarei d’accordo con te, ma i numeri sono ormai ridicoli. Siamo già a 200 ginnaste convocate, probabilmente se ne aggiungeranno quasi altrettanto. Allenamenti di un paio di giorni in 25 ginnaste, che, almeno per le 2012, andavano dalle campionesse di categoria Gold a ginnaste Silver.
Che tipo di lavoro si potrà mai fare, con una tale differenza di livello? Sono così tante, viste per così poco, che onestamente faccio fatica a credere che se le recordino!

Ribadisco, se per le ginnaste è una bella esperienza di crescita sono più che contenta, ma mi sembra anche evidente che le selezioni reali inizieranno più avanti e per ora questi allenamenti siano solo una forma creativa di crowdfunding per sostenere le spese del centro.

cary67
1 mese fa
Risposta a  Mirjam

io invece pensavo (ma forse è un eccesso di malignità) che in realtà le idee sono già chiare e tutte queste convocazioni a tappeto sono solo rumore di fondo o come dici tu, crowdfunding. mah.

Lulu91
2 mesi fa

Questo articolo mi ha emozionata: GRAZIE!

Chiara D
2 mesi fa
Risposta a  Lulu91

Vero,anche a me

Domi
2 mesi fa

Che progetto bellissimo! Mi avete fatto emozionare!
Un grande in bocca al lupo ad Alice per il Grand Prix e a tutte le altre ginnaste per le loro gare!
E un saluto speciale ad oski, mamoski e paposki 🙂 che ricordi!

Mr Magoo
2 mesi fa

Sarà pure colpa dell’età ma, a leggere questo bellissimo articolo/intervista di Beatrice, mi sono davvero commosso🥺.
Voglio fermarmi alla condivisione di questo sentimento per il timore di scrivere pensieri banali e fin troppo scontati.
Ad un solo pensiero non voglio rinunciare.
Spesso, a ragione, ci lamentiamo della decadenza morale ed affettiva della nostra società, veloce, superficiale, cinica, egoista. Però poi lì ci fermiamo.
Poi ci sono persone come Benedetta e Giada che, con tutte loro stesse, ci provano a cambiare il mondo, magari anche solo un pezzettino.
Ma in fondo le grandi rivoluzioni, quelle destinate a cambiare le cose, sono fatte di piccoli passi.
E certamente di grandi uomini e grandi donne.
Complimenti, davvero❤️

Mamoskina
2 mesi fa

Grazie Bea per questo articolo
Seguo da sempre il progetto di Giada non mancando mai ad una gara delle sue atlete, l’impegno che queste bambine e ragazze mettono in quello che fanno è tangibile e il risultato si vede. Ognuna, a secondo del proprio livello, porta in pedana il suo esercizio con concentrazione e anche tanta voglia di far bene, non mancano infatti il timore prima di entrare e l’esultanza, o la delusione, all’uscita, come in ogni gara di ginnastica che siamo abituate a vedere. Queste atlete hanno voglia di ben figurare, di mostrare ciò che hanno imparato a parenti e amici, lo spirito agonistico non manca affatto, anzi! Fuori dalla pedana però c’è anche tanta amicizia, anche con ginnaste di altre società, legano tra loro, si incoraggiano. La cosa più bella è vedere il rapporto con le guide, nel caso del programma integrato, fatto di grande sintonia, e constatare come stiano bene insieme anche nel tempo libero durante le trasferte, si crea una bella complicità dalla quale tutte traggono occasione di crescita personale.

Silvy
1 mese fa
Risposta a  Mamoskina

Tutta la stima e il sostegno a Giada, a Benedetta e alle loro allieve. Sabato a Reggio sono stata così felice di vedere e ammirare Alice dal vivo… davvero brava e bella!
Grazie a Beatrice per averci portato questa intervista perché è importante che queste attività e questi progetti trovino sempre più spazio, più voce e più accoglimento. E che sempre più persone possano conoscere ed avvicinarsi. Perché purtroppo la mancanza di inclusione spesso non è solo nella pratica, ma anche nella scarsa informazione.
Tornando al Grand Prix, al di là di tutti i limiti (che ci sono) e delle situazioni che conosciamo, per me è sempre emozionante e motivo di gioia vedere gli atleti e il loro lavoro dal vivo.
Ho trovato meravigliose le nostre quattro farfalle… Mi hanno colpito tanto l’intensità e l’eleganza di Viola e di Sofia M. Che belle! Ero proprio entusiasta!
Tara semplicemente Bella con la B maiuscola… sta crescendo sempre di più… espressiva e incantevole davvero. Concordo con Milena che ha esclamato “Figata!!”.
Di Sofia che dire? Osservandola sabato la parola che mi veniva alla mente più spesso è stata ‘carisma’. Trovo che crescendo ne abbia sempre di più, e come ho sentito dire da molti presenti ‘riempie la pedana anche quando non si muove’. Su di lei concordo con F. Michielin che l’ha definita “non solo una ginnasta ma un’artista”.
L’altra cosa che mi riempie tanto quando posso presenziare a qualche evento è l’entusiasmo contagioso dei più piccoli: i sorrisi giganti di tutte queste bimbe, la lo partecipazione con cori e cartelloni, la loro gioia nel poter incontrare le ginnaste. Questa per me è davvero la parte più bella, più pulita e più incoraggiante per il futuro.
Sulla presenza di allenatrici e tecniche varie non riesco a dire più di tanto. Quando sono entrata gli atleti erano in pedana e agli attrezzi a riscaldarsi, e anche facendo un giro nei dintorni ho più volte incontrato soltanto E. Casella che accompagnava le Fate, e forse ho intravisto la mamma di Viola. Su Sofia però posso dire che almeno l’impressione ricevuta è che fosse sorridente e scherzosa con tutti. Per lei sempre gli ormai attesi e fragorosi boati del pubblico che la accoglie, e come sempre lei disponibile e generosa, presente fino alla fine.
Infine su eventuali spoilerate anch’io non pensavo chissà cosa, però non nascondo che fino alla fine un pochino ho sperato…
E l’attesa continua… 😉