La nostalgia invade i social e anche noi ci facciamo trascinare! Lara ci accompagna in un tuffo indietro nel tempo, tra Olimpiadi ed esercizi che hanno segnato un’epoca della ginnastica ritmica.

Sui social stanno impazzando foto e momenti del 2016, è tutto un mix di filtri Snapchat e leggins e chi siamo noi per esimerci da questo trend? Il 2016 aveva per me la forte combo di essere l’anno della mia maturità (con annesse vacanze con le amiche) e quello olimpico con alcune delle mie ginnaste preferite di sempre (TEAM HALKINA dal lontano 2010). Rivediamo quindi insieme alcuni dei miei esercizi preferiti di 10 anni fa!

Il podio olimpico 2016 – Foto di mos.ru

Letizia Cicconcelli palla (in copertina): impossibile non partire da questo esercizio, dopo anni io lo porto ancora ad esempio. Quei primi 50 secondi circa di pura voce di Mina, i giri penche che solo Letizia era in grado di eseguire in un crescendo di velocità (mi sembrava quasi di vedere una pattinatrice in pedana!) e la sua eleganza regale. Una delle ginnaste che mi manca di più in assoluto da vedere in pedana.

Salome Pazhava nastro: passiamo a un’altra artista, Salome! Ginnasta molto versatile, capace di interpretare tantissimi stili, ma purtroppo anche molto sfortunata. I molteplici infortuni non le hanno permesso di esprimersi al massimo a quelle olimpiadi, ma è riuscita a regalarci comunque delle coreografie spettacolari. Ero indecisa fino all’ultimo con la sua palla sulle note della Teoria del Tutto, ma ha poi vinto la potenza e l’originalità del nastro dei Muse. Alla fine però perché scegliere? Correte a recuperarli entrambi!

Milena Baldassarri palla: ma si può davvero parlare di 2016 senza ricordare l’esordio individuale (col botto) di Milena?!  Una classe unica, movimenti magnetici fin da piccola e delle braccia che secondo me solo lei sapeva (e sa) muovere così in pedana. Dalla palla di Guarda che luna è stato poi un susseguirsi di traguardi stupendi, raggiunti grazie alla costanza e al carattere che si vedevano già ben chiari in questo esercizio. 

Alina Ermolova fune: qua il momento nostalgia è moltiplicato all’ennesima potenza. Vuoi per la fune che ormai non si vede (quasi) più in pedana, la coreografia estremamente fluida di Karpushenko (purtroppo prematuramente scomparsa) e la coordinazione di Alina, ma riguardo sempre con estremo piacere questo esercizio. La sua destrezza riesce anche a farmi dimenticare tutti gli anni successivi in cui Papaveri e papere spopolava ai tornei di ogni livello ed età, ho raggiunto picchi in giuria in cui la sentivo più di 30 volte in una giornata (record ahimè battuto nel 2019 da Survivor).

Neviana Vladinova nastro: ginnasta splendida, con un maneggio più bello dell’altro, quel lancio dalla rovesciata indietro mi lascia ancora adesso a bocca aperta. Buleria la ricanto sempre quando qualcuno se ne esce con “ahiahiahi”, immaginatevi la gioia dei miei amici. Con una versione riadattata al nuovo codice è riuscita anche a conquistare un bellissimo bronzo agli europei 2017.

Ganna Rizatdinova nastro: a mani basse uno dei suoi esercizi che riguardo con più piacere. Originale, musica diversa dal suo (*coff* di Deriugina *coff*) repertorio, il pubblico in delirio che accompagna il ritmo e i suoi giri incantevoli. Vorrei avere la sua camminata sicura ed elegante (ma forse mi accontenterei delle sue gambe) quando devo andare a parlare in ufficio dai grandi capi.

Katsiaryna Halkina clavette: lei potrebbe prendermi a clavettate lo specchietto dell’auto e io la guarderei comunque incantata.  Nel 2016 le sue clavette mi avevano letteralmente stregata, avevano quel mood da “mi perdo mentre cerco il giardino segreto d’inverno” che è raro vedere con un attrezzo simile. Con lei so benissimo di non essere obiettiva, quindi concluderò aggiungendo solo “LUNGA VITA AI GIRI COSACCHI”.

Yana Kudryavtseva cerchio: cosa dire se non WOW?! Per me lei è la Grace Kelly della ritmica e qua tra tutti gli esercizi lei e Karpushenko avevano sfornato 4 capolavori, ma forse nel mio cuore vince un po’ di più il cerchio. Il legame con la sua patria russa senza dover risentire per forza la 463352 versione riarrangiata di Kalinka, quel body oro STUPENDO, in pedana sembrava dorata anche la sua carnagione (sui capelli già c’eravamo). Un senso di regalità assoluta, vederlo dal vivo doveva essere qualcosa di spettacolare.

Margarita Mamun nastro (ma in realtà tutti, a mani basse il più bel programma del 2016): concludiamo questa carrellata con un finale degno di una pièce teatrale, il cigno nero di Margarita! L’eterna seconda, tutti gli appuntamenti passati in cui la sua più grande avversaria (LEI STESSA) le faceva sempre mancare la vetta per pochissimo e poi BOM. CAPOLAVORO. ORO OLIMPICO. Io ho pianto e non poco, soprattutto nel vederla così felice (ed esausta) di aver portato a termine la competizione più importante della sua vita senza errori, prima ancora di sapere il risultato. Quell’abbraccio con Amina Zaripova è il mio impero romano.

Questa ovviamente è una selezione parziale e moooolto soggettiva del mio “2026 is the new 2016” ritmico, ma adesso la parola tocca voi! Sfruttiamo questo momento amarcord (che strano pensare al 2016 come qualcosa di pseudo vintage), raccontateci i vostri esercizi del cuore classe 2016! 

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Ex ginnasta, ora aspirante guida turistica (un mix non sempre riuscito tra Alberto Angela e the Office). Grande sostenitrice nella RG delle musiche tagliate con un criterio e non a metà frase.

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gymritm
23 giorni fa

https://youtu.be/yGLvNhRDLr0 LA ginnasta italiana del 2016

BeatriceBee
24 giorni fa

Che meraviglia TUTTO: Halkina, una pulizia sopraffina; Vladinova, super maneggio; i giri in presa dietro di Mini-Mile (con già quelle sue braccia ipnotiche); l’emozione pura di Mamun; Kudryatseva, che va be, che vuoi dirle, perfetta.

Mi mancano, tutte!

Grazie mille a Beatrice: ho ripreso davvero a seguire la ritmica proprio da Rio 2016, e, da tifosa, sono stati dieci anni incredibili. Con tanti “bassi”, ma gli “alti” sono dovuti alla maestria e al lavoro durissimo di queste splendide atlete, e ai tuoi canali, che favoriscono l’informazione e la comunicazione tra noi sparuti appassionati. Grazie!

BeatriceBee
24 giorni fa
Risposta a  BeatriceBee

Grazie mille anche a Lara: ho pensato che l’articolo fosse di Beatrice!

Domi
24 giorni fa

Guarda che luna… ❤️

Elettradancer
25 giorni fa

Io avevo un debole anche per la palla di Soldatova!

Appassionato
25 giorni fa

Può piacere o meno, ma la Agiurgiuculese è stata il 2016 della ginnastica individuale italiana, 3 medaglie agli euro junior che fino a quel momento erano utopia, oltre a tutti i tornei internazionali vinti con Milena . Quindi citerei la sua palla su Morricone.

Sara B
25 giorni fa
Risposta a  Appassionato

LA palla per eccellenza, davvero. Concordo pienamente. non smetterei mai di riguardarla.