Stai aiutando davvero tuo figlio nello sport? O rischi di mettergli pressione senza accorgertene? Ecco gli errori più comuni dei genitori in gara… e come evitarli per vivere lo sport in modo più sereno.

Contenuto realizzato in collaborazione con Pastorelli

Il percorso di un ginnasta non si costruisce solo in palestra: allenamenti, gare, emozioni, sogni e delusioni si intrecciano con la vita familiare. Il supporto di mamma e papà – economico, logistico e affettivo – è fondamentale per la carriera sportiva dei propri figli.

Questo supporto è un vero superpotere ma a volte, senza volerlo, può trasformarsi in una fonte di pressione. Basta un commento poco azzeccato, un confronto di troppo o un’aspettativa esagerata per rendere l’esperienza sportiva molto più pesante.

Ecco alcuni degli errori più comuni che vale la pena evitare, per lasciare ai vostri figli il lato più bello di questo sport!

#1: Fare paragoni con gli altri

“A lei viene, perché non fai così anche tu?”

Spesso viene detto per spronare, ma funziona raramente… Il risultato, nella pratica, è quasi sempre questo: ti senti indietro, anche quando non lo sei. Da atleta, i paragoni sono una delle cose più demotivanti. Soprattutto perché ognuno cresce con tempi, modi e caratteristiche diverse.

Molto meglio celebrare ogni piccolo traguardo, valorizzando impegno e costanza più che il risultato:

“Rispetto all’ultima gara mi è sembrato che sei riuscita a gestire meglio l’emozione!”

#2: Interferire con il lavoro degli allenatori

Dopo anni passati sugli spalti, alcuni genitori iniziano a pensare di sapere cosa sarebbe meglio per i propri figli: più potenziamento, meno esecuzioni, rischi diversi…

Questo atteggiamento mette l’atleta in una posizione difficile: diviso tra quello che dice la famiglia e quello che dice l’allenatore.

Il coach è il punto di riferimento tecnico in palestra. Se ci sono dubbi o domande, è meglio parlarne direttamente, sempre con rispetto, fiducia e apertura.

#3: Gareggiare tra genitori

Non sono solo le ginnaste a sfidarsi: a volte la competizione si sposta anche tra mamma e papà.

“Mia figlia è arrivata di nuovo sul podio, e la tua?”
“Peccato per la classifica di squadra… se non fosse stato per quell’errore!”

Queste dinamiche, anche quando nascono con leggerezza, rovinano lo spirito di squadra e creano tensioni inutili tra famiglie.

Se siete in gara, fate una cosa semplice: applaudite tutte. E ricordate che le ginnaste sentono i commenti tra genitori, sempre!

tifoso di ginnastica ritmica
Foto di Ulrich Fassbender

#4: Non rispettare il lavoro della giuria

Chi non si è mai arrabbiato per un punteggio che sembrava ingiusto? È comprensibile (e succede spesso anche qui sul blog!). Nella ginnastica, come in molti sport giudicati da persone, esiste sempre una componente di soggettività.

Trasformare ogni risultato in un “complotto” tuttavia non aiuta a crescere. Se ogni gara diventa un furto, succedono due cose: quando perdi, è sempre colpa degli altri; quando vinci, non sai mai se te lo meriti davvero. Se i genitori reagiscono con rabbia o sospetto, l’atleta perde fiducia nel sistema e rischia di non riuscire a trasformare la delusione in motivazione.

Sebbene in alcune occasioni sia positivo chiedere chiarimenti al coach, che è la persona che può intervenire in caso di queste problematiche, come genitori è bene accettare il punteggio come parte della gara. Aiutate i vostri figli ad accettare anche le delusioni e concentrarsi su ciò che possono migliorare.

#5: Legare amore e approvazione ai risultati

Questo è forse l’errore più doloroso: quando l’approvazione dei genitori sembra dipendere da medaglie e classifiche, l’atleta rischia di pensare che il suo valore personale dipenda solo dai risultati.

Lo sport dovrebbe essere anche divertimento, crescita, scoperta di sé. Se diventa solo prestazione, perde una parte importante del suo significato.

Il messaggio più potente che un genitore può trasmettere è semplice:

“Ti voglio bene sempre, che tu vinca o perda.”

Extra tip: un aiuto che fa la differenza

Essere presenti nello sport dei figli non significa solo dire le parole giuste: spesso passa anche da piccoli gesti pratici. Chi ha vissuto una gara da ginnasta sa che l’agitazione può arrivare anche da dettagli apparentemente banali: una mezza punta dimenticata, un elastico che si rompe, il sotto body rimasto a casa…

Controllare insieme la borsa della gara può trasformarsi in un piccolo rito capace di rassicurare e restituire senso di controllo. È un momento condiviso che, con il tempo, lascia spazio a una crescente autonomia. Verificare che nello zaino ci siano body, mezzepunte, intimo tecnico e tutto il necessario aiuta a evitare inutili stress a pochi minuti dall’ingresso in pedana.

E se all’ultimo ci si accorge che manca qualcosa, tanto vale sistemarlo subito e togliersi il pensiero: anche un dettaglio può fare la differenza. Se hai bisogno di recuperare, puoi trovare facilmente mezzepunte Pastorelli o intimo tecnico pensato apposta per essere indossato sotto i body di ginnastica ritmica.

