Le ginnaste russe tornano sulla scena internazionale come atlete neutrali: questo fine settimana, alla Aeon Cup, tre di loro gareggeranno per la prima volta dal 2022. Scopriamo chi sono!

Era nell’aria già da un po’, ma ora è realtà: le ginnaste russe tornando sulla scena internazionale come atlete neutrali. Le vedremo tornare in pedana per la prima volta in una gara FIG questo fine settimana, in occasione della Aeon Cup.

Probabilmente molti di voi sono rimasti fermi a 3 anni fa: chi sono quindi queste nuove ginnaste che vedremo gareggiare? Scopriamolo insieme!

La situazione della federazione russa

Prima di conoscere le ginnaste, facciamo il punto sullo staff! Per anni Irina Viner è stata il volto indiscusso della ginnastica ritmica russa, ma negli ultimi tempi il suo potere si è progressivamente ridimensionato, anche a causa di diverse polemiche (come quelle seguite alle Olimpiadi di Tokyo). Questo l’ha portata a perdere prima peso all’interno della Federazione e poi qualsiasi incarico operativo, incluso quello di capo allenatrice della nazionale, ruolo che rivestiva dal 2001 per il quale ha presentato le dimissioni a febbraio.

Parallelamente, la sua ex allieva Alina Kabaeva ha dato vita all’Accademia “Sky Grace”, un nuovo centro di allenamento a Sirio, nella regione di Krasnodar, che in poco tempo è diventato uno dei punti di riferimento nazionale. La sua autonomia è tale da sembrare quasi una federazione nazionale a sé stante: ai BRICS Games del 2024, ad esempio, hanno gareggiato sia le ginnaste in rappresentanza della Russia, sia quelle della Sky Grace.

Tatiana Sergaeva – Foto di Dmitri Korneev

A febbraio, al posto di Viner, è stata nominata head coach Tatiana Sergaeva, già allenatrice della squadra nazionale (nonché sorella di Olga Tishina e mamma della ex ginnasta Daria Sergaeva). La sua gestione sembra orientata a riportare la ritmica russa in sintonia con il panorama internazionale, prendendo le distanze dal “codice russo”, un regolamento alternativo utilizzato nelle competizioni interne degli ultimi anni.

E le ginnaste che gareggiavano prima del 2022? Le gemelle Averina si sono ritirate, mentre Lala Kramarenko, dopo essersi operata al ginocchio, è tornata solo per alcune esibizioni e ad oggi non ha comunque ottenuto lo status di atleta neutrale.

Per questo, a fare il loro ingresso sulla scena internazionale saranno volti del tutto nuovi: è il momento di scoprirli!

Il team della Aeon Cup

In Giappone, a rappresentare il club Sky Grace, ci saranno le due ginnaste senior Mariia Borisova e Ulyana Ianus insieme alla junior Ksenia Savinova (fonte).

Le ginnaste potranno probabilmente gareggiare solo per la classifica individuale senior e junior, visto che al momento i team di ginnaste neutrali non sono ammessi. Update: sembra che con gli ultimi aggiornamenti di luglio, le atlete neutrali siano state riammesse anche alle competizioni a team e squadre.

Mariia Borisova (2007)

Maria Borisova (in copertina) sembra essere l’atleta russa di punta del momento. Molti se la ricorderanno per il corpo libero a tema Aladdin del 2021, che era diventato virale!

Nata nel 2007 a San Pietroburgo, ha iniziato la sua carriera sotto la guida dell’allenatrice Irina Gusarova, con la quale lo scorso anno si è trasferita presso il club “Sky Grace”, dove è seguita dalla coreografa Elena Egorova e spesso personalmente anche da Alina Kabaeva. Penso che sia la ginnasta da tenere d’occhio per le classifiche della scena internazionale: oggi vi propongo il suo esercizio al cerchio, routine che ha di recente cambiato ispirandosi a quella di un noto pattinatore sul ghiaccio.

Ulyana Ianus (2009)

Ulyana Ianus è la giovanissima numero 2 della sua nazione. Nata nel 2009 e quindi neo-senior, proviene dalla scuola di Omsk, dove si è formata sotto la guida di Marina Drozd. Se le sue movenze vi ricordano qualcuno, non vi sbagliate: a Novogorsk è seguita anche da Vera Shtelbaums, storica allenatrice di Evgenia Kanavea!

Ulyana ha una caratteristica fisica che sicuramente avrete già colto dalla foto: delle gambe veramente kilometriche! Oltre a questo dono della natura, si esibisce con elementi eseguiti in modo impeccabile e una tecnica raffinata. Oggi vi propongo la sua palla, che personalmente mi ha riportata alla memoria Kanaeva e Maria Titova.

