La storia di Egle Abruzzini, la donna che ha cambiato per sempre la ginnastica ritmica mondiale: dall’ISEF alle Olimpiadi, passando per università, pedane e codici dei punteggi.

A qualche mese di distanza dalla sua scomparsa, vorremmo dedicare un momento al ricordo della professoressa Egle Abruzzini, figura di riferimento per tutto il movimento della Ginnastica Ritmica italiana ed internazionale. 

Nel settore della Ritmica, Abruzzini ha ricoperto praticamente tutti i ruoli: è stata giudice nazionale ed internazionale, Direttrice Tecnica Nazionale in Italia, Presidente del Comitato Tecnico di Ritmica e Vice Presidente Onorario delle Federazione Internazionale. Ha collaborato alla stesura dei programmi tecnici e del Codice dei Punteggi, seguendo questa disciplina fin dal suo esordio nel programma olimpico, a Los Angeles 1984.

Per più di 40 anni ha improntato la sua vita all’insegnamento non solo nel settore Ritmica, ma anche nelle scuole medie e in Università, formando migliaia di studenti che nel tempo sono diventati a loro volta docenti, tecnici e professionisti del mondo dello sport. 

Gli anni della formazione

Nata a Brescello nel 1936, con un passato nel mondo dell’atletica, per motivi lavorativi del padre è costretta a spostarsi spesso da una città all’altra. Dopo la maturità scientifica, conseguita a Foggia nel 1953, si iscrive all’Istituto Superiore di Educazione Fisica di Roma grazie a una borsa di studio del CONI.

A Roma, Egle conosce la professoressa Andreina Sacco Gotta, pioniera della Ginnastica Ritmica in Italia, che la sceglie per partecipare alla Gymnaestrada 1957 a Zagabria insieme ad altre studentesse. In questi anni, grazie alla sua Maestra, si avvicina sempre di più alla Ginnastica Moderna: quella che poi evolverà nella Ginnastica Ritmica che conosciamo oggi.

« La Ritmica, nonostante io venissi dall’atletica, mi ha subito colpita. Mi piaceva questo gesto raffinato, ampio, assecondato. Poi c’era la questione della musica, perché io ho studiato da ragazzina anche un po’ di pianoforte, la musica era un elemento importante per noi, che la sentivamo anche in casa, e quindi sono stata subito catturata.

Egle (in nero a sinistra) nei suoi primi anni di attività

Terminati gli studi, Egle inizia ad insegnare ginnastica nelle scuole medie, ma decide anche di iscriversi all’Università nella Facoltà di Pedagogia perché pensa che sia importante che un insegnante abbia anche una cultura pedagogica adeguata.

Negli anni ’60 il marito di Andreina Sacco, Mario Gotta – allora direttore dell’ISEF di Roma e futuro presidente della Federazione Ginnastica d’Italia – invita Abruzzini a trasferirsi a Urbino insieme ad altri docenti per avviare un corso di educazione fisica nella città ducale. Da quel momento Urbino diventa la sua città d’adozione, dove contribuisce in modo determinante allo sviluppo dell’istituto e al suo percorso di trasformazione da ISEF a Facoltà universitaria, con l’istituzione del corso di laurea in Scienze Motorie.

Nel 1982, Abruzzini vince il concorso del Ministero della pubblica istruzione per la nomina a Ispettrice Centrale del Governo per l’educazione fisica, un incarico di grande prestigio che ricopre fino al 2000.

Il contributo alla Ritmica italiana

Negli anni ’70, Andreina Sacco Gotta viene messa alla guida di una commissione interna al settore artistica della Federazione Internazionale con l’incarico di sviluppare la nascente disciplina della Ginnastica Ritmica. Il suo lavoro si concentra sull’organizzazione di corsi di formazione in tutta Europa, con l’obiettivo di diffondere la Ritmica anche nei Paesi occidentali, dove era ancora poco conosciuta rispetto all’Europa dell’Est. Al suo fianco c’è la stessa Abruzzini, che partecipa alle conferenze come dimostratrice, mostrando sul campo gli aspetti tecnici della disciplina.

