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“Vivaldi Riserva” è la raccolta di alcuni articoli pubblicati sul vecchio sito che meritano ancora uno spazio sul web. Per questa puntata vi ripropongo la prima delle raccolte dedicate agli esercizi rimasti nella storia della ritmica!

Pubblicato originariamente su BeatriceVivaldi.it il 3 maggio 2017

La ritmica non è uno sport immutabile, che attraversa i decenni restando sempre identico a se stesso. È uno sport fluido, che periodicamente cerca di rinnovarsi, prendendo altre strade. Dalla prima edizione dei Campionati del Mondo, svolti a Budapest nel 1963, regolamenti e codici dei punteggi si sono succeduti con l’obiettivo di alzare il livello di difficoltà, valorizzare le capacità delle interpreti e “spettacolarizzare” sempre più le performances, per dare maggiore importanza all’aspetto dell’interpretazione accanto a quello della pura esecuzione.

Oltre cinquant’anni, durante i quali la ritmica è cambiata molto. In questo quadro di continuo divenire, individuare quali siano stati gli esercizi più belli della storia della ginnastica ritmica è impresa ardua e, per certi versi, anche ingiusta. Non è possibile escludere del tutto una componente soggettiva, o anche la predilezione per una ginnasta piuttosto che per un’altra. Non in in uno sport come questo. Esistono però alcuni esercizi che, più di altri, sono rimasti nella memoria di molti appassionati: per il grande coinvolgimento del pubblico, perché sono riusciti a ottenere punteggi stratosferici, ma anche per altri motivi. Alcune routines, per esempio, hanno segnato un punto di svolta, presentando per la prima volta soluzioni nuove e originali nell’uso degli attrezzi; altre sono passate alla storia per la scelta musicale o per avere portato in pedana body capaci di lanciare nuove mode.

Ciascuno di noi, in base all’età e al proprio gusto personale, preferisce un esercizio piuttosto che un altro; il nostro intento non è né quello di fare una scelta, né quello di stilare una classifica. Vogliamo solo ripercorrere l’evoluzione di questo sport tramite le sue interpreti più illustri e, allo stesso tempo, far rivivere attraverso le immagini alcune tra le composizioni più famose ed entusiasmanti che allenatori e coreografi brillanti hanno saputo creare negli anni. Ogni “puntata” si concentrerà su un attrezzo specifico: questa volta parliamo del cerchio!

#1 Marina Lobatch (1988)

Più che una ginnasta, Marina Lobatch sembra una ballerina. L’atleta bielorussa, che alla fine degli anni ’80 conquista l’oro olimpico per l’Unione Sovietica anche grazie a questa esecuzione, accompagna il crescendo della musica alternando difficoltà di alto valore tecnico a movimenti ampi e leggiadri, simili a quelli della danza classica. 

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#2 Maria Petrova (1994)

Il minuzioso e difficile lavoro con gli attrezzi, tipico della scuola bulgara, è reso evidente nel cerchio che la tre volte campionessa del mondo Maria Petrova propone a Parigi nel 1994. In questo esercizio, oltre alla cura dell’esecuzione, interpreta un difficile Carmina Burana con le espressioni del viso e i movimenti costruiti ad hoc sulla musica. 

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#3 Almudena Cid Tostado (2001)

Unica ginnasta ad aver disputato quattro finali olimpiche, nel 2001 a Madrid la sette volte campionessa di Spagna Almudena Cid Tostado è spinta anche dal “fattore casa” e ci propone una delle esecuzioni al cerchio più grintose e dinamiche di tutta la sua carriera dalla quale, ancora oggi, è impossibile non lasciarsi trascinare.

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#4 Irina Tchachina (2001)

Nello stesso anno, il futuro argento di Atene 2004 si presenta in gran forma, coinvolgendo il pubblico in un’energica performance al cerchio. La difficile posa iniziale, gli elevatissimi salti e poi una serie di lanci rischiosi con riprese fuori dal campo visivo caratterizzano uno dei più famosi “cerchi” degli anni 2000.

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#5 Anna Bessonova (2007)

Di tutt’altro stile è il cerchio che Bessonova prepara in vista dei Giochi di Pechino. Il cigno di Kiev, in un look elegantemente total white, esegue lanci, salti e pivot al limite della perfezione. Proprio dopo questa esecuzione da 18.650, Anna si lascia andare alla commozione per aver appena coronato il sogno di vincere un campionato mondiale. 