Ksenia Savinova (2011)

La giovane ginnasta che accompagnerà le colleghe in Giappone è una classe 2011, che quindi rimarrà junior anche il prossimo anno: una scelta probabilmente strategica. Ksenia Savinova, di Gatchina, pratica ginnastica dall’età di tre anni e ha iniziato ad allenarsi sotto la guida di Evgenia Eliseeva.

Dopo un breve periodo a Mosca, è tornata dalla sua storica allenatrice con la quale si è trasferita presso l’accademia Sky Grace, dove è seguita anche dalla coreografa Elena Egorova. Ginnasta estremamente flessibile e molto dinamica, come stile e movenze mi ricorda un po’ proprio Kabaeva, soprattutto in questo esercizio al cerchio!

Le altre ginnaste da tenere d’occhio

Ecco ora una selezione di altre ginnaste russe che hanno ottenuto lo status neutrale e che personalmente mi hanno colpito!

Arina Kovshova (2009)

Originaria di Novosibirsk, Arina Kovshova fino a qualche mese fa si è allenata al centro tecnico di Novogorsk sotto la guida di Evgenia Kanaeva, con Tatyana Amelchenko e Nadezhda Yukhnevich (mentre ora sembra che Kanaeva non alleni più nel centro in modo permanente).

Lo scorso anno ha partecipato ai BRICS Games per la nazionale russa e ha vinto l’argento nel concorso generale junior. Ginnasta estremamente aggraziata, la ammiro per la fluidità degli esercizi e l’originalità di alcuni elementi.

Sofia Ilteryakova (2010)

Sofia Ilteryakova è una ginnasta di Mosca, già da qualche anno vincitrice delle categorie junior in casa. Essendo classe 2010, il prossimo anno diventerà senior e potrà andare a insediare le prime posizioni nazionali.

Allenata da Natalia Glemba ed Ekaterina Sergeeva, a colpire sono soprattutto le sue doti artistiche: è padrona della pedana e ha un’espressività molto coinvolgente. Ho trovato il suo esercizio al nastro davvero adorabile, arricchito da passi di danza e dettagli molto carini!

Nicole Rimarachin Diaz (2010)

Nicole Rimarachin Diaz è una ginnasta di Mosca con papà peruviano e mamma russa. È entrata nel centro tecnico nel 2022, quando è stata notata ai nazionali per le sue impressionanti capacità di rotazione: i suoi pivot sono davvero infiniti e perfettamente in asse, sembra la ballerina di un carillon!

Passata per un periodo sotto la guida di Amina Zaripova, al momento è seguita da Lyaysan Savitskaya, l’ex allenatrice di Kramarenko, e dal coreografo Kirill Barken. Purtroppo non sempre è costante in gara, e questo la penalizza molto nelle classifiche. Anche lei diventerà senior il prossimo anno: vediamo come riuscirà a inserirsi nel team!

Kira Yablochnikova (2011)

Tra le ginnaste che rimarranno junior anche il prossimo anno non c’è solo Savinova. Kira Yablochnikova, ad esempio, ha delle doti spaziali, una flessibilità estrema e delle linee da manuale.

Quello che mi ha colpito tuttavia è la sua convincente interpretazione: spero che le sue coach, Marina Nikolaeva e Olga Lukina, ne facciano buon uso. Anche se a volte incappa ancora in qualche errore, con queste caratteristiche ha tutte le carte in regola per farsi spazio sulla scena russa e internazionale.

Le altre senior russe che hanno ottenuto sia lo status neutrale che la licenza FIG ad oggi sono Arina Tkachuk (2000), Vladislava Nikolaenko (2005), Victoria Bespalova (2005), Arina Yankovskaya (2006), Ekaterina Sazonova (2007), Diana Chugunikhina (2007), Anastasiia Ivanova (2008), Aleksandra Khabibullina (2008), Varvara Toporova (2009), Alexandra Borisova (2009), Milena Bukina (2009) e Anna Vakulenko (2009).

Tra le junior troviamo Karolina Tarasova (2010), Sofia Lantsova (2010), Sofia Nikolskaia (2010), Yulia Protsenko (2011), Yana Zaikina (2011), Karolina Pakhtusova (2011), Polina Semenova (2011) e Arina Revkvava (2011).

Arina Kovshova – Foto di Denis Gladkov

Aggiornamento 28 novembre 2025: l’European Gymnastics ha riammesso le ginnaste russe e bielorusse alle proprie competizioni – maggiori info qui

Cosa vi aspettate da questo ritorno? Fatemelo sapere nei commenti!