Egle nel frattempo inizia ad allenare un gruppo di atlete, diventa giudice nazionale e, nel 1969, ottiene anche la qualifica di giudice internazionale. Grazie ai contatti con la sua Maestra, inizia a collaborare con la Federazione Ginnastica d’Italia e viene inserita nella nuova Commissione Tecnica per la Ritmica. Diventa così una delle prime formatrici italiane che tengono i corsi per le future tecniche italiane. Tra le altre insegnanti c’è anche Maria Rosa Rosato, che diventerà in seguito l’allenatrice della prima squadra nazionale italiana di Ritmica.

A sinistra Egle che parla con Elsa Duca, dietro sulla destra la futura DTN Marina Piazza

Nel 1976, Egle succede a Sacco Gotta come Direttrice Tecnica Nazionale della Ginnastica Ritmica in Italia. In questo ruolo contribuisce a dare una forte spinta alla disciplina non solo formando giudici e allenatrici, ma anche scrivendo i primi Programmi Tecnici, i documenti con le spiegazioni degli esercizi obbligatori e le indicazioni da seguire per le competizioni.

In quegli anni pubblica anche alcuni manuali dedicati alla Ritmica e allo sport, come “Linee di ginnastica moderna” (1974) ed “Esercizi di applicazione per le scuole medie – esercizi con il cerchio” (1977).

Alla guida della Ginnastica Ritmica mondiale

Nel 1980 la Federazione Internazionale di Ginnastica, dopo le Olimpiadi di Mosca, trasforma la Commissione per la Ritmica in un vero e proprio Comitato Tecnico Internazionale di Ginnastica Ritmica con a capo la francese Jeannine Rinaldi. Egle viene eletta come membro con il ruolo di segretaria.

Il Comitato nei suoi primi anni di vita si dedica alle operazioni per portare la nuova disciplina ai Giochi Olimpici sotto le direttive del CIO. La missione è quella di trasformare la Ritmica, allora considerata un’attività più simile a uno spettacolo, in un vero e proprio sport olimpico. Quattro anni dopo, la Ginnastica Ritmica fa il suo debutto olimpico a Los Angeles 1984 con la specialità individuale (le squadre verranno inserite solo quattro edizioni dopo, ad Atlanta 1996).

Dopo i primi Giochi Olimpici, Egle viene eletta Presidente del Comitato Tecnico Internazionale per la Ritmica, incarico che ricopre fino alle Olimpiadi di Pechino 2008, venendo rieletta per 6 cicli consecutivi.

Egle alle Olimpiadi di Pechino 2008

In quegli anni, un argomento a cui si dedica con molta energia è quello della formazione di insegnanti e giudici, battendosi sull’importanza di una solida preparazione tecnica e sull’evitare il sovrallenamento. Sotto le direttive del Presidente della Federazione Internazionale Bruno Grandi, contribuisce alla nascita delle Accademie di formazione internazionali per tecnici, coinvolgendo insegnanti di pedagogia, psicologia, fisiologia, biomeccanica e nutrizione. Un format incentrato in primis sulla preparazione atletica e tecnica, per orientarsi successivamente al lavoro con gli attrezzi e alle nozioni di estetica, coreografia, ritmo ed interpretazione.

L’evoluzione del Codice dei Punteggi

Durante la sua carriera pluriventennale da presidente del Comitato Tecnico, Egle contribuisce alla stesura del primo Codice dei Punteggi della Ginnastica Ritmica, redatto in cinque lingue e con l’obbligo di aggiornamento dopo ogni quadriennio olimpico.

« Entro l’83 dovevamo avere un Codice di Punteggio definito per le olimpiadi del 1984, che evolvesse le norme in maniera che le performance delle ginnaste fossero adeguate a quella che dovrebbe essere una performance olimpica. (…) Ancora non avevamo le clavette, non avevamo il nastro, c’erano corpo libero, palla, cerchio e funicella. (…) Lo abbiamo fatto tutto artigianalmente il primo Codice, io l’ho battuto a macchina e ho fatto i disegnini.

