Appena rientrata da Francoforte, eccomi qui con il tradizionale recap dei Top, Flop e momenti wow di questi Campionati del Mondo 2026!

Ciao, amici di BlaBlaGym! Dopo 588 esercizi per un totale di 46 ore di gara (e vi giuro che non ne abbiamo saltato nemmeno uno!), eccomi finalmente rientrata da Francoforte e pronta con il tradizionale articolo su questa edizione!

Darja Varfolomeev 🇩🇪 non ha deluso il pubblico di casa, conquistando più ori di tutte tra le individualiste: All Around, palla e nastro. Ma anche quest’anno il suo dominio non è stato assoluto: Taisiia Onofriichuk 🇺🇦 si è presa l’oro al cerchio, mentre Stiliana Nikolova 🇧🇬 ha conquistato quello alle clavette. Tra le squadre, invece, è arrivato l’oro All Around della Spagna 🇪🇸, mentre il Brasile 🇧🇷 ha fatto doppietta nelle finali di specialità. A completare il quadro, la World Gymnastics 2 (Russia) si è aggiudicata il Team Ranking.

Ma Francoforte non ha assegnato soltanto medaglie: sono arrivate anche le prime quote olimpiche per Los Angeles 2028. A conquistare il pass sono state Varfolomeev 🇩🇪, Nikolova 🇧🇬, Raffaeli 🇮🇹 e le squadre di Spagna 🇪🇸, Giappone 🇯🇵 e Brasile 🇧🇷. Una curiosità? Sono esattamente le stesse ginnaste e nazioni salite sul podio All Around ai Mondiali di Rio 2025.

Sulla pagina della World Gymnastics trovate tutti i risultati ufficiali; qui sotto, invece, la mia versione di quello che è stato il Campionato del Mondo 2026. Come sempre, non aspettatevi un resoconto completo della gara, perché questo è soprattutto un racconto personale e soggettivo: lasciatemi pure le vostre diverse opinioni o domande nei commenti!

I momenti top

#1 Il Mondo in pedana – Chi mi segue lo sa: mi piace molto la varietà nei risultati, perché porta ricchezza allo sport e lo rende molto più interessante! Ho notato quindi con piacere che si è confermato il trend dello scorso, con ben 6 nazioni capaci di conquistare almeno un oro (erano 5 nel 2025) e 9 Paesi a medaglia (contro i 10 dello scorso anno). Quest’anno abbiamo avuto anche una grande varietà geografica: in 5 finali di specialità su 6 sono stati rappresentati 3 continenti diversi, così come nei podi dell’All Around e delle 5 palle tra le squadre. Lo avevamo già analizzato l’anno scorso con i Mondiali junior e si è riconfermato anche nel panorama senior: la ritmica sta crescendo davvero in tutto il mondo!

#2 Casa dolce casa? – A Francoforte abbiamo visto una Varfolomeev insolitamente tesa, quasi più che ai Giochi Olimpici: le aspettative e, soprattutto, la pressione di gareggiare in casa si sono fatte evidentemente sentire. Eppure, nonostante qualche errore, la campionessa olimpica è riuscita a ritrovare la sua precisione e a chiudere il Mondiale con tre ori e una qualificazione olimpica. Persino la sua allenatrice Yulia Raskina, al termine della gara, è apparsa visibilmente sollevata!

Questo risultato ha permesso a Darja di sfatare la “maledizione degli Europei”: dopo il 2021, infatti, nessuna ginnasta era più riuscita a vincere Europei e Mondiali (o Olimpiadi) nello stesso anno. Con questi tre titoli, Darja sale a 14 ori mondiali complessivi, e davanti a lei restano soltanto Kanaeva (17) e Dina Averina (18): riuscirà a batterle? Le premesse ci sono tutte, considerando che ha solo 19 anni.

#3 Trentacinque anni dopo – Dopo aver conquistato per il secondo anno consecutivo il tris di ori europei, la Spagna (Ines Bergua Navales, Andrea Corral, Marina Cortelles, Andrea Fernandez, Lucia Munoz e Salma Solaun) è riuscita finalmente a salire sul gradino più alto del podio All Around mondiale, che arriva 35 anni dopo l’ultimo oro del Paese. Con due esercizi studiati fin nei minimi dettagli – e devo ammettere visti dal vivo ancora più belli, come capita spesso per le squadre – al suo secondo anno insieme la formazione spagnola ha portato a termine proprio quell’impresa che era sfuggita per un soffio lo scorso anno. Come sempre, il calorosissimo e numeroso pubblico spagnolo non ha fatto mancare il suo sostegno!

#4 Infine d’oro – Solo l’anno scorso le avevo inserite insieme tra i Flop e sono quindi molto felice quest’anno di riproporle insieme nei top: sto parlando naturalmente di Taisiia Onofriichuk e Stiliana Nikolova! Stiliana, oltre a conquistare l’argento All Around e il pass olimpico, ha finalmente raggiunto quell’oro che, pur essendo più volte alla sua portata, le sfuggiva da 4 edizioni. Con la vittoria alle clavette, ha riportato alla Bulgaria un titolo mondiale individuale che mancava dal 2001, quando l’oro venne riassegnato a Peycheva in seguito alle squalifiche per doping di Kabaeva e Tchachina (se invece consideriamo l’ultimo oro effettivamente conquistato in pedana, bisogna tornare addirittura al 1995 con Petrova).

Dall’altra parte c’è Taisiia che, dopo aver bissato l’amaro 4° posto nell’All Around, è riuscita a prendersi la sua rivincita nella finale al cerchio, facendo finalmente suonare l’inno ucraino e riportando l’Ucraina sul gradino più alto del podio individuale dopo ben 13 anni. Un oro che assume un significato ancora più importante nell’edizione segnata dal rientro delle ginnaste russe e bielorusse.

#5 Ordem e progresso – Ancora affamato di vittoria dopo il podio storico dello scorso anno, il Brasile (Maria Eduarda Arakaki, Maria Paula Caminha, Mariana Goncalves, Sofia Pereira, Nicole Pircio e la new entry Julia Kurunczi) non si ferma. Una perdita alle 5 palle infatti non rovina il grande lavoro di precisione fatto dalla squadra durante tutta la stagione: lo conferma il bronzo All Around, arrivato insieme alla qualificazione olimpica. Ma non solo perché, con i due ori di specialità, il Brasile diventa il primo Paese al di fuori di Europa e Asia a conquistare un oro mondiale! Anche se gli esercizi quest’anno hanno perso a mio parere un pizzico del brio brasiliano per puntare (comprensibilmente) su pulizia ed esecuzione, la squadra dal vivo è davvero magnetica.