1
4
Ex-ginnasta, UX/UI designer, fondatrice del blog. Orgogliosamente redhead con un sacco di lentiggini.

Condividi

WhatsApp
Telegram
💬 Commenti

Tratta tutti con rispetto e cortesia! Questo blog è soggetto a moderazione postuma dei commenti, pertanto ogni utente si assume la responsabilità di quanto scrive. Netiquette

20 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Mirjam
4 mesi fa

Con l’ultima riunione del Comitato Esecutivo della FIG, riunitosi nei giorni scorsi, arriva l’ufficialità del rientro delle ginnaste neutrali sia nelle competizioni a team che quelle di squadra.
Si specifica anche che “per evitare confusione” la Bielorussia diventa AIN1 e la Russia AIN2.
Fonte: https://www.gymnastics.sport/site/news/displaynews.php?urlNews=4595781

Ora, mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse qual è il senso di chiamarle “atlete neutrali” se poi hanno un codice identificativo che riporta alla nazione di appartenenza…

nina93
4 mesi fa
Risposta a  Mirjam

Sta storia delle atlete neutrali – Beatrice mi perdoni per il linguaggio volgare – è una cagata pazzesca. Gareggiano Russia e Bielorussia, come gareggia Israele. Come ci siamo puppati l’inno di Israele per tutto l’anno, possiamo pupparci anche quello russo e bielorusso. Altrimenti lasciavano tutti a casa.
Ipocrisia pura.

BeatriceBee
4 mesi fa
Risposta a  nina93

Ribadisco la totale ipocrisia di queste scelte, e la totale mancanza di attenzione verso le ginnaste ucraine (anche da parte delle altre delegazioni nazionali, che si fanno andare bene tutto, tra l’altro).
A proposito, giusto per sapere che non va proprio sempre e ovunque così…https://www.reuters.com/world/asia-pacific/indonesia-denies-visas-israel-gymnasts-amid-gaza-outcry-2025-10-10/

Marco
4 mesi fa
Risposta a  Mirjam

Forse per le quote, ogni nazione (bandiera) può partecipare con es 1/2/3 ginnaste e in molte competizioni le classifiche finali AA per team/club ecc sommano i punteggi delle individualiste e squadra della singola nazione (bandiera)…una sola AIN dovrebbe fare preselezionare per le proprie 1/2/3 rappresentanti tra tutte le iscritte internazionali, con AIN1, 2 ecc potranno preservare le partecipanti per specifica nazione “sanzionata/oscurata” e mantenere una coerenza/appartenenza nei punteggi finali o podio anziché una rappresentativa mista tipo “resto del mondo”

Mirjam
4 mesi fa
Risposta a  Marco

@Marco la motivazione è ovviamente questa, ma la trovo ridicola. Se sono atlete neutrali, sono neutrali. Si sceglie quante atlete neutrali possono partecipare in ogni competizione e poi le ginnaste se la vedono tra loro. Se si dividono in due gruppi le atlete neutrali per far sì che ogni federazione possa mandare lo stesso numero di ginnaste delle altre nazioni, a cosa serve la neutralità? È come coprire il titolo di un libro con un pezzo di scotch, lasciando però invariato copertina e contenuto.
A questo punto tanto vale riammetterle a pieno titolo, anziché far finta di aver preso una posizione.

Sara B
4 mesi fa
Risposta a  Mirjam

Io sono della stessa opinione di Mirjam. Lo so la neutralità serve a non far prendere punteggio_ ranking_ ammissione alle Olimpiadi ad una determinata Nazione. Però se dietro le sigle AIN (e quindi la mancanza di inno) si fa specificamente riferimento ad una nazione…io bah: basita.
Oltretutto posso capire per le individualiste (d’altronde, i tennisti di nazionalità Russa hanno sempre gareggiato nei circuiti internazionali) che comunque gareggiano per il loro ranking. Ma una squadra: che senso ha?
Sul tema I. Non mi dilungo perché Beatrice aveva (giustamente, il blog è suo) espresso la volontà di non avere polemiche che esulavano troppo dalla ginnastica.