Alla fine, per un atleta è anche questo che conta: arrivare in pedana con la testa libera, pronti a godersi il proprio esercizio.

Insomma, i genitori hanno un ruolo molto importante: creare un ambiente sereno, pieno di sostegno e amore incondizionato. Alla fine, quello che resta non è il punteggio. È come si è sentita in pedana, e tornando a casa.

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Ex-ginnasta, UX/UI designer, fondatrice del blog. Orgogliosamente redhead con un sacco di lentiggini.

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Ros
6 giorni fa

Aggiungerei anche al mio post precedente che siamo noi genitori il motore economico di questo sport e veniamo spesso bistrattati anche senza essere collocati in nessuno dei casi elencati in questo post. Dovremmo semplicemente pagare e muti! Va bene ma il rispetto non può essere solo a senso unico . Senza i sogni delle nostre figlie non ci sarebbero società, allenatori , federazioni

cary67
2 giorni fa
Risposta a  Ros

verissimo!!!! genitori = bancomat

Beatrice Vivaldi
2 giorni fa
Risposta a  cary67

Grazie davvero per questi interventi, perché aggiungono un punto di vista importante alla discussione!

Il tema del ruolo dei genitori nello sport, soprattutto in discipline impegnative come la ginnastica, è centrale e merita sicuramente spazio e attenzione. È vero: senza il supporto (anche economico, ma non solo) delle famiglie, questo sistema non potrebbe esistere. Allo stesso tempo, credo sia fondamentale lavorare tutti, cioè società, allenatori e genitori, nella stessa direzione, con rispetto reciproco.

Mi colpisce molto quello che dite sul sentirsi bistrattati: è un aspetto di cui si parla evidentemente troppo poco, mentre dovrebbe essere parte del dialogo. Proprio per questo, mi piacerebbe raccogliere più testimonianze e punti di vista e costruire un articolo dedicato a questo tema, che dia voce anche ai genitori. Se vi va (mi rivolgo a tutti i genitori che ci leggono), potete scrivermi in privato raccontando la vostra esperienza: potrebbe nascere un confronto davvero utile per tutti!

Per scrivermi potete utilizzare questa pagina:
https://www.blablagym.com/posta/

Ros
7 giorni fa

Il focus è sempre sui genitori , mai su società e allenatori … e’ vero che ci sono genitori che sperano che tua figlia si azzoppi ma gli equilibri devono essere creati anche in palestra non solo a casa .

Mr Magoo
8 giorni fa

Carissima Bea, benedico la bontà dei tuoi “Cinque Comandamenti”, consapevoli che, in realtà neanche i Dieci di biblica memoria basterebbero a metterci al riparo da errori.
In sintesi, l’hai fatta troppo semplice!
Ti sei dimenticata di loro… le ginnaste!
Che mica sono sempre uguali a sè stesse.
Le vedi, piccole e sgraziate, rotolarsi sulla striscia di una pedana e, in un battito di ciglia, te le trovi, adolescenti, poi donne, all’improvviso: e per me “l’improvviso” ha significato 15 anni volati in un battito d’ali.
Forte di questa mia datata esperienza, suggerisco allora a papà e mamme di ginnaste l’unico modo per sottrarsi alla presa d’atto di averle irritate, deluse, ferite.
Fingersi morti, così all’improvviso, come il mitico opossum della Virginia!
Mi rendo conto che lo spettacolo di un uomo o una donna adulti improvvisamente riversi a terra, pancia all’aria e apparentemente esanimi sia uno spettacolo poco dignitoso ma, CREDETEMI, spesso è molto meglio di dover affrontare l’onda d’urto di ritorno!😉

Marco
9 giorni fa

Utile anche per chi non ha figlie o nipoti impegnate nella ginnastica ritmica ma semplice appassionato…aggiungerei un altro punto, chiederei più rispetto ai molti genitori che corrono in prima fila a filmare l’esercizio impedendo la visuale al pubblico e poi ignorare prima e dopo le altre ginnaste seguendo più i commenti sui social che la competizione in pedana o peggio tornare alla partita di calcio o allo shopping online sullo smartphone. Ho aiutato genitori e bambine in diverse occasioni a fare riprese video lasciando temporaneamente il mio sedile perché cerco sempre l’occasione di aggiudicarmi un buon posto davanti, dai uno poi due ecc resto quasi sempre in piedi vicino alle scale di uscita 😂

Michi
9 giorni fa

Da genitore mi sono ritrovata tantissimo in questo articolo, anche in cose che magari facciamo senza rendercene conto. Ammetto che qualche volta il paragone mi è scappato, pensando di motivare…

Unica cosa: sul discorso giuria ok, però a volte certi punteggi fanno davvero venire qualche dubbio…

Comunque articolo utilissimo, i tuoi articoli sono veramente molto interessanti, mi hanno aiutata a capire tante cose sulla ginnastica ritmica.

Una mamma!

Arina
9 giorni fa
Risposta a  Michi

Anche io condivido tutto.il discorso giurie pure; specie in questi momenti di zone tecniche con ripescaggio. Hanno mandato in tilt anche chi cerca di viverla come passatempo ..