#6 Fino all’ultimo decimo – Come ha fatto notare Gergely Marosi nella sua interessante analisi, la finale All Around è stata una delle più combattute e spettacolari di sempre, con tantissime ginnaste in grado di ambire alle medaglie, separate da distacchi davvero minimi. Siamo lontani anni luce dai tempi in cui il podio sembrava una questione riservata a 3-4 ginnaste, che potevano permettersi anche qualche grosso errore. Lo spettacolo ne ha sicuramente guadagnato, mentre io ho guadagnato sicuramente qualche capello bianco in più… ma sono ben disposta a questo piccolo sacrificio!

#7 Un sorriso e una certezza – Non so quante ginnaste riuscirebbero a cambiare 3 allenatrici in 4 anni e rimanere sul podio All Around mondiale o olimpico per 5 anni consecutivi. Eppure, Sofia Raffaeli ce l’ha fatta ancora una volta: dopo un anno in salita, un Europeo sottotono, tante new entry e contro molti pronostici, è stata proprio lei a conquistare la terza quota olimpica per Los Angeles 2028, diventando la prima azzurra di tutti gli sport a staccare il pass. E non solo: nella finale al cerchio ha riconfermato un podio di specialità dal quale non scende dal 2021.

Ma più delle medaglie, quello che continua a conquistarmi è la sua soddisfazione al termine di un esercizio ben riuscito: quel sorriso spontaneo, quasi incredulo, che vale più di qualsiasi medaglia. Forse è proprio questo il suo X-factor: nonostante la sua riservatezza, Sofia ha la capacità di trasmettere qualcosa che va oltre la tecnica e i punteggi, e che riesce a far innamorare tantissimi fan da tutto il mondo. La quota è guadagnata: ora spero che si faccia tutto il possibile per aiutarla nella strada verso i suoi secondi Giochi Olimpici!

#8 Neo-senior alla ribalta – Come sapete, mi piace sempre seguire le junior e le neo-senior: sono così giovani che mi sembra quasi di dovermene prendere cura (sarei sempre e comunque super favorevole ad alzare l’età minima per le gare senior). Per questo a Francoforte nelle gare delle squadre continuavo a tenere d’occhio le più piccole, ad esempio Redka per l’Ucraina o Datsenko per la Germania, facendo un tifo speciale per loro.

Tra le individualiste, però, due nomi sono balzati agli occhi di tutti: Akmaral Yerekesheva e Wang Qi. Per molti sono state una sorpresa, ma non per noi di BlaBlaGym, che le seguiamo con attenzione già da un paio d’anni! Akmaral ha una dote innata per i pivot, eseguiti perfettamente in asse e capaci di regalarle dei veri punteggioni: tenerissimi i suoi occhioni sgranati, quasi fosse lei stessa stupita del risultato! Wang Qi, invece, mi colpisce per la sua maturità di movimento, con una grazia degna di una veterana. Se le premesse sono queste, sono curiosissima di vedere dove riusciranno ad arrivare!

#9 Il Sol Levante torna a splendere – Dopo un anno un po’ in sordina, segnato da risultati altalenanti e soprattutto da tanti errori, il Giappone (Hanamura Natsumi, Nishimoto Megumi, Taguchi Hisano e le new entry Tanabe Kaseno, Tanaka Yuna e Manabe Rin) ha sfoderato due esercizi rischiosissimi ma eseguiti con grande precisione, conquistando un preziosissimo argento e, soprattutto, il pass olimpico. Una bella rivincita dopo la beffa del 2024, quando le giapponesi erano rimaste inaspettatamente fuori dai Giochi, superate dall’Uzbekistan ai Campionati Asiatici. Questa volta, invece, Los Angeles è già tutta loro!

#10 Una cornice speciale – Concludo i miei Top con qualche parola sulla location, che questa volta ho potuto ammirare dal vivo! E non c’è che dire: la Festhalle ha fatto la sua grande figura. Un luogo insolito per una gara di ritmica, con quell’atmosfera un po’ steampunk e un po’ da concerto, che ha reso secondo me questo Mondiale ancora più unico e memorabile. Ero piuttosto preoccupata per i lanci più alti, ma, salvo qualche eccezione (come Tugolukova al cerchio in qualifica) la struttura non sembra aver creato troppi problemi. E poi c’è il pubblico: in 5 giorni di gara sono passate più di 24.000 persone, con l’arena piuttosto piena anche nei due giorni di qualifiche, nonostante fossimo nel pieno delle vacanze estive, e un pubblico davvero generoso con tutte le ginnaste e le nazionalità.

Le delusioni e i flop

#1 Tante big, poche sorprese – Ahimè, nonostante la varietà delle nazioni, quest’anno abbiamo assistito a un Mondiale con meno sorprese e nessuna outsider capace di conquistare una medaglia. Il numero delle “big” è infatti aumentato così tanto che, anche quando qualcuna lasciava per strada delle occasioni (ad esempio nessuna tra Varfolomeev, Nikolova, Raffaeli e Onofriichuk è riuscita a centrare tutte le finali), c’erano almeno altre 3-4 ginnaste pronte a giocarsi il podio. Inoltre, ben 5 nazioni hanno piazzato 2 ginnaste in finale AA, occupando così più della metà dei posti disponibili.

#2 Niente Trono per la Cina – Nonostante la storica medaglia nel Team Ranking, la prima per una nazione non europea, la favoritissima squadra della Cina non solo ha mancato nuovamente il podio All Around, ma non è nemmeno riuscita a qualificarsi alla finale con il meraviglioso esercizio misto sulle note de Il trono di spade, che molti davano per vincitore. L’argento alle 5 palle non è riuscito a ripagare del tutto la delusione!

#3 Fuori dalla festa – Inutile dirlo: anche quest’anno alcune ginnaste tornano a casa con un po’ di amaro in bocca. Brezalieva, Lica, Emir, Karika e Lewinska, tutte finaliste lo scorso anno, non sono riuscite a entrare in alcuna finale, nonostante fossero sicuramente alla loro portata. A loro si aggiunge Bautista, che a Francoforte ha disputato una gara sottotono: un vero peccato, perché è una ginnasta che più matura e più mi piace!