Negli anni, il Codice dei Punteggi diventa sempre più corposo, arrivando a contare centinaia di pagine, per cercare criteri sempre più oggettivi e neutrali di giudizio.

« I nostri esercizi di Ritmica sono diventati più veloci, tutti collegati, non c’era un attimo di sosta da una cosa all’altra, quindi era difficile anche valutarli perché qualcosa ti poteva sfuggire. Per aiutare le giudici a valutare più facilmente l’esercizio, ma anche per dare alle ginnaste la garanzia che il loro esercizio veniva visto interamente, abbiamo introdotto questa novità delle schede (fiches) (…)

Con l’evoluzione delle schede, nasce anche la necessità di sviluppare un linguaggio universale basato su simboli, raccolti in un apposito manuale e aggiornati a ogni ciclo olimpico, per descrivere attrezzi, movimenti corporei e difficoltà.

Secondo Abruzzini, però, l’evoluzione della Ritmica più che dal Comitato è sempre stata guidata dalle ginnaste stesse, spesso capaci di anticipare il regolamento con nuove idee ed elementi tecnici. Il compito di chi ne cura lo sviluppo è quindi quello di adattare il regolamento senza soffocare l’innovazione. Con lo sviluppo del Codice dei Punteggi, rimane centrale anche il tema dell’aspetto artistico:

« Noi avevamo un punteggio che separava difficoltà dall’aspetto coreografico e artistico. Perché abbiamo voluto mantenerlo? Anche se dare delle norme rigide a questo aspetto artistico è difficile, perché è anche più soggettivo, non volevamo che [la Ritmica] fosse solo una cascata di difficoltà. Noi volevamo l’espressione, la musica che fosse adeguata a quello che stavi facendo (…) Senza questo aspetto estetico diventa soltanto una cosa meccanica: l’espressione è importante.

Il rigore nelle valutazioni

Egle è stata una donna con forti principi tecnici e rigore professionale, che verrà ricordata per la sua fermezza e per la costante ricerca della giustizia e dell’equità sportiva.

« Fare il giudice sportivo è sempre una grande responsabilità e non è facile per niente, certamente occorre che abbia grande competenza nella materia che deve giudicare e deve essere una persona di grande rigore morale per poter essere oggettivo il più possibile (…) Dopo ogni competizione importante, Campionati del mondo, Giochi olimpici, c’era l’analisi del comportamento dei giudici e si dava una valutazione (…)

Tra gli episodi che più segnano quegli anni c’è il Campionato Europeo di Saragozza del 2000, conclusosi con la sospensione di 6 giudici per corruzione: uno dei momenti più controversi nella storia della Ginnastica Ritmica. Su incarico della Federazione Internazionale, Egle coordina una commissione d’indagine che accerta un tentativo di alterare la valutazione ai danni di una delle principali ginnaste in gara e propone provvedimenti disciplinari nei confronti dei giudici coinvolti. Anche grazie a quell’episodio, nasce la fama di Abruzzini come figura inflessibile nei confronti delle irregolarità, anche se ha sempre precisato che le decisioni finali spettavano sempre alla Federazione Internazionale.

Le polemiche legate all’imparzialità delle valutazioni la spingono anche a promuovere l’istituzione di un pool di giudici super partes, incaricati di verificare l’operato delle giurie durante le competizioni. Il progetto resta attivo dal 2004 al 2008 e vede tra i suoi componenti anche l’italiana Paola Berardino.

« Feci la proposta di separare i giudici dai tecnici (…) Non sono riuscita ad avere due settori completamente separati, però il Comitato Esecutivo della Federazione Internazionale mi ha concesso di creare dei giudici specialisti per i grandi eventi (…) [Questi giudici] sapevano che venivano nominati dal Comitato Tecnico e non dalla Federazione, quindi nessuno aveva interesse di tenersi buona la Federazione per essere mandato poi ai campionati seguenti.

Tra i numerosi premi internazionali, Egle è stata insignita nel 2004 di un Dottorato honoris causa in Discipline Umanistiche dall’Università di Mosca, dimostrando anche la stima della Russia e degli altri Paesi nei suoi confronti e nel lavoro svolto per promuovere e far evolvere la Ritmica ai massimi livelli.

