L’avvento non solo di una nuova stagione agonistica, ma anche di un nuovo ciclo olimpico porta con sé molti cambiamenti. Tra questi, abbiamo già parlato di possibili cambi di nazionalità. A volte motivati dalla ricerca di nuove opportunità o di un nuovo ambiente, sono spesso al centro di discussioni (e qualche polemica).
In quali casi, però, è possibile cambiare la nazione per cui si gareggia? Quali sono i limiti e le regole? Vediamolo insieme.
Come funziona la richiesta di cambio nazionalità
Forse è scontato sottolinearlo, ma per poter rappresentare una nazione nello sport è obbligatorio possederne la cittadinanza. Il cambio di cittadinanza o l’acquisizione di un doppio passaporto sono regolamentati da ogni singolo Stato. Sono solitamente previsti diversi percorsi, molti dei quali prevedono l’obbligo di residenza. Per atleti di alto livello, tuttavia, vengono spesso messi in atto degli iter abbreviati, che esulano dalle regole comuni.
Una volta ottenuta la cittadinanza entrano in gioco le regole dei diversi sport. Nel caso della ginnastica, si deve presentare una richiesta ufficiale al Comitato Esecutivo della Federazione Internazionale di Ginnastica, che procede a esaminarla ed eventualmente approvarla durante la prima assemblea in programma. Il Comitato Esecutivo si riunisce solitamente ogni due o tre mesi, pertanto potrebbero passare diverso tempo tra la richiesta e l’approvazione.
Cambio di nazionalità diretto
Una volta presentata la domanda, a determinare la velocità del cambio è principalmente un fattore: se il ginnasta ha già rappresentato la nazione di origine. Questo significa sia l’aver gareggiato a livello internazionale per la nazionale (non per la società) sia l’avere avuto una licenza FIG.
Se un ginnasta non ha mai rappresentato lo Stato d’origine, può gareggiare per la nuova nazione appena ricevuta l’approvazione del Comitato Esecutivo. La licenza FIG può essere ottenuta una volta raggiunta la categoria Junior, non prima: pertanto, tutti i cambi di nazionalità avvenuti prima dei 14 anni sono solitamente automatici.
Così è stato, ad esempio, per Darja Varfolomeev: trasferitasi in Germania da giovanissima, ha gareggiato fin dalla categoria Junior per la nazionale tedesca.


Cambio di nazionalità con o senza accordo
Nel caso in cui il ginnasta abbia già rappresentato una prima nazione, invece, deve ricevere il permesso della Federazione Nazionale di appartenenza per cambiare nazionalità. La Federazione di partenza e quella di arrivo, quindi, devono trovare un accordo. Se questo avviene, il ginnasta può gareggiare immediatamente per la nuova nazione.
Così è stato per Anna Khutsishvili ed Eva Blanka Gyulai, passate rispettivamente dalla Georgia alla Francia e dall’Ungheria al Portogallo. Il loro cambio di nazionalità è stato approvato dal Comitato Esecutivo la scorsa settimana con effetto immediato, pertanto con il benestare di tutte le nazioni coinvolte.
Quando, invece, non c’è accordo tra le due Federazioni, è il Comitato Esecutivo ad avere l’ultima parola. Il cambio di nazionalità viene solitamente concesso, ma dopo un anno di pausa forzata. Il ginnasta potrà richiedere una licenza FIG con la nuova nazione, e di conseguenza tornare a gareggiare, a un anno dalla riunione del Comitato che ne sancisce la nuova bandiera.
È stato questo il caso di Anastasia Simakova, che non ha potuto gareggiare nel 2023 nel passaggio dalla Russia alla Germania.