#4 A corto di fiato – Ho sempre la netta sensazione che alcune ginnaste, seppur talentuose, sbaglino proprio la preparazione: sono pronte a inizio stagione e arrivano stanche agli appuntamenti più importanti. È il caso, ad esempio, di Lewinska: come abbiamo fatto notare più volte, si allena e gareggia praticamente senza sosta per tutto l’anno. Alla World Cup di Pechino erano persino comparsi dei video in cui si lamentava con sua madre di essere troppo stanca per continuare. Anche Ikromova appare spesso più in forma a inizio stagione e un po’ spompata alla fine, ma il caso più evidente è quello di Onofriichuk. Per fortuna quest’anno è riuscita a trovare le energie per regalarsi due medaglie, arrivando però davvero sfinita alla fine del Mondiale. Una migliore programmazione, con periodi di riposo e scarico, credo favorirebbe tutte e tre.

#5 Il brivido della qualificazione – Tra le squadre, l’Uzbekistan ha rischiato grosso di rimanere fuori dai Mondiali del prossimo anno a causa di una disastrosa routine alle 5 palle, per fortuna salvata da un ottimo esercizio misto, arrivato persino in finale. Non ce l’ha fatta invece il Messico, vittima di un infortunio dell’ultimo minuto: prima esclusa dai prossimi Mondiali qualificanti, dovrà giocarsi la qualificazione olimpica ai Campionati Continentali.

#6 Cambi e rischi – Abbiamo iniziato l’anno “lamentandoci” della scelta di molte atlete di mantenere i vecchi esercizi: purtroppo, con un pizzico di disappunto, devo constatare che 3 su 4 ori individuali sono andati a esercizi già rodati lo scorso anno.

È anche vero, però, che abbiamo visto un numero insolitamente alto di ginnaste cambiare esercizi durante la stagione, e alcune lo hanno fatto addirittura a ridosso del Mondiale: un grandissimo rischio che non sempre ha pagato. Lewinska ha cambiato cerchio e nastro e, anche a causa degli errori a quest’ultimo, è rimasta fuori dalla finale All Around. Ikromova, che poteva puntare a una medaglia alle clavette, ha cambiato esercizio e purtroppo lo ha sbagliato in qualifica.

D’altro canto, Dragas ha fatto una rimonta incredibile nel secondo giorno di qualifiche anche grazie al nuovo cerchio, salvo poi sbagliare quest’ultimo nella finale All Around (un abbraccio a Tara, che ha fatto grandi cose nonostante un infortunio!). L’Ucraina, invece, con le nuove 5 palle è andata molto bene sia nell’All Around sia in finale, dove ha sfiorato il podio. Insomma, cambiare qualcosa che non funziona probabilmente è una buona cosa, ma farlo all’ultimo è davvero un terno al lotto!

#7 Quando la strategia non paga – Parlando di team di individualiste, alcune strategie non hanno funzionato proprio alla perfezione. Partiamo dall’Uzbekistan, che non ha letto correttamente il regolamento dei Continentali e non ha quindi potuto qualificarsi con più di una ginnasta per i Mondiali: un errore davvero grossolano a questi livelli! Dall’altra parte, il Brasile ha tolto la possibilità a una seconda ginnasta di gareggiare per l’All Around, nonostante Santos avesse avuto un’ottima stagione e l’anno scorso avesse centrato la finale. Alla fine, mi è sembrato quasi che volessero mettere lei e Alexandre sullo stesso piano per capire su chi puntare il prossimo anno. Il risultato, però, è stato che nessuna delle due si è qualificata per le finali di specialità e nemmeno la classifica per nazioni sembra averne beneficiato particolarmente.

Infine la Germania, con l’ultima valutazione interna, ha stravolto le iscrizioni: Pusch su tre attrezzi e al nastro Simakova, che non aveva ancora esordito quest’anno. Hanno lasciato così fuori dai giochi Steinfeld, che aveva ottenuto i migliori risultati della stagione ed era stata finalista europea proprio al nastro. Risultato: entrambe hanno sbagliato molto, non centrando la finale e finendo per influire anche sul risultato del team. Forse non è stata proprio la scelta migliore!

#8 Note dal pubblico – La Festhalle era sicuramente una location spettacolare, anche se la sua disposizione ha fatto sì che le uniche persone a poter vedere gli esercizi frontalmente, dalla posizione ideale per apprezzarne al meglio la costruzione, fossero la giuria e i pochi responsabili media presenti. Organizzare un Mondiale senza dare praticamente a nessuno la possibilità di vedere la gara dalla posizione ideale, per me, è un grande no.

Ho trovato un po’ triste anche la scelta di presentare le ginnaste prima delle finali senza la tradizionale “sfilata”, ma solo con delle foto, e di affidare agli schermi anche la sfilata delle bandiere. Molto carina, invece, l’idea dei video girati nel backstage per ogni atleta: peccato che alla fine ne siano stati utilizzati solo dei frame, peraltro non sempre felicissimi, anche se ho apprezzato lo sforzo di cambiare foto a ogni esercizio.

Aggiungo anche che i primi due giorni di qualifica – che finivano verso le 23:00 – sia i bar interni alla Festhalle che quelli esterni nella fan zone hanno chiuso alle 18:00, costringendo gli spettatori a procurarsi viveri da fuori nella breve pausa prevista. Infine, avrei preferito che il Galà fosse incluso nell’esperienza del Mondiale anziché essere proposto come evento a pagamento, soprattutto considerando il costo già importante dei biglietti.

#9 Gara o maratona? – Lo so che le ginnaste sono tante, ma questa super maratona ha messo in difficoltà anche noi tifosi più esperti, soprattutto nei giorni di qualifica, durati ben 14 ore e con le ultime ginnaste che gareggiavano dopo le 22:00! In qualifica sono stati scelti dei tempi veramente molto larghi: perché? Nelle finali, tutto sommato, si è andati abbastanza spediti, anche senza l’alternanza della giuria. A proposito di giudici, non oso pensare a quanto sia stato difficile per loro: il gruppo che ha giudicato la seconda parte di gara il mercoledì ha finito oltre le 23:00 di sera e ricominciato alle 9:00 del mattino!

Effetti di 14 ore di gara sulla giuria

#10 Quanto vale un 30? – Chiudo con un punto particolarmente importante per me: i punteggi! E no, non farò la spettatrice generica che si lamenta della giuria. Quello che mi lascia perplessa è la diversità del metro di giudizio persino tra qualifiche, finale All Around e finali di specialità della stessa gara. Come può uno spettatore orientarsi, anche quando ben informato, se non può nemmeno capire quando un punteggio è buono o basso? In qualifica un 30 sembrava quasi irraggiungibile, mentre in finale era ormai il minimo per ambire a una medaglia!