Carla
4 mesi fa

Al di fuori delle ginnaste di punta io avevo visto dei video di una gara junior e trovo veramente moltissimi esercizi veramente sulla musica anche tra le “meno forti”; a livello artistico penso siano adattissimi a questo codice
Vi faccio un mini elenco dove sono comprese quelle più forti:
Voitenko clavette e palla;
Lantsova nastro e palla ;
Nedorezova clavette;
Khabirova palla;
Stamat cerchio;
Yablochnikova palla e clavette.
In realtà sono veramente tanti

marco
4 mesi fa

grazie per questa panoramica sovietica, tra tutte mi piace molto Ulyana Ianus, ha un suo stile, una personalità distinguibile. Mi ha catturato il suo contatto visivo con l’attrezzo appassionato e complice, ha un dialogo con esso quasi divertito (mentre per molte ginnaste ho notato essere tenuto quasi ai limiti del campo visivo, forse per la concentrazione). Nel racconto del suo esercizio appare coinvolta e questo resta impresso nella mia memoria.
cercherò altri esercizi in rete, mi interesserebbe osservarla alle clavette.

Pia
4 mesi fa

How do the Russians themselves rate their gymnasts? The well-known journalist Alena Volkova (sport24.ru) addressed this question in an article published on August 26, 2025, on the occasion of the World Championships in Rio. Here is a short but essential quote from it:
“It is clear that the Russian women would have had little chance of winning a medal in the all-around competition at the last World Championships. The individual finals offer significantly better chances, but require stamina and self-confidence. Given the current situation, it would have been a success if they had won a few medals. […] Despite their current neutral status and the changes within the federation, our gymnasts are not yet ready for such major competitions. The return after 20 years of monopoly will be particularly painful. Russian gymnasts will have to work hard and fight hard to regain their top positions.” [As if other nations, especially Germany, were not also working hard, fighting hard, and providing considerable support…]
The full article: https://sport24.ru/gymnastics/article-778813-chempionat-mira-po-khudozhestvennoy-gimnastike-2025-kakby-vystupili-rossiyanki-mariya-borisova-smogliby-oni-poluchit-medali-analitiki

Sara B
4 mesi fa
Risposta a  Pia

Grazie per averci riportato questo punto di vista!

Sara B
4 mesi fa

Buongiorno!
È con piacere che vedo tante nuove atlete che -forse- potrebbero mettere pepe sulla coda fra qualche anno a Darja (per me al momento intoccabile, data anche la sua giovane età).
Non mi dilungo sulla giusta riammissione o meno.
Tecnica: si vede e si sente nelle musiche la scuola russa. Si vede anche nelle “linee” (si sono sempre chiamate così, mi perdonino) longilinee e sinuose delle atlete.
Al momento sono davvero curiosa di vederle in campo internazionale e di capire i loro punteggi. Questo perché a mio avviso negli ultimi anno è successo un fenomeno nuovo: una de_russizzazione del codice.
Mi spiego: fino a non molti anni fa sembrava che il CdP fosse plasmato sulle regole di Russia (ex URSS) e che qualsiasi cosa facessero loro era solo “novità” e non deviazione dal codice.
Ora, dagli anni 80 ai 2000 si può anche comprendere visto che bene o male questo sport è nato e si è sviluppato qui. Ma poi la storia è iniziata a cambiare. Di scuole diverse e valide ce ne sono state e ce ne sono. Eppure c’era sempre come una sudditanza psicologica verso le stesse linee-forme-musiche.
Ecco: adesso le cose sono molto cambiate; pensate ad una Geovanna Santos che carica il pubblico, o a Nikolova che è alta solo 1.42

Io ricordo ancora i meravigliosi body il cui gonnellino cambia forma durante i pivot della squadra russa (in quanto a stoffe e modelli aspettavo in gloria le loro uscite) e mi chiedo se erano regolamentari con quel cordoncino. Eppure, nessuno mosse obiezioni. Oppure delle clavette con maneggio stupendo di Dina Severina con sottofondo una musica che era solo una accozzaglia di suoni – e ogni volta che cambiava movimento e non beccava l’accento prendeva lo stesso risultato. Poi ovviamente ricordo la meravigliosa coreografia del cerchio su la Bayadere di Arina, eppure venivano sempre giudicato allo stesso modo.