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#6 Inna Zhukova (2008)

Particolari e piuttosto difficili da interpretare sono le note che Zhukova sceglie per accompagnare il suo cerchio olimpico in cui dimostra, con una sicurezza ormai da veterana, diverse maestrie di lancio e rotolamento. Al termine della gara, Inna è medaglia d’argento anche grazie alla precisione con cui esegue ogni singolo elemento e la cura minuziosa dei dettagli

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#7 Daria Kondakova (2011)

Una difficoltà dopo l’altra, montate perfettamente sulla musica ed eseguite con grinta in un continuo crescendo, è l’esercizio che Kondakova esegue ai mondiali di Montpellier l’anno prima del ritiro dalle competizioni. Dinamica ed espressiva, maneggia il cerchio facendo sembrare semplici anche i passaggi più difficili. 

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#8 Alina Maximenko (2013)

Ricco di rischi – tra cui la ripresa di un lancio in attraversamento -e di cambi di ritmo è il cerchio che Maximenko propone nel 2013. Una performance dallo stile interpretativo nuovo e originale, eseguita su un particolare mix di musiche moderne che a tratti lascia quasi senza fiato. 

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#9 Carolina Rodriguez (2016)

Musica, body, composizione ed interpretazione compongono un tutt’uno perfetto in cui nessun dettaglio è lasciato al caso. Carolina sottolinea con movimenti ed espressioni ogni accento dando vita, nel suo ultimo anno di competizioni, a un flamenco brillante, coinvolgente ed energico. 

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#10 Salome Pazhava (2016)

Più che esercizi le sue sono vere e proprie creazioni artistiche in cui i passi di danza classica, che in parte ci riportano alle origini, si fondono in originali e moderne acrobazie con lanci, salti e pivot eseguiti da manuale. 

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In questa breve panoramica sul cerchio e alcune sue grandi interpreti siamo partiti da passaggi simili alla danza classica per arrivare a esplosioni di eleganza ed energia, in cui la grazia non è mai venuta a mancare. Quali sviluppi ci riserverà in futuro questo attrezzo? Quali nuovi percorsi seguiranno le coreografie? Più dinamismo o più eleganza, più armonia o più potenza? O continueranno a cercare un equilibrio tra questi fattori, regalandoci nuove opere d’arte in pedana? Lo scopriremo sulla strada che conduce alle prossime Olimpiadi

E voi, nel 2023, che esercizi aggiungereste a questa lista? Fatecelo sapere nei commenti!

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Ex-ginnasta e allenatrice, dal 2009 lavora nel settore sportivo e scrive per alcune testate web.

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Pastorelli
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Lulu91
1 anno fa

Il cerchio 2021 della Raffaeli, con la trascinante musica di Romeo e Giulietta, sarà per sempre nel mio cuore

Pepenero
1 anno fa

Alexandrova ’99 (ma i suoi esercizi meritano tutti di entrare nella top 10 per ogni attrezzo)

GiulyGinnasta
1 anno fa

Sofia Raffaeli ❤️

Snoddy
1 anno fa

Tutti bellissimi quelli citati, io aggiungerei il meraviglioso cerchio di Elena Vitrichenko dei Campionati del Mondo di Osaka 1999, che le è valso il 10.00, allora il massimo punteggio raggiungibile! Non fu l’unico 10.00 di quei Campionati del Mondo, anzi quell’edizione ne vide diversi: sempre Vitrichenko in finale alla fune, Alina Kabaeva nella finale al nastro ea ancora Kabaeva nel concorso generale alla palla…segno che ormai il codice avrebbe di lí a poco subito uno stravolgimento importante!

Chiara
1 anno fa

Tra i più recenti, Salos 2020-21, il meraviglioso cerchio di Kanaeva sulle note di Stravinskij di Londra 2012 e il cerchio di Kudriatseva alle Olimpiadi di Rio. Andando più indietro nel tempo, un cerchio per me epico è quello di Natalia Lipkovskaja (1997 mi pare). Poi Teodora Alexandrova 1999!
Per ciò che riguarda le italiane, Baldassarri 2018, Agiurgiuculese 2019, Raffaeli 2021.

Chiara
1 anno fa

A me piace moltissimo quello della nostra Sofia Raffaeli (2022).

Ultima modifica di Chiara 1 anno fa
Merida
1 anno fa

Io aggiungerei il cerchio di Salos 2020-2021!