Nella finale All Around individuale, poi, abbiamo assistito a una disparità evidente tra i punteggi di cerchio e clavette, molto generosi, e quelli di palla e nastro, decisamente più stretti. Certo, questo ha reso la gara incertissima fino alla fine, ma così diventa impossibile seguirla con un minimo di criterio. La risposta non può essere semplicemente che le ginnaste hanno fatto meglio in finale, perché abbiamo visto anche errori piuttosto grossi accompagnati da penalizzazioni sorprendentemente contenute.

Dove sta quindi il problema? Non voglio certo additare la giuria, che fa un lavoro impressionante (soprattutto considerando le interminabili ore di gara!) ma forse il problema sta nel Codice e nella sua interpretazione ancora troppo soggettiva e volatile. E finché sarà così, sarà difficile per chi guarda capire davvero cosa stia succedendo in pedana e, di conseguenza, appassionarsi.

Gli effetti Wow

Vorrei citare ancora moltissime cose, ma probabilmente finirei per annoiarvi troppo. Ci sono però alcune ginnaste che meritano un’ultima menzione speciale!

La prima è Megan Chu: che grande Mondiale ha fatto! Anche senza medaglie, è lei la vera outsider di questa edizione. Una nota di merito va anche alla Francia, tra le squadre che più mi hanno stupita: le 5 palle mi hanno emozionata, nonostante un punteggio davvero poco generoso. E che pubblico quello francese, davvero numerosissimo!

Nel mio cuore, però, c’è Wang Zilu. Quel bacio alla pedana e alcune sue interviste mi hanno fatto preoccupare: spero davvero che la salute le permetta di continuare a regalarci la sua poesia in pedana.

Infine, una menzione d’onore a Margarita Kolosov come commentatrice. Anche se spero vivamente di rivederla al Mondiale del prossimo anno in pedana, il suo commento in diretta, bilingue e competentissimo, mi ha quasi commossa! Informata, puntuale e attenta con tutte le ginnaste, si è dimostrata una vera appassionata di ritmica, prima ancora che una ginnasta.

Ok, ho finito questo lunghissimo articolo e anche le mie energie! Ora tocca a voi: quali sono stati i vostri top, flop ed effetti wow? Siete d’accordo con me? Fatemelo sapere nei commenti!

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Fondatrice del blog, ex-ginnasta, UX/UI designer. Orgogliosamente redhead con un sacco di lentiggini.

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Pastorelli
27 Commenti
Beatrice Vivaldi
1 mese fa

Una curiosità: la ginnasta che ha scalato più posizioni ai mondiali (2025 vs 2026) è stata Mariam Kajaia 🇬🇪, che ne ha guadagnate 24. È stata 69ª a Rio e 45ª a Francoforte.

Fonte: https://x.com/lilawinska/status/2091658448668622930

Brie
1 mese fa

Grazie per la splendida analisi e per le tue risposte così chiare e perspicaci. 👍

Devo dire (ancora una volta) quanto sono grata per questa opportunità. A pensarci bene, sei stato tu, “Blablagymmis”, a ispirarmi a venire a Francoforte! Grazie 🙂

Inizierò con il mio momento di delusioni personale (ma poi migliora): sono tornata a casa con una brutta influenza

Ho anche trovato il pubblico molto corretto e solidale con tutti. Avevo dei compagni di posto fantastici, di tre nazionalità diverse (e ognuno di loro aveva diverse ginnaste preferite), abbiamo sofferto e festeggiato insieme. 🫶

L’atmosfera generale era davvero incredibile, proprio come mi aspettavo :-))))
Anche Marga è stata fantastica, così come lo speaker, sempre molto professionale.

Una cosa di cui sono stata particolarmente grata: il silenzio sugli spalti, il che significa niente continuo viavai durante gli esercizi, niente persone in piedi in prima fila e quindi sempre una visuale libera dell’area di gara. Non so voi, ma per me è stato meraviglioso! 😇

Per quanto riguarda la musica classica: il momento più emozionante per me è stato l’esercizio con il nastro di Alina Harnasko nella finale di specialità di domenica. Tutti erano in silenzio e nell’aria si percepiva una magia. Sono stata incredibilmente grata di aver potuto vivere quei secondi… e sarei stata felicissima per Alina se la favola avesse avuto un finale perfetto. 😍

Ho urlato a squarciagola per Sofi e Tara (letteralmente!),
che gioia vederle finalmente dal vivo!

L’abilità delle ginnaste è ancora più incredibile e spettacolare dal vivo che in streaming.
Alcune ginnaste hanno una presenza scenica molto maggiore dal vivo (ad esempio, Daniela Munits).

Il gala di sabato è stato davvero fantastico. Coreografie perfette, con alcuni numeri straordinari (gli spazzini ;-). Ho trovato Melissa Diete bellissima nel ruolo della “fata” che ci ha guidato attraverso il programma. E non mi sarei mai aspettata un assolo di danza classica così bello e commovente da Melanie Dargel, che questa volta non faceva parte del primo gruppo.

Marco, penso che le tue ginnaste aggiuntive siano fantastiche. Ed è meraviglioso vedere anche Dina Mironskaya lì. È migliorata tantissimo e la ginnastica austriaca in generale è in ascesa.

Bea e tutti gli altri: cosa ne pensate dei body?
Adoro quello verde di Sofi e quelli di Tara, Darja, Alina e quelli rossi…

Amanti della ritmica
1 mese fa

Eccoci Bea, condividiamo in pieno la tua disanima, anche ciò che non hai commentato, forse perché consapevole che sono parole al vento, forse perché si è già detto di tutto e di più o forse speranzosa che lo facessimo noi nel tuo prezioso blog per far capire che tutto si può chiedere al popolo della ritmica ma non di essere rassegnato!
Continueremo finché ci darai spazio a dire che utilizzare delle ragazze a puro scopo di lucro della federazione attraverso i cat, a puro scopo pubblicitario attraverso finte squadre nazionali (vedi Desio), a puro interesse societario attraverso accordi (hai messo 2 delle tue devi mettere una delle mie in squadra), non può e non deve essere più tollerato!
Questo non solo alla luce dei modesti risultati, ma semplicemente per una questione di rispetto!
In primis rispetto delle stesse atlete coinvolte, quel mancato rispetto che ha portato al giusto licenziamento della Maccarani si sta palesando in maniera evidente anche attraverso queste azioni!
Non crediamo sia tanto differente dover ricorrere ad aiuti psicologici perché ti viene detto che sei un maialino o perché capisci che sei stata semplicemente usata perché al momento il sistema aveva bisogno di te!
Certo ci diranno per essere al top bisogna anche accettare la sconfitta personale ma un conto questa è figlia di una selezione vera e studiata per il bene collettivo, altra cosa è chiamare ginnaste senza dubbio di un certo livello ma non completamente selezionate in modo imparziale su tutto il panorama italiano ( e qui ritorna l’inutilità dei cat!)
Il bello è che non si può neanche ricorrere al detto il fine giustifica i mezzi, perché il fine per ora è quel che è!
C’è un altro vecchio detto che dice “Dai e dai anche la cipolla diventa Aglio”
Sembra la strada intrapresa dalla federazione, speranzosa che col tempo ciò che non è stato veramente pianificato su larga scala possa comunque dare i frutti sperati facendo leva sulla bravura delle ragazze che comunque è indiscussa.
Ci chiediamo solo se è giusto stare in silenzio e avvallare questo sistema totalmente senza pianificazione e privo di una vera meritocrazia!