Ecco, spero adesso di giocare ad armi pari.

emila
4 mesi fa
Risposta a  Sara B

In realtà negli anni 80 e nei primi 90 la ginnastica artistica era dominata dalla scuola bulgara, che non si basava magari su doti fisiche come quelle delle ginnaste russe, ma insisteva (e insiste tutt’ora) sulla grande maestria nel maneggio ed sull’estro nelle composizioni. In Italia questa cosa viene un po’ dimenticata, ritenendo la ritmica appannaggio quasi esclusivamente russo. Dopo gli anni 2000, la Federazione bulgara non ha mai spinto per codici dei punteggi a propria immagine e somiglianza, invece Viner ha sempre fatto il possibile per avere il codice di volta in volta adatto alle ginnaste di punta della nazionale russa, ad esempio la totale mancanza delle sorelle Averina nell’azzeccare gli accenti della musica (poco importanti nel relativo codice) e riuscire a prendere comunque punteggi stratosferici.
Tutto sommato io preferisco la grandissima varietà che abbiamo oggi e la possibilità anche per altre nazioni di ambire a podi e medaglie, senza dare per scontato che i primi due posti debbano per diritto divino appartenere alle russe… 😀

Sara B
4 mesi fa
Risposta a  emila

anche io preferisco oggi, con tutta la varietà del caso 🙂

Sara B
4 mesi fa

Grazie alla “cara vecchia Bea” (non fraintendetemi: sempre una giovanissima donna) che ha sempre caratterizzato i suoi siti per il recupero di video!!!
Con calma articolero’ un pensiero sulla nuova Russia.

nina93
4 mesi fa

Grazie mille Beatrice per questo prezioso aggiornamento! Ultimamente ho perso un po’ di interesse relativamente alla ginnastica russa (soprattutto da quando si sono create il loro codice) e non ho seguito molto la crescita di tutte queste bellissime ginnaste… Personalmente ho sempre avuto un debole per Rimarachin Diaz impressionante fin da piccolina… ma a vedere questi video c’è veramente l’imbarazzo della scelta! Curiosa di vedere come si reinseriranno nel contesto internazionale! Oltre alla straordinaria tecnica spero di assistere a scelte musicali audaci e a difficoltà con l’attrezzo originali… si sa già se le ginnaste neutrali potranno partecipare anche ad europei e mondiali?

Mirjam
4 mesi fa
Risposta a  nina93

Ancora no, ma è questione di poco tempo: entro fine anno verranno rielette tutte le cariche della European Gymnastics e tra i candidati ci sono diversi russi e bielorussi. È facile immaginare che se verranno eletti, voteranno immediatamente per la riammissione delle atlete neutrali agli Europei.
Sulla partecipazione ai Mondiali ci sono un paio di dubbi in più: intanto, bisogna capire se il regolamento delle qualifiche verrà modificato. Poi c’è la questione che ai mondiali ci si qualifica come “team” per avere 2/3 individualiste. Dato che le atlete neutrali non possono partecipare alle gare di team, dovrebbe potersi qualificare una sola ginnasta.
Ma sono solo congetture, bisogna aggiornarsi man mano.

nina93
4 mesi fa
Risposta a  Beatrice Vivaldi

Quindi rientrano anche le squadre! Wow!

BeatriceBee
4 mesi fa
Risposta a  nina93

Mi sembra tutto molto ipocrita: la notizia del ritiro della squadra ucraina, se dovesse essere effettivamente legato a questo ritorno (e mi sembra molto probabile) dovrebbe far riflettere. La guerra non è finita e continuano a morire persone. Non fatemi parlare dell’ipocrisia della non esclusione di altri stati, perché potrei diventare una belva, ma allora riammettiamo Russia e Blr e basta, meglio di questo teatrino: come si garantisce la neutralità delle squadre? Le mettono insieme? Russe e bielorusse fanno un’unica squadra, essendo tutte neutrali?

Mirjam
4 mesi fa
Risposta a  BeatriceBee

Ho visto che ai mondiali di nuoto sincronizzato hanno partecipato una squadra “atleti neutrali A” e una “atleti neutrali B”. Immagino che nella ritmica si farà altrettanto, alla Aeon Cup sono già iscritte come AIN1 e AIN2.
Il che, ovviamente, rende ancor più labile il già discutibile concetto di neutralità.

Per completezza, comunque, aggiungo che il regolamento non è molto chiaro in merito. Inizialmente c’era un paragrafo dedicato che vietava esplicitamente la partecipazione alle competizioni a team e di squadra.
Con l’ultimo aggiornamento, che ammorbidisce notevolmente le regole per l’idoneità, questo paragrafo è semplicemente stato tolto, senza dare indicazioni alternative.
Tuttavia, nel documento si specifica che i ginnasti possono partecipare solo come atleti Individuali neutrali.
Questo, a mio parere, dovrebbe comunque escludere a prescindere sia il concetto di team che, soprattutto, quello di squadra. Scopriremo alla Aeon Cup se la questione del team può essere aggirata, ma a mio parere le squadre, salvo ulteriori modifiche, al momento dovrebbero essere escluse.
D’altra parte, le World Cup iniziano a fine marzo: c’è tutto il tempo di cambiare ancora le regole su richiesta.