Le regole si fanno più stringenti quando si parla di un secondo cambio di nazionalità. Una volta cambiata nazione che si rappresenta, infatti, non si può chiedere un ulteriore cambio prima di tre anni. La regola è valida sia se si vuole tornare al Paese precedente, sia se si vuole cambiare per un terzo.
Ogni anno ogni Federazione nazionale può richiedere il cambio di nazionalità per massimo tre ginnasti, di cui non più di due per la stessa disciplina. Ad esempio, una nazione può richiedere il cambio di un ginnasta per l’artistica e due per la ritmica, ma non tre per la ritmica. Questa regola è stata implementata negli ultimi anni per evitare i numeri eccessivi di ginnasti “esportati” e “importati”.
Regolamento olimpico
Quanto indicato finora sono le regole della Federazione Internazionale di Ginnastica, come indicato nell’edizione 2025 dello Statuto. Per partecipare alle Olimpiadi, tuttavia, ci sono delle regole ulteriori, spiegate nella Carta Olimpica. In linea generale, un atleta che ha cambiato nazionalità può partecipare ai Giochi soltanto se sono passati almeno tre anni da quando ha gareggiato per la nazione precedente.
Ogni caso viene sottoposto al Comitato Esecutivo del Comitato Olimpico Internazionale. In accordo con la Federazione Internazionale e nazionale di ogni singolo sport, il Comitato può quindi decidere di ridurre o annullare questo periodo di tempo.
È stato questo il caso di Vera Tugolukova, che ha ottenuto la nuova nazionalità nel 2022 e ha potuto partecipare ai Giochi Olimpici del 2024 rappresentando la nuova nazione.


Il Comitato Esecutivo si è riunito il 26 e 27 febbraio scorso, approvando diversi cambi di nazionalità. Nella lista, tuttavia, non appaiono né Lisa Garac né Elvira Krasnobaeva: sebbene entrambe abbiano dichiarato di voler cambiare nazionalità, al momento non c’è un riscontro formale.
Il prossimo incontro del Comitato Esecutivo è calendarizzato per il 7 e 8 maggio: le possibilità di vederle gareggiare in competizioni FIG nell’arco di questa stagione, dunque, sembrano al momento alquanto scarse.
Cambio di nazionalità per giudici e tecnici
Gli atleti non sono gli unici ad avere dei limiti per poter cambiare nazionalità. Anche i giudici, infatti, sono legati alle stesse regole dei ginnasti. Nel caso in cui decidano di trasferirsi in un altro stato o prendere una seconda cittadinanza, dovranno fare domanda al Comitato Esecutivo per poter cambiare la nazione che rappresentano in campo internazionale. Nel caso non ci sia accordo tra le due Federazioni di appartenenza, anche i giudici devono attendere un anno prima di poter tornare a bordo pedana.
I tecnici, invece, sono liberi di lavorare con qualsiasi nazione senza aver bisogno della cittadinanza.
Avete ancora dubbi? Fatecelo sapere nei commenti!

Iliana Raeva ha dichiarato ufficialmente che darà un anno di stop a Elvira Krasnobaeva (non dandole insomma il cambio nazione con accordo)
“Avevo grandi speranze per Elvira. Mi stavo gradualmente preparando alla sua partenza, col tempo è successo qualcosa che mi ha detto: che tipo di mamma ha? Quali sono i suoi obiettivi? Cosa vuole? Non credevo che sarebbe stata mia al 100%. Nel 2019-20 era già tornata in Russia, ma non le piaceva ed è rimasta in Bulgaria.
(…)
Elvira mi ha scritto che non si sarebbe scusata. E mi ha anche chiesto di darle il diritto di partecipare. Forse possono sistemare le cose e andare avanti. Ma questo è un lavoro enorme e un investimento finanziario su di lei, non abbiamo una coscienza imperiale russa, ma abbiamo una coscienza bulgara, e daremo un anno di quarantena a Elvira.
Auguriamo buona fortuna a Elvira, ora sotto la bandiera russa.”
Grazie a RG Pirates per la traduzione
Fonte
https://youtu.be/Xs1NhjCKKKU?si=UZHNL3NTaZh9LPz0
Ho visto che Krasnobaeva si è esibita al GP di Mosca con i nuovi esercizi con il club di Kabaeva “Sky Grace”. L’avete vista? Qualche opinione? A me sembra sia solo peggiorata…
Io ci rivedo decisamente troppi passaggi dei vecchi esercizi, come se li avessero “smontati” e “ricomposti” in ordine diverso
Sembra un’altra ginnasta. Sia dal punto di vista esecutivo, sporca e senza artisticità, che sulla composizione degli esercizi che sembrano un miscuglio di elementi uno dopo l’altro stile Averina. Come ha scritto @elly04 pare che abbiano fatto copia incolla di buona parte degli esercizi 2024 in ordine diverso.
Molto esaustivo. Grazie!