Ali
1 mese fa

A proposito di “cambi e rischi”, per me un altro flop da sottolineare è la morte definitiva dell’originalità ed inventiva a favore della monotonia e ripetitività degli esercizi delle individualiste, parlano i risultati:
Dei 12 esercizi andati a medaglia nelle specialità 6/12 erano esercizi dell’anno scorso (e del 2024), solo un esercizio nuovo è andato all’oro (palla di Varfolomeev).
Nell’all-around delle tre medagliate solo Raffaeli aveva il programma completamente rinnovato, ed è stata in generale l’unica tra le 6 ginnaste andate a podio.
So che è una problematica sottolineata fin dall’inizio della stagione, ma trovo triste che alla fine questa strategia di tenere gli esercizi vecchi abbia effettivamente funzionato. Già il codice è di una monotonia di per sé, con tutte queste limitazioni, giri fouetté, cambi dinamici messi a caso, ecc. Se poi si va a perdere pure tutta la parte creativa, il bello di vedere gli esercizi cambiare ed evolversi durante la stagione, allora arrivare al 2028 sarà dura.

I miei due personali momenti top invece sono la rinascita del Giappone, che dopo una stagione praticamente da dimenticare, riescono a staccare il pass olimpico con due esercizi stupendi. E poi “la maledizione spezzata” dell’esercizio alle clavette di Sofia in finale AA, dove finalmente, per la prima volta ai mondiali, è riuscita ad eseguirlo perfettamente prendendo il secondo punteggio più alto dell’intera competizione con questo attrezzo.

Marco72
1 mese fa

Grazie Beatrice, per me primo mondiale in presenza.
Permettetemi di aggiungere alcune ginnaste “sconosciute” che mi hanno impressionato e che ho annotato nel mio personale taccuino:
Seo 🇰🇷
Akiya 🇦🇺
Pico 🇪🇸 clavette
Rojas 🇨🇺
Dominguez 🇻🇪
Arapova
Guebanli
Myronskaia 🇦🇹
Dimitrova 🇿🇦
Hopman 🇳🇿
D’Arcangelo 🇦🇷
Hemmings 🇦🇺
Popova 🇬🇧
Mirano 🇯🇵
Heleika 🇪🇬
Liauta 🇧🇾
Ramilo 🇵🇭
Suzuki 🇯🇵
Gonzalez 🇬🇹
Lytra 🇬🇷

Theleanansidhe
1 mese fa
Risposta a  Marco72

Anche io sono rimasta piacevolmente colpita dalle ginnaste egiziane! Bella energia, originali, davvero brave

Marco72
1 mese fa
Risposta a  Marco72

Millon 🇫🇷

Sara B
1 mese fa

Cara Beatrice mi trovi d’accordo più o meno su tutta la linea.

Un enorme grazie per averci tenuti aggiornati sempre!

A proposito: squadra “di Chieti” oramai definitivamente squadra nazionale. Continueranno ad avere staff part time e palestra così così.
E magari fare anche la serie A.
Baku arriviamo! (Ma ricordiamoci che dobbiamo arrivare a LA, faccio per dire…).

Beatrice
1 mese fa

Le israeliane! La Munits secondo me ha avuto punteggi bassi in alcuni attrezzi e in alcune fasi, mentre la Sumkin purtroppo ha fatto tanti errori, mentre io l’avrei vista bene nelle finali!

Theleanansidhe
1 mese fa

Grazie Bea per il tuo, come sempre, ineccepibile commento!
Anche per me (anche se da casa) la maratona è stata intensa. Mi permetto a tale proposito di spezzare una lancia a favore della Rai: su RaiPlay un canale completamente dedicato alle finali non è stata cosa da poco, considerando le circostanze (tre europei e un mondiale in contemporanea, incredibile). Grazie anche al preziosissimo Eurovision sport, è stato possibile anche per noi da casa condividere gioie e dolori (compresi quelli articolari) con chi ha vissuto la gara dal vivo. Mica male, eh.
E ora, parto con il mio commento:
– Daria Varfolomeev: cara, dolce Daria. Ho sofferto con lei per tutta la durata delle gare, e non posso che essere felicissima del suo titolo. Non finirò mai di dirlo: una ginnasta così completa è una gioia per gli occhi. Mi piace il suo programma, mi piace come lo interpreta, mi piace Raskina. Spero che in futuro possa avere occasione di innovare il suo programma con qualche novità stilistica, perché sono sicura che saprebbe fare qualsiasi cosa.
– Sofia Raffaeli: questo bronzo, Sofia, che spettacolo. Sofia è unica e strepitosa, e riuscire di nuovo a riconfermarsi sul podio, dopo questi anni pieni di cambiamenti, è qualcosa di straordinario. Trovo il suo programma maturo, vario, sperimentale. Unico mio grande rammarico la mancata finale alle clavette, che trovo siano un piccolo capolavoro. Ho anche apprezzato tanto la postura di Zaripova nei suoi confronti: più discreta, sempre concentrata, una guida attenta e rispettosa degli spazi di Sofia. Non conosco Sofia, chiaro, ma ho avuto come l’impressione che tra le due si sia davvero evoluto qualcosa, umanamente parlando. Bello!
– Stiliana Nikolova: anche l’argento di Stiliana mi riempie il cuore di gioia, perché tante volte non è andata come doveva andare per lei, e finalmente è riuscita a disputare una gara pulita praticamente in tutte le sue performance. Riguardo al suo programma, mi piacerebbe tanto vedere un’evoluzione artistica verso uno stile più maturo, dato che ormai è una veterana. Se le difficoltà mi lasciano sempre a bocca aperta, così come la sua dinamicità e la sua precisione, non posso dire lo stesso dei passi ritmici e del taglio interpretativo delle coreografie. Ma questo è mio gusto personale, sia chiaro.
– Taisia Onofriichuk: ho da sempre un debole per Taisia, che potrebbe interpretare qualsiasi stile facendo in pedana qualsiasi cosa. Una ginnasta di rara bellezza, a mio parere. La sua rimonta in finale è stata pazzesca, ma adesso è ora di TROVARE MUSICHE NUOVE. Basta Carmen, basta Michael Jackson, vi prego, Deriuginas, siamo tutti disponibili ad aiutarvi nella ricerca. Questa ginnasta merita un programma stabile per tutta la stagione ed esercizi nuovi, ricercati e originali.
– Rin Keys: che finale splendida, per questa ginnasta. Carisma, sicurezza, musicalità, gioia di stare in pedana: tutto quello che mi piace nella ginnastica ritmica in questa ragazza c’è. Sono felicissima per lei, questo sì che è il modo di affrontare un mondiale!
– Wang & Wang: la Cina è in questi anni una delle nazioni che più preferisco seguire e queste due ginnaste magiche non mi hanno fatto ricredere. Zilu è nella top three delle ginnaste che preferisco e sono felice che sia riuscita a portare a termine un all around pulito, senza evidenti errori. Ancor più felice sono quando vedo portare in pedana così tanta attenzione ai dettagli: ogni coreografia interpretata da Zilu è un dono per tutti noi fan di questo sport e se quel bacio alla pedana dovesse significare ciò che tutti temiamo, la ritmica perderebbe una delle migliori interpreti degli ultimi anni. La sua compagna di squadra Qi ha dimostrato altrettante doti e sono sicura che il futuro brillerà per lei, che ancora così giovane sa già stare in pedana così.
– Tara Dragas: ovviamente speravo in una gara più pulita per lei, ma è stato così bello quando ce l’ha fatta! Sono sicura che lei e Spela sapranno capire dove c’è da lavorare perché Tara possa esprimere il massimo, perché c’è tutto quello che serve per essere lì, tra le prime della classifica.
– Takhmina Ikromova: sulla carta, la ginnasta perfetta. Poi, ai mondiali va sempre così. Come mai? Una ginnasta con queste doti, così unica, inconfondibile, che entra in finale per il rotto della cuffia. Sono dispiaciuta per lei e spero che si riesca a trovare una quadra per farla brillare in tutto il suo splendore.
– Akmaral Yerekesheva (chissà se l’ho scritto giusto): che gioia per gli occhi questa giovanissima ginnasta. Le clavette sono state di gran lunga l’esercizio che ho preferito tra i suoi, e spero che il suo programma futuro possa essere arricchito artisticamente e coreograficamente. Detto ciò, ho tifato tanto per Akmaral. Per me, una ventata di aria fresca!
– Polina Karika: nutro molta simpatia per questa ginnasta, che ha tra l’altro disputato un buon mondiale. Ho sempre l’impressione che venga considerata come “seconda scelta” in tutto e per tutto, e me ne dispiaccio tanto. Forse meriterebbe esercizi più studiati e un po’ di fiducia in più, ma pare proprio che la momento non sia la prescelta di Deriugina.
– Gli elefanti nella stanza: la presenza di Russia, Bielorussia e Israele nelle competizioni suscita in me sentimenti contrastanti. Da una parte, penso che ogni sportivo meriti di gareggiare, perché al di là della bandiera, tutte le atlete meritano lo stesso rispetto e si applicano con la medesima dedizione al raggiungimento del loro obiettivo. D’altra parte, non riesco a tifare in modo spassionato, senza avere l’amaro in bocca. Non riesco a godermi fino in fondo la presenza di queste atlete, in alcuni casi più che in altri. Detto ciò, per me la bandiera neutrale andrebbe mantenuta (ed estesa).
Provo a mettere da parte le questioni etiche e a spendere due parole per chi mi ha colpita. Mi sento di nominare in questo caso Alina Harnasko, che da sempre occupa un posto nel mio cuore: che grande dispiacere vederla così abbattuta, quanti errori per una ginnasta così esperta e dotata. Il nastro poi… mollato così, senza neanche provare ad arrivare alla fine. Spero che riesca a ritrovare fiducia in se stessa. Sono rimasta piacevolmente sorpresa anche da Borisova, che non avevo mai seguito con grande attenzione: che ginnasta forte, dinamica ed esplosiva. Poche volte ho visto eseguire un nastro con così tanta sicurezza, brava davvero, e sembra anche tanto simpatica questa ragazza.
– Un flop: le musiche, ragazzi. Solo io ho notato poca varietà di stili? Pochissima musica classica, un abuso di Power Haus, ricicli di musiche già usate da big del passato.

Sara B
1 mese fa
Risposta a  Theleanansidhe

Grazie mille per i tuoi preziosi commenti e soprattutto per avere parole splendide da spendere per tutte queste meravigliose ginnaste.

svitola
1 mese fa
Risposta a  Theleanansidhe

power haus e tommee profitt vi prego bastaaaa🤣

cipelly
1 mese fa

Ciao Bea! Innanzitutto complimenti per aver resistito ai due giorni interi di qualifiche, anche io ero lì dal mercoledì ma qualche pausa ogni tanto la prendevo! 😅
Concordo su quasi tutto quello che hai scritto, soprattutto sul fatto di non aver nessuna tribuna dalla fronte della giuria (come a Parigi tral’altro!!) e sul fatto della disparità nei punteggi in particolar modo tra i pannelli di giuria di cerchio/clavette e palla/nastro già dalle qualifiche e non solo nella finale AA, perchè ricordo di aver ragionato sul fatto che questa cosa poteva favorire o svantaggiare la qualifica per la finale AA , dovendo contare i migliori 3 punteggi.. se sbaglio in qualifica il cerchio e prendo comunque un punteggio contenuto è ben diverso che se sbaglio la palla e prendo un punteggio disastroso!

Invece volevo fare un appunto sulle individualiste del Brasile: Alexandre è stata strepitosa, ha portato due esercizi bellissimi e precisissimi!! Anche se purtroppo non ha centrato le finali di specialità secondo me è emerso tantissimo il confronto con Santos, che ha sbagliato entrambi gli attrezzi (per altro con gli stessi esercizi dell’anno scorso).. avrei visto molto meglio un 3-1 a favore di Alexandre così che avrebbero almeno provato a centrare una seconda finalista AA!

Il galà tu l’hai visto invece? Nel caso, le tue impressioni quali sono state?
Dal mio punto di vista è stato molto bello, forse poca ritmica (come sarebbe il classico galà) ma esibizioni varie e di livello.. però sì assolutamente non valeva i 50€ spesi a parte, oltre ai 300€ delle gare!!!

Concordo tanto anche sui tempi larghi delle qualifiche (con pause per i pasti ad orari troppo nordici per me! 😅) e sui chioschi che chiudevano prima della fine delle gare, devo dire però che il cibo mangiato alla Festhalle oltre a non costare troppo come succede spesso a questi eventi, era pure buono! Più buono di quello che ho mangiato nel resto dei giorni a Francoforte!! 😂😂

E comunque tra tutte queste mie “lamentele” il viaggio (da cui sto tornando proprio ora) nè è valsa la pena già solo per aver visto la più bella finale mondiale individuale AA degli ultimi 8/9 anni (da quando seguo i mondiali dal vivo, almeno quelli geograficamente fattibili! 😁)!!!
E non ultimo (anzi!) vedere Sofia sorridere sempre, anche dopo la finale alla palla!! ♥️

Grazie Bea per il lunghissimo (la mia risposta non è da meno! 😅) e interessantissimo resoconto!!

Sara B
1 mese fa
Risposta a  cipelly

Grazie per il tuo commento e per aver arricchito il racconto di Bea. E invidia pura per il fatto che riesci ad andare a così tanti mondiali!

cipelly
1 mese fa
Risposta a  Sara B

Ahaha sono praticamente quasi sempre le mie uniche “vacanze” per tutto l’anno! 😅
Questa credo che sia stata la più dispendiosa di tutte (mmm Parigi mi sa che la batte sicuro coi biglietti di gara, ma non di volo/pernotti ecc)!
I due mondiali a Sofia 2018 e 2022 ovviamente i più economici! 😁

ele
1 mese fa
Risposta a  cipelly

Mi trovo d’accordissimo su Alexandre! Gli anni scorsi era fallosa, ma quest’anno l’ho vista molto migliorata. Personalmente la preferisco a Santos, sia dal punto di vista della composizione degli esercizi, sia da quello dell’interpretazione

Claire de Lune
1 mese fa

France sadly dropped on the risk in the 5 balls exercise, but thank you for appreciating their routines and their supporters – we truly screamed and gave our all to them !! 🥰

CARLOT
1 mese fa

Al di là della situazione geopolitica, sono contentissima della presenza delle russe!
Ho seguito attentamente le due individualista e sono davvero bellissime.
❤

ele
1 mese fa
Risposta a  CARLOT

La medaglia del team ranking è merito loro! E che sorpresa Borisova, instabile per tutta la stagione, ma nel momento che conta è riuscita a fare 11 esecuzioni su 12 pulite e convincenti, l’unica ginnasta ad aver centrato 4 finali (ed esserne uscita con 3 medaglie su 4). Tutto questo al suo primo mondiale!!

Matilde
1 mese fa

Stupendo grazie! Concordo che la finale AA sia stata una delle più combattute degli ultimi tempi, bellissimo stare incollati allo schermo fino all’ultimo punteggio!
Tanti complimenti alle individualiste USA, stanno migliorando tantissimo!
Peccato per harnasko che non ha brillato come lei sperava.

Erika Bertero
1 mese fa

Secondo me per rendere l’esercizio più fruibile a livello di punteggi occorrerebbe predisporre una grafica che si aggiorna in tempo reale, tipo una riga di 15 quadratini per le DA, una di 8 DB, una con le 2 S, gli effetti wow, i cambi dinamici… e una con le penalità più grosse (ecco magari non tutti i piedi non tirati o gli eventuali sbilanciamenti ma magari le perdite, la musica…) quando viene eseguita una D le giudici annotano e il quadratino cambia colore, se i punteggi delle giudici coincidono il pallino diventa verde se invece sono diversi diventa giallo. Simile a come stanno facendo per il pattinaggio…
Comunque assurda la disparità tra i punteggi alla palla e le clavette o il cerchio, non si sa veramente come Varfolomeev sia riuscita a sfondare quota 30 con questo attrezzo in effetti, sembra che le altre siano incapaci a questo attrezzo!

Laura
1 mese fa
Risposta a  Erika Bertero

Questo meccanismo dei quadratini l’ho visto usare anche nel nuoto artistico agli europei appena conclusi

Manuela
1 mese fa

Sei grande! Resoconto bellissimo! Aggiungerei nei flop la Tv italiana che ci ha fatto saltare da Rai 2 a Rai sport a Rai play.. e i telegiornali che parlano di tutto tranne che delle nostre fantastiche ginnaste!!!

Pepenero
1 mese fa

Stupendo questo resoconto, grazie!

Silvy
1 mese fa
Risposta a  Pepenero

Da parte mia sempre un grande grazie per i vostri preziosi commenti e osservazioni perché ultimamente è ormai destino che per ogni manifestazione importante mi trovo all’estero e quindi riesco a seguire parzialmente.
Mi sento di soffermarmi sull’argomento della trasparenza dei punteggi perché concordo con ciò che Mirjam ha scritto tempo fa che non si tratta di fattibilità ma di volontà. Certo!
Non essendo uno sport dove a mettere d’accordo tutti è l’oggettività di un cronometro o di una misurazione, ci sarebbe un enorme bisogno della massima chiarezza, per non lasciare dubbi ma anche per avvicinare più persone e aumentare visibilità e seguito.
Dico questo perché spesso mi ritrovo tra i miei conoscenti che seguono lo sport ad ascoltare frasi poco incoraggianti. Le due più usate sono “sì molto bello ma non ci si capisce niente nei punteggi e nessuno te lo spiega” e l’altra “tanto sono già d’accordo su chi vince, basta dare un po’ di più a una”. Allora,escludendo chi si ferma troppo alla superficialità, credo che tutti gli altri con una maggiore trasparenza sarebbero raggiungibili.
Personalmente sarei anche più rigida sul permettere l’anonimato, perché un giudice competente e in buona fede non dovrebbe temere nulla e non dovrebbe avere riserve a metterci nome, cognome e faccia. Anche perché negli altri sport è così… pensiamo a giudici e arbitri negli sport di squadra tanto per fare un esempio solo. Con tutte le dovute differenze per carità, credo che nella ritmica un pochino di più si potrebbe fare… volendo… appunto.
Rimanendo in tema, aggiungo un’altra osservazione/domanda che spesso mi viene: a parte gli sfoghi tra tifosi e i vari commenti sui social, perché non si può parlare apertamente di dubbi sulle decisioni dei giudici? Perché ginnaste, allenatrici e giornalisti non ne parlano mai o quasi mai? In altri sport se ne parla apertamente, ne parlano anche i commentatori durante le gare. Capisco e condivido la sacralità del fair play, il rispetto del giudizio e delle avversarie che onorano questo sport, ma credo non morirebbe nessuno se ogni tanto si esprimesse qualche garbato ma legittimo dubbio… o no?
Non si tratta, intendiamoci, di fare vuote polemiche rosicone o di accusare di incompetenza, si tratta solo della cosa più ovvia del mondo: siamo tutti umani. E perfezione e infallibilita non sono appannaggio dell’essere umano.
Ma purtroppo sappiamo fin troppo bene che nella ritmica ci sono taaaante cose che non si dicono e non si possono dire…
Sul metterci la faccia poi…
N’est ce pas

Theleanansidhe
1 mese fa
Risposta a  Silvy

Ciao Silvy, mi permetto di rispondere alle tue perplessità perchè ormai mi sento una vecchia fan della ritmica e ho visto diversi cicli e diverse cose: in realtà il discorso sulla “giuria ingiusta” è stato per diversi anni quasi un trend nelle gare, fin troppo a mio parere, perchè talvolta in molti abbiamo avuto l’impressione che il sottotesto fosse: “Se si vince, la giuria è giusta, se si perde, allora è ingiusta”.
Che ci siano state occasioni in cui il giudizio non è parso chiaro, sicuramente sì (ad esempio il caso Lewinska in qualificazione olimpica, e tutto ciò che è successo in seguito, di cui abbiamo discusso ampiamente), però onestamente il fatto che se ne parli un po’ meno, a mio parere, è sintomo di un approccio un po’ più sportivo e oggettivo a questo sport.
Mi trovo molto più d’accordo quando si critica invece il diverso metro di giudizio tra qualifiche e finali (qualifiche più strette e finali più generose, ad esempio), o tra competizioni nazionali e internazionali, che non riguarda un’atleta in sè, ma piuttosto il funzionamento del sistema stesso di giudizio (pensiamo ad esempio ai punteggi degli Assoluti: i valori attribuiti agli esercizi che sono andati a medaglia erano comparabili a quelli delle specialità ai mondiali, sebbene siamo consapevoli che le stesse atlete, in campo internazionale, non prenderebbero così tanto, o che anche quelle che prendono tantissimo, prendono comunque un po’ meno (ad esempio, il 31.100 di Sofia al cerchio a Folgaria vs il 30.500 di Francoforte, valso un argento mondiale e con un esercizio eseguito magistralmente).
Il problema della trasparenza, a mio avviso, riguarda anche la possibilità di rendere comprensibile al pubblico uno sport fatto di mille dettagli, che uno spettatore qualsiasi ovviamente non può notare. Un conto è, ad esempio, vedere un cerchio che vola fuori pedana. Ma la correttezza di un rotolamento, le forme corrette delle figure del nastro, la forma corretta di un giro, sono difficili da capire. Ci vuole un occhio clinico, allenato. Lì il commento tecnico può fare la differenza, perché può far capire ad esempio perchè una Varfolomeev ha dei punteggi così alti rispetto ad altre ginnaste, meravigliose ma più imprecise su dettagli che fanno la differenza in termini di decimi.

Silvy
1 mese fa
Risposta a  Theleanansidhe

Mille grazie per le tue considerazioni da cui traspare non solo conoscenza ma anche tanto amore.
Proprio per questo (amo la ritmica fin da bambina) mi piacerebbe che si facesse tutto il possibile per spiegarla e trasmetterla al meglio. Certo l’amore non puoi spiegarlo, ma la conoscenza e la comprensione dei meccanismi ci si può provare.
Parliamo di uno sport complesso, che si modifica nel tempo, con dinamiche non sempre immediate e intuitive, anzi. A differenza del suo lato emozionale che invece arriva subito, cattura ed incanta, la comprensione delle sue regole richiede impegno.
Altrimenti rimane uno sport solo per esperti che non raggiunge il “resto del mondo”. Resto del mondo che si limita in questo modo solo a vedere il risultato finale, chi vince le medaglie e di che colore sono, perdendosi tutta la bellezza che c’è dietro.
Concordo assolutamente con te che telecronaca e commenti tecnici devono avere il prezioso compito di spiegare, raccontare e far entrare il pubblico il più possibile. Ricordo quando molti anni fa, nel commentare i tuffi, Bizzotto e Bertone usavano schemi e disegni per far capire al pubblico a casa le caratteristiche di un tuffo corretto e le traiettorie ideali, spiegando così il perché dei punteggi.
Per fare un altro esempio, più volte molti di noi hanno notato come in altri sport con caratteristiche simili (nuoto artistico e pattinaggio) si stiano adoperando proprio per far capire passaggi e punteggi, e arrivare maggiormente alle persone.
Concordo con te anche sullo spirito sportivo che viene dimostrato da ginnaste e staff nell’accettare giudizi e punteggi, ma qui ho qualche riserva. Sarà una deformazione professionale ma talvolta ho il dubbio che l’eccessivo silenzio, sempre e comunque, possa celare dei timori. Magari il timore di dire troppo, di dire qualcosa che non si può e non si deve dire.
Personalmente credo che spontaneità e autenticità siano auspicabili, e che l’espressione del proprio pensiero non sia sintomo di poca sportività.
Da parte dei giornalisti invece temo si tratti semplicemente di poca conoscenza di questo sport, e quindi si limitano a riportare i risultati finali (quando va bene) e festa finita.
In questi ultimi giorni ho seguito alcune fasi degli Europei di artistica maschile, e ascoltavo come Igor Cassina, che si occupava del commento tecnico, spiegasse sia i passaggi degli esercizi sia il perché dei punteggi, anche esprimendo talvolta perplessità su alcune scelte della giuria. Tutto con molta correttezza e senza polemiche, però spiegando e motivando le sue osservazioni.
In conclusione io credo che i pareri superficiali, antisportivi e rosiconi come ho già detto ci saranno sempre, ma credo anche che invece altre persone sarebbero disposte ad entrare in questo mondo, se si apre loro qualche porticina!
Dove c’è correttezza e apertura si può commentare qualsiasi cosa, dal confronto si può imparare, e anche ricredersi dove si pensava di aver ragione.

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