L’eredità di Egle Abruzzini

All’età di 89 anni ci ha lasciato quindi un’icona della Ginnastica Ritmica e un punto di riferimento per tutto il mondo dello sport. Tra i maggiori contributi dati al movimento, a lei va riconosciuto il merito di aver contribuito a porre le fondamenta dello sport olimpico che conosciamo oggi, e di aver aiutato, con corsi di formazione per tecnici e giudici, a diffondere in Italia e nell’Europa occidentale una disciplina praticata inizialmente quasi in via esclusiva nei Paesi dell’Est Europa.

« Mi sentivo una donna particolarmente fortunata, perché avrei fatto per hobby le cose che in realtà mi sono state offerte dall’attività sportiva internazionale, un po’ il mio sogno (…) Io mi sarei occupata ugualmente di sport come mio piacere personale, quindi sono abbastanza orgogliosa di questo, soprattutto l’orgoglio mi deriva dal fatto che ho avuto tante persone intorno che hanno apprezzato quello che facevo.

Con la pubblicazione di un post, commentato in maniera commovente da numerosi ex compagni di studi, colleghi e studenti, è stata lei stessa prima di andarsene a dedicare un pensiero a tutti coloro che l’hanno sempre supportata:

Care amiche, cari amici. È arrivato il momento dei saluti. Ho avuto una vita magnifica, piena di esperienze entusiasmanti e grandi soddisfazioni. Ho incontrato così tante persone che hanno arricchito la mia vita, dato un senso al mio essere e colmato il mio animo di affetto e riconoscenza. Sono grata a chi ha potuto e voluto condividere una parte, anche piccola, del mio cammino, che finisce qui. Auguro a tutti voi le stesse soddisfazioni, la stessa fortuna, le stesse meravigliose avventure

Tutte le citazioni di Egle Abruzzini riportate in questo articolo sono tratte dall’intervista realizzata da Sky Grace, disponibile a questi link:
1^ parte2^ parte3^ parte4^ parte5^ parte

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Ex-ginnasta e allenatrice, dal 2009 lavora nel settore sportivo e scrive per alcune testate web.

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Pastorelli
7 Commenti
Mari
9 ore fa

Abruzzini…poi qualcosa è andato storto.

Anna Rita Calavalle
1 giorno fa

Congratulazioni! Ottimo lavoro! Sono una di quelle “atlete” che la prof.ssa Egle Abruzzini ha allenato per circa 10 anni, nella Società Robur Tiboni Urbino. Le sono poi diventata nella cattedra di Ginnastica Ritmica all’Isef di Urbino avendo il suo insegnamento e i suoi consigli (professionali e di vita) sempre a sostegno, fino all’ultimo giorno. Aveva compiuto 90 anni da meno di un mese, ma avremmo voluto restasse con noi ancora 100 anni!

cary67
1 giorno fa

un articolo così ricco di emozione! grazie

SilviaBensiAbruzzini
1 giorno fa

Grazie per questa bella biografia, accurata e affettuosa. Mi fa piacere che tante persone ricordino mamma con stima e affetto.

Domi
1 giorno fa

Che articolo meraviglioso, mi sono venuti i brividi mentre leggevo!
Grazie per aver condiviso così dettagliatamente la sua storia. Sto guardando i video dell’intervista realizzata da Sky Grace e sono davvero molto interessanti!

Mirjam
1 giorno fa
Risposta a  Domi

Anch’io l’ho trovata davvero interessante! Affronta molti aspetti da cui la ritmica, sia italiana che internazionale, è appesantita ancora oggi, primo tra tutti i conflitti d’interesse. La consiglio davvero a tutti, è un’oretta ben spesa.

Beatrice Vivaldi
1 giorno fa

Ho avuto il piacere di conoscere la signora Egle durante un’edizione della World Cup di Pesaro. In quell’occasione mi disse che seguiva il mio sito e mi fece i complimenti: un ricordo che conservo con grande gratitudine!