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Sulla strada per Parigi 2024, ripassiamo lo sviluppo della ginnastica ritmica attraverso le sue campionesse olimpiche: oggi partiamo dalla prima edizione del 1984 per arrivare al 2000!

Iniziamo il percorso verso i Giochi di Parigi 2024 con i video delle campionesse olimpiche che ci accompagneranno, con piccoli balzi di quattro anni, attraverso la storia della ginnastica ritmica! Riconosciuta ufficialmente come disciplina della Federazione Internazionale di Ginnastica solo nel 1961, quest’anno festeggiamo il 40° anno dalla prima Olimpiade di ritmica, quella di Los Angeles 1984.

Non mi concentrerò sul metodo di giudizio o sul codice dei punteggi utilizzati – già solo questo argomento potrebbe occupare diversi articoli – ma piuttosto sullo sviluppo del movimento, della musicalità e del maneggio: un vero e proprio volo d’aquila che spero vi possa far apprezzare ancora maggiormente le peculiarità perse, acquisite o ritrovate nella ginnastica ritmica!

Los Angeles 1984: Lori Fung

Il debutto della ginnastica ritmica ai Giochi Olimpici di Los Angeles 1984 venne influenzato da numerose assenze: le ginnaste sovietiche e bulgare, tra cui le migliori cinque classificate ai Campionati del mondo del 1983 – Diljana Georgieva, Galina Beloglazova, Lilija Ignatova, Anelija Ralenkova e Dalia Kutkaitė – non parteciparono per il boicottaggio messo in atto dalle rispettive nazioni. Doina Staiculescu della Romania, che era arrivata sesta ai Mondiali del 1983, era la favorita, ma finì per essere superata dalla canadese Lori Fung, che divenne così la prima campionessa olimpica di questo sport; il bronzo andò alla tedesca Regina Weber.
Video Lori Fung palla – Los Angeles 1984

Come possiamo vedere in un video di Lori Fung, l’esercizio è molto semplice rispetto a quanto eseguono le ginnaste oggi: il legame con la musica è evidente, la ginnasta esegue pochi elementi molto chiari, l’attrezzo è spesso tenuto fermo. Agli addetti ai lavori farà strano pensare che questa sia una composizione da oro olimpico, ma dobbiamo ricordarci che probabilmente senza passare da qui non saremmo arrivati a dove siamo ora!

Seoul 1988: Marina Lobatch

La seconda campionessa olimpica della storia è stata Marina Lobatch, ginnasta dell’URSS (oggi giudice e allenatrice bielorussa) che vinse a Seoul nel 1988, seguita dalla bulgara Adriana Dunavska e dalla connazionale Alexandra Timoshenko.
Video Marina Lobatch nastro – Seoul 1988

Sono passati solo 4 anni eppure vediamo già un grande sviluppo nel movimento e nello studio della composizione. I movimenti si fanno molto più ampi e vediamo più difficoltà di corpo, talvolta anche collegate tra loro. Ogni accento della musica è enfatizzato dai movimenti della ginnasta: l’esercizio per noi è forse ancora povero, ma è impossibile non rimanere incantati davanti a questo mix perfetto di danza e ginnastica.

Barcellona 1992: Alexandra Timoshenko

A Barcellona, nel 1992, la vittoria andò a Alexandra Timoshenko, ginnasta del Team Unificato (che comprendeva alcune delle ex repubbliche dell’Unione Sovietica), seguita dalla spagnola Carolina Pascual e dalla connazionale Oksana Skaldina.
Video Alexandra Timoshenko clavette – Barcellona 1992

Notiamo subito una svolta nella musica: l’aggiornamento delle regole permette ora una maggiore scelta, in questo caso un brano moderno e più veloce. Si può apprezzare anche uno sviluppo nei pivot (rotazioni), prima limitati, e una maggiore ricerca di movimenti rischiosi con l’attrezzo.

Atlanta 1996: Ekaterina Serebryankskaya

Ad Atlanta nel 1996 a trionfare fu l’ucraina Ekaterina Serebryankskaya, seguita dalla russa Yana Batyrshina e dalla connazionale (e favorita) Elena Vitrychenko, che si dovette accontentare del bronzo tra qualche fischio del pubblico.
Video Ekaterina Serebryankskaya clavette – Atlanta 1996

Ciò che mi ha colpito di questa ginnasta è l’ammiccamento: le ginnaste non si limitano più a eseguire un esercizio interpretando la musica, ma lo eseguono anche per compiacere il pubblico e la giuria. La musica è fortemente caratterizzata dai movimenti e le difficoltà, anche se al giorno d’oggi non verrebbero ritenute perfette, iniziano ad essere notevoli anche in confronto a quelle del ventunesimo secolo.

Sydney 2000: Youlia Barsukova

Alle Olimpiadi di Sydney del 2000, la giovanissima russa nonché favorita Alina Kabaeva si dovette accontentare del bronzo a causa di un errore, superata anche dalla bielorussa Youlia Raskina. La vittoria andò invece a Youlia Barsukova, l’elegante cigno russo che incantò tutti con il suo esercizio alla palla.
Video Youlia Barsukova palla – Sydney 2000

Quella di Sydney per me è un’olimpiade po’ speciale, perché è stata la prima che ho seguito in tv da spettatrice! Da questo video, potete subito notare come la palla di Lori Fung sia ormai lontana e superata: in 16 anni la ritmica si è evoluta, gli esercizi sono diventati più complessi e rischiosi e la direzione è quella della ricerca di flessibilità e movimenti sempre più plastici. Memorabile l’equilibrio finale!

Ecco i risultati del sondaggio: le vostre risposte alla domanda “Quale tra queste è la tua campionessa olimpica preferita?”

Per oggi ci fermiamo qui: prossimamente parleremo delle campionesse dal 2004 al 2020 e delle squadre campionesse olimpiche!

Cosa ne pensate di queste 5 ginnaste? Quale è la vostra preferita? Fatemelo sapere nel sondaggio e nei commenti!

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Ex-ginnasta, graphic designer, fondatrice del blog. Orgogliosamente redhead con un sacco di lentiggini.

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Pastorelli
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Monica
18 giorni fa

Buonasera a tutti, a proposito di Olimpiadi: ma chi di noi andrá cosa indosserá? Si puó pensare a un tifo “coordinato”?

Beatrice Vivaldi
7 giorni fa
Risposta a  Monica

Bella idea! Magari ne parliamo sotto data 😉

Beatrice
26 giorni fa

Bellissimo articolo, e soprattutto grazie per i video! Per chi come me segue la ritmica solo dagli anni 2000, e anche con qualche buco, è molto utile recuperare questi pezzi di storia.

Mirjam
26 giorni fa
Risposta a  Beatrice

Non potrei essere più d’accordo!
Sono anche piacevolmente stupita di quanto, fin dall’inizio, la ritmica avesse già una sua identità che, pur con i normali cambi del tempo, è riconoscibile anche oggi!

Aggiungo anche che a quanto pare le regie “artistiche” delle riprese (inquadrature sfocate e cambiate di scatto) sono nate con lo scoccare dell’anno 2000: è un avanzamento tecnologico di cui facevo volentieri a meno 😂

Barbara
1 mese fa

Articolo bellissimo, complimenti. Non vedo l’ora di leggere il prossimo

Beatrice Vivaldi
27 giorni fa
Risposta a  Barbara

Grazie